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NEVE A RIVISONDOLI? NEGLI ALTOPIANI MAGGIORI D’ABRUZZO. 75^ edizione Presepe Vivente.

NEVE A RIVISONDOLI? NEGLI ALTOPIANI MAGGIORI D’ABRUZZO.

75^ edizione Presepe Vivente.
La montagna è sempre viva: anche senza neve.

La neve è colore, è meraviglia, è la magia con la quale la natura ammanta.

Da questo Natale 2025 sono a Rivisondoli, negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo; un meraviglioso piccolo paese incastonato tra i monti a 1400 metri. Ma la neve non si è fatta vedere.

Ricordo gli inverni nei quali, da bambino, si poteva quasi uscire dalle finestre del primo piano e saltare sui mucchi di neve. Per le strade si camminava in trincee di neve compatta e per noi era un gioco scavare gallerie e cavità, come trune, salvo tornare a casa tutti bagnati, messi nudi davanti al fuoco del grande camino, per poi prenderle di santa ragione.

Altri scenari
Adesso tutto è cambiato e anche i colori. La Natura è sempre meravigliosa, ma non sa di bianco. Andare a piedi da Rivisondoli a Pescocostanzo, a Roccaraso è sempre stupore, ma lo puoi fare senza particolari accorgimenti invernali e lo stesso se decidi di salire su Monte Croce: la neve è relegata alle cime sommitali di quota.

Dopo il sole di Natale ecco la pioggia della Befana. IL CLIMA È PROPRIO CAMBIATO: SIA IN APPENNINO, SIA SULLE ALPI.

Cortina d’Ampezzo
Anche a Cortina d’Ampezzo la neve non c’è, con strade e tetti puliti!Siamo prossimi all’inizio delle Olimpiadi invernali (diventate sempre meno sostenibile e sempre più assurdamente dispendiose in una località che proprio non ne aveva bisogno) e sono i cannoni a darsi da fare con le piste bianche in un ambiente con i prati di tutt’altro colore. Sempre più, ovunque, si prepara e si propone un dispendioso e obsoleto ambiente artificiale, con la neve prodotta da acqua immagazzinata in bacini di accumulo, trasformata e sparata da cannoni, per essere successivamente lavorata dai gatti. Ma quanto costa a tutti noi questa produzione artificiale? Quanti sono i costi ambientali e sociali considerando che il 90% degli impianti sopravvive malamente di neve finta?

Ridisegnare è facile
C’è da reinventare l’uso delle risorse della montagna che offre tante altre opportunità diverse, uscendo dalla energivora monocoltura dello sci da discesa. Servono finanziamenti mirati a promuovere il valore dei piccoli paesi che svolgono la funzione di accoglienza, nei quali trovare servizi adeguati, informativi ed educativi, diventando le porte di accesso alla montagna, scoperta ed esplorata in più modi.

IL CAMBIAMENTO CLIMATICO È REALTÀ SPIACEVOLE TERRIBILE.
Possiamo solo mitigarla adottando scelte più sostenibili. Possiamo vivere la montagna sempre nella sua naturalità, godendo di spazi aperti, di buone letture, di salutari escursioni, di rigeneranti incontri, dandoci il giusto tempo per guardarci attorno e rilassare mente e corpo.

ANCI e UNCEM
ANCI e UNCEM possono aiutare amministratori lungimiranti e attenti a promuovere soluzioni alternative come quelle che identificano i Villaggi Montani del Cai.

FEDERPARCHI
I PARCHI NAZIONALI e tutte le altre aree protette sono in grado di definire azioni di ripristino e valorizzazione ambientale, attenti a natura e cultura. FEDERPARCHI ha l’opportunità di coordinare e promuovere la messa in rete del SISTEMA DELLE AREE PROTETTE aree protette.

Guardo il cielo
Guardo il cielo e spero sempre che nevichi, perché la neve è importante in natura e segna il ciclo di stagioni sempre più appiattite, con la montagna che ancora ci regala i segni di questo passaggio oramai perso nelle città. Insieme a questo la neve è magia di fiocchi densi che puoi raccogliere sulla mano e trasformare con fantasia in pupazzi e giochi.

75^ edizione del Presepe Vivente
Intanto a Rivisondoli si è svolta la 75^ edizione del Presepe Vivente, a Piè Lucente, ai piedi del suggestivo paese, con le alte abitazioni illuminate a presepe, con la capanna e le scene avvolte da caldi colori, senza neve, ma con tanta intensa emozione e partecipazione. L’applauso finale l’ho sentito come di buon auspicio per superare l’attuale inaccettabile situazione tra guerre, genocidio, aggressioni e rapimenti internazionali, volute dall’uomo e contro le quali quindi possiamo fare più di qualcosa.

Volere è potere e anche in una giornata piovosa è possibile andare in montagna dove, ben equipaggiati e accompagnati da Eugenio Di Donato, apprezzare i diversi volti di una montagna sempre amica.

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BUONA MONTAGNA a tutti!
– Cai Castelli (link sito)

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Programma 2026 Cai Teramo (link)

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– Filippo Di Donato (link Facebook)

2026.01.06  pubblicato 

(filidido)
 Giornalista
– Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo
 Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette
 Componente Struttura Operativa “Cai-Scuola” – SOCS del Cai

Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ).
Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montanoHa promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi.
Responsabile di Progetti.
È giornalista ambientale.




in Montagna con la Sezione Cai di Castelli, mercoledì 17 dicembre 2025- Cai Scuola

in Montagna con la Sezione Cai di Castelli, mercoledì 17 dicembre 2025 – Cai Scuola

Ai piedi della Parete Nord del Monte Camicia.

L’esperienza Cai Scuola della Sezione di Castelli è rivolta alle classi della Scuola secondaria di primo grado del plesso di Castelli dell’Istituto Comprensivo Isola-Castelli e del Liceo Artistico Francesco Antonio Grue.

Fondo della Salsa

Raggiungeremo in escursione il Fondo della Salsa, ai piedi della poderosa Parete Nord del Monte Camicia. L’ambiente spettacolare dell’ampio anfiteatro si scolpirà nella mente dei giovani escursionisti. Bosco, rocce e ripide pareti compongono un paesaggio unico del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Ambiente da sfogliare

L’avvicinamento alla montagna prevede la lettura dell’ambiente attraversato, con diversi punti di osservazione, e attività di orientamento utilizzando carta dei sentieri e bussola. I punti cardinali saranno riferimento per questa giornata, muovendosi in sicurezza, informati su attrezzatura e abbigliamento adeguati.

Le stagioni

Il Cai invita a percorrere la montagna nelle diverse stagioni per apprezzare colori e situazioni ambientali diverse, ogni volta interessanti e particolari. Il cambiamento climatico condiziona fortemente la montagna, sempre più segnata da eventi estremi, che nel Fondo della Salsa risultano evidenti.

Rifugio Enrico Faiani

L’escursione segue quella del 30 settembre con la quale alunne e alunni, partiti dalla sede del Liceo Artistico, lungo il sentiero Italia Cai, hanno raggiuntol’accogliente rifugio Enrico Faiani.

Educazione alimentare

La Sezione Cai Castello nell’ambito dell’educazione alimentare, offrirà una merenda con la degustazione di prodotti alimentari a km 0 con formaggi della ditta Ruffini Franca e dei salumi della ditta Castel Castagna.

Educazione ambientale

Le escursioni in ambiente sono occasioni di incontro e confronto per migliorare la conoscenza e la consapevolezza del valore delle risorse naturali e delle possibili implicazioni socio-economiche offerte dal territorio.

Cai Scuola

Le attività della Sezione Cai Castelli fanno parte del programma nazionale Cai Scuola per la frequentazione responsabile dell’ambiente montano, sui sentieri, iniziando dai paesi per raggiunge rifugi e vette.

Lo svolgimento delle attività è accompagnato dal Centro di Educazione Ambientale “gli Aquilotti” e dalla Scuola Intersezionale di Escursionismo “i Camosci d’Abruzzo”.

LA META E’ IL SENTIERO

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2025.12.15  pubblicato 

(filidido)
 Giornalista
– Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo
 Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette
 Componente Struttura Operativa “Cai-Scuola” – SOCS del Cai

Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ).
Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montanoHa promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi.
Responsabile di Progetti.
È giornalista ambientale.




LA GIORNATA MONDIALE DELLA MONTAGNA A TERAMO È STATA UNA PARTICOLARE OCCASIONE DI INCONTRO DEL CAI CON IL MONDO DELLA SCUOLA – giovedì 11 dicembre 2025

-LA MONTAGNA HA BISOGNO DI NOI! PRENDIAMOCENE CURA.

-LA GIORNATA MONDIALE DELLA MONTAGNA A TERAMO È STATA UNA PARTICOLARE OCCASIONE DI INCONTRO DEL CAI CON IL MONDO DELLA SCUOLA – 11 dicembre 2025

-DIAMO VOCE ALLA MONTAGNA CON UNA IDONEA SEDE DEL CLUB ALPINO ITALIANO A TERAMO

-VIVERE LA MONTAGNA: ESPERIENZE E SOSTENIBILITÀ

Teniamo alta l’attenzione sulla montagna per riuscire a tenere insieme politica e istituzioni. È interesse di tutti, iniziando dai paesi, dalle comunità locali, nell’abbraccio collettivo di territori e risorse che dalla montagna arrivano al mare.

Si è svolto oggi, giovedì 11 dicembre 2025, a Teramo all’IIS Di Poppa, l’incontro “Vivere la Montagna: esperienze e sostenibilità” organizzato in occasione della Giornata Mondiale della Montagna proclamata dalle Nazioni Unite e quest’anno dedicata al ruolo e alla salute dei ghiacciai.

La giornata mondiale della montagna è stata l’occasione culturale e naturalistica per incontrare a Teramo studentesse e studenti di scuole diverse. La giornata ha dato vita a un’attenzione condivisa sulla montagna, uno spazio in cui dati e conoscenza sono stati presentati con chiarezza e immediatezza.

Appuntamento all’istituto Di Poppa nell’ampio e accogliente auditorium e ben cinque maxi schermi per la migliore visione di immagini e filmati.

Particolare e sentita  la partecipazione dei quasi 200 giovani naturalisti, assiepati e attenti per circa due ore di incontro nelle quali, con mirato riferimento al tema dei ghiacciai e della loro conservazione, la montagna è stata raccontata come realtà presente e vissuta, con esempi di percorrenza, accoglienza e tutela. Il Club Alpino Italiano con Filippo Di Donato della Struttura Operativa Cai Scuola ha illustrato le finalità educative e di incontro offerte dalla montagna, con lo slogan LA MONTAGNA INSEGNA E UNISCE, EDUCA ALLA SOSTENIBILITÀ. Il filmato su Bidecalogo in 5 minuti e quello della SAT, Freeze the future hanno aiutato a riconoscere valore e benefici dalle montagne e a leggere i cambiamenti in atto. Messaggi recepiti da alunne e alunni del Di Poppa, abituati alle uscite in ambiente proposte dal Cai e, con attenzione, è stato ricostruito quanto svolto in montagna negli ultimi tre anni scolastici. L’accoglienza è stata presentata da Luca Mazzoleni, gestore del rifugio Carlo Franchetti sul Gran Sasso d’Italia che è illustrato la vita da rifugista con la proiezione del filmato “chi apre serra”. La tutela è stata documentata da Tommaso Navarra Presidente del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, scrigno di biodiversità, geodiversità e culture diverse abbracciando, su quasi 180.000 ha 3 regioni, 5 province e 44 comuni.

I ragazzi sono intervenuti e ci siamo interrogati sulla sostenibilità e sulla necessità di recuperare rapporti autentici nell’incontro con la montagna.

Parlare di montagna e presentarla in tutti i suoi aspetti è necessario. Per conservare gli attuali equilibri naturali e una buona qualità della vita, dobbiamo preservare la montagna. L’acqua che beviamo, l’aria pura che respiriamo, gran parte del cibo che mangiamo e delle risorse che utilizziamo, tutto viene dalla montagna.

IL CAI HA BISOGNO DI UNA SEDE A TERAMO CHE DIA VOCE ALLA MONTAGNA.

La Sezione Cai di Teramo ha dovuto lasciare la sede in via Cona, che consentiva il buon svolgimento delle attività di organizzazione e di incontro, anche con delle scolaresche. Si è lasciato spazio alle necessità del Convitto Delfico, ma gli effetti per il Cai e per la voce della montagna sono devastanti e adesso tutto si svolge in pochi metri quadri a Colle Atterrato Basso. UNA FASE DI STALLO DA SUPERARE considerando che la Sezione Cai di Teramo, ospita la Struttura Operativa Cai Scuola, il Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti”, inserito tra i centri di interesse della Regione Abruzzo e la Scuola Intersezionale di Escursionismo “i camosci d’Abruzzo” composta dalla Sezione Cai di Teramo insieme alle Sezioni Cai di Arsita, Castelli e Isola del Gran Sasso.

Non è possibile contrarre questa lodevole attività da volontari.

Oggi 11 dicembre 2025, abbiamo celebrato la Giornata Mondiale della Montagna, ponendo attenzione al tema dei ghiacciai e alla loro accelerata fusione a causa del riscaldamento globale. La crisi climatica agisce in montagna a velocità doppia con effetti più rapidi e devastanti

Come Cai abbiamo incontrato tanti giovani nelle scuole, mostrando immagini e raccontando storie di montagna. È sicuramente importante la nostra azione di informazione e sensibilizzazione, ma non basta. La montagna va raccontata e vissuta ogni giorno. OSSERVA RIFLETTI AGISCI.

A Teramo abbiamo la fortuna di guardarci attorno e osservare montagne raggiungibili percorrendo pochi chilometri e iniziare così la scoperta escursionistica di paesi, frazioni, verso le zone pedemontane e montane.  Possiamo insieme contrastare spopolamento, spaesamento e abbandono. L’impegno del Cai è costante, la presenza continua e la visione lungimirante: egato al territorio con idee e proposte.

DIAMO VOCE ALLE MONTAGNE E AI SUOI ABITANTI CON UNA SEDE CAI A TERAMO IDONEA AD ACCOGLIERE E COMUNICARE BELLEZZA E MERAVIGLIA DELLE “TERRE ALTE”.

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2025.12.11  pubblicato 

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 Giornalista
– Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo
Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette
Componente Struttura Operativa “Cai-Scuola” – SOCS del Cai

Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ).
Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montanoHa promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi.
Responsabile di Progetti.
È giornalista ambientale.




TRA NATURA E QUOTA. Giovanni Storti sopravvive alle Alpi Apuane. Film documentario consigliato a tutti, dove ambiente, montagna, donne e uomini sono protagonisti.

TRA NATURA E QUOTA. Giovanni Storti sopravvive alle Alpi Apuane.

Film documentario consigliato a tutti, dove ambiente, montagna, donne e uomini sono protagonisti.

A Teramo, Cinema Smeraldo, giovedì 4 dicembre, ore 21:00.
Organizzato dalla Sezione Cai di Teramo

Troverete il paesaggio delle Apuane e il valore naturalistico, ambientale, culturale e sociale vissuti con emozione.

Un messaggio rivolto in particolare ai giovani che rappresentano il nostro futuro e al mondo della Scuola, con i docenti che racchiudono l’insieme dei saperi. Aperto a ogni cittadino interessato a sapere di risorse naturali e futuro sostenibile.

La montagna vista con gli occhi di un attore…

Giovanni Storti si avvicina alle Apuane e re scopre le tante bellezze insieme ad esperti del Cai e giovani che vivono e lavorano in montagna da guide, gestori di rifugi, esperti di botanica, difensori dell’ambiente martoriato dalle cave, sempre più interessante al carbonato di calcio, invece del marmo che le ha rese famose.

Un ambiente dove predominano paesaggio, biodiversità e geodiversità, in una successione particolare d’Appennino affacciato sul Tirreno, con cromatici scorci di effetto sul mare e sul vicino Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano.

Giovanni Storti interpreta le Apuane e le restituisce con leggerezza, spontaneità e concretezza

Vive la montagna nella giusta sicurezza, percorrendo sentieri e vie ferrata con indispensabili abbigliamento e attrezzatura.

LA MONTAGNA INSEGNA E UNISCE, EDUCA ALLA SOSTENIBILITÀ!

in tanti a Teramo, Cinema Smeraldo

Alle ore 21:00 del 4 dicembre, verrà proiettato questo ironico e leggero viaggio attraverso le Alpi Apuane nel quale Giovanni Storti, scrittore, regista e attore di cinema e teatro, membro del trio comico più famoso d’Italia, l di questo luogo incantato nelle Terre Alte, senza tralasciare la sicurezza in montagna e la riduzione del rischio in ambiente.

Un territorio in parte Parco Regionale che si auspica diventare Parco Nazionale.

Ad accompagnarlo ci saranno: Alessio Piccioli (già Presidente della S.O.S.E.C. del CAI, Istruttore Nazionale di Scialpinismo e membro della Scuola Centrale di Scialpinismo del CAI), Andrea Ribolini (Dottore Forestale e Guida Ambientale Escursionistica), Elena Alberti (Biologa), Gionata Landi (Guida Alpina e Tecnico dell’Elisoccorso del CNSAS), Alberto Grossi (esperto di Ambiente e profondo conoscitore delle Alpi Apuane) e Veronica Pierotti (Presidente della Sezione CAI di Forte dei Marmi).

Il documentario, scritto e diretto da Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon nel 2024, prodotto da Cinebled s.r.l. in collaborazione con il Club Alpino Italiano è ambientato tra l’Orto Botanico “Pellegrini – Ansaldi”, il Rifugio Puliti, dal nome dell’Ingegnere che per primo intuì la bellezza e la ricchezza di biodiversità di questi luoghi da amare e preservare, la ferrata Monte Procinto, la più antica d’Italia ed il Monte Nona a 1297 mt s.l.m.

Settanta minuti di bellezza e divertimento, spunto per un interessante dibattito al termine della proiezione, animato tra gli altri da Filippo Di Donato (Giornalista ambientale, già Presidente della Commissione Centrale di Escursionismo e della Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano, già membro del Consiglio Direttivo Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga e di Federparchi,  attuale membro del Gruppo di Lavoro CAI Scuola e Direttore della Scuola Intersezionale di Escursionismo “I Camosci d’Abruzzo”) e Davide Di Claudio (International Mountain Leader e Accompagnatore di Media Montagna, Maestro di Escursionismo, Guida Ambientale, Tecnico del Soccorso Alpino – TESA, facente parte della XX Delegazione Abruzzo Sezione di Teramo e Osservatore Nivologico AINEVA – livello 2a).

NON MANCATE, VI ASPETTIAMO NUMEROSI!

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2025.12.03  pubblicato 

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 Giornalista
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Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette
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Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ).
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GIANNI D’ATTILIO: a zio Gianni, amico di vita e compagno di esperienze – 25 ottobre 2025

GIANNI D’ATTILIO: a zio Gianni, amico di vita e compagno di esperienze, uno di noi

25 ottobre 2025

Sabato 25 ottobre 2025 ci si ritrova insieme, la vetta del Monte Porrara come simbolo di un percorso dedicato a Zio Gianni, un tratto del Sentiero Italia Cai da Campo di Giove all’inghiottitoio di Quarto di Santa Chiara, zona di elevato pregio ambientale, Riserva Naturale Statale, negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, nel Parco Nazionale della Maiella

Sentiero “zio Gianni

Purtroppo per altro impegno nazionale del Cai non potrò essere presente dopodomani, sabato 25 ottobre, all’intitolazione di un sentiero che conosco molto bene e che vede nella vetta del Monte Porrara uno straordinario punto di osservazione sui monti d’Abruzzo. Una vetta tante volte raggiunta insieme a zio Gianni, da dove guardare, in silenzio, orizzonti lontani. Sono zone che ho condiviso per tantissimi anni con lui, in lungo e largo, per il comune riferimento al paese di Rivisondoli, per me natio, per lui di adozione, affacciato su quei luoghi, negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo. Nata la Commissione Centrale Escursionismo mentre ne ero Presidente e Direttore del 1° Corso nazionale del 1993, zio Gianni è stato tra i migliori, come felice e tenace interprete del messaggio escursionistico scaturito da quel momento formativo e di avvio. Un crescendo di proposte e attività che hanno permeato l’Abruzzo e non solo, avvalendosi della sua esperienza e della sua attenzione comunicativa in numerose altre circostanze, scandite anche dal Sentiero Italia Cai. Preciso e diretto ha orchestrato magistralmente. Tante e incontenibili, le giornate trascorse insieme, di impegno e di svago, di serietà e di ironia, con il suo delicato sorriso a segnargli il viso.

Il Cai che non dimentica è importante. Il Cai che riconosce ciò che è stato fatto da un socio è lodevole ed ha un significato profondo. La testimonianza rivolta a zio Gianni, ci racconta del tempo trascorso, dei luoghi e delle persone e introduce prospettive di futuro. L’escursionismo come importante pratica definita dal Cai ha preso grande linfa dall’Appennino, con Teresio Valsesia grande animatore e noi, suoi seguaci. Anni speciali e intensi, in grado di aggregare Sezioni e Soci, di dare lustro a territori, paesi e popolazioni. La prima stesura del Sentiero Italia Cai in Abruzzo e del Cammina Italia, diventava Cammina Abruzzo sono stati un prosperare di incontri ed escursioni, da paese a paese, abbracciando e unendo tutti i rilievi d’Abruzzo.

Con il Cai si può invecchiare, gli anni passano per tutti, ma con il Cai quello che non invecchia mai sono la passione, l’amore per la montagna, il desiderio di conoscere, il prendersi cura delle Terre Alte. Nel cuore e nella mente e per quanto possibile nelle gambe e nelle mani restano sempre le forme della montagna, le emozioni espresse da luoghi e vicende nel tempo e che, magicamente, si rinnovano continuamente. Ogni stagione si svela sempre diversa, sempre arricchita e fortificata dagli incontri con soci e socie, anche nel ricordo.

Purtroppo questo 25 ottobre non potrò esserci. Non sarò lì fisicamente e non potrò intervenire, ma sarò lì ad applaudire con voi e, nel segreto del mio cuore a rivivere e percorrere qualcosa di estremamente particolare e personale, di intangibile e sincero.

La montagna che insegna e unisce.

Un grande abbraccio a tutti, con zio Gianni a noi vicino.

Filippo

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2025.10.24 pubblicato 

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L’UOMO DI FINE ANNO

L’UOMO DI FINE ANNO AL CENTRO

L’attuale antropocentrismo è destinato a essere guardato con un sorriso? Sarà sicuramente così. La scienza ci porta sempre avanti ed è ottima guida. Diversamente si ripiomba nelle lusinghe dell’individuo, della specie. Caduti in una buca di potenziale l’interesse del singolo prevale sulla collettività. La teoria tolemaica dell’uomo al centro dell’Universo, con tutti i pianeti ruotanti attorno, è superata, ma non i suoi influssi. Oggi nuovamente l’uomo si pone al centro, con una gerarchia verso gli altri viventi, sia attraverso la distruzione della biodiversità e la crescita di inquinamento infliggendo danni incredibili a Gaia, unica e che ci ospita, sia verso il genere umano, con le guerre in atto, terribili contro una popolazione asserragliata in una striscia di 360 kmq o compressa per logiche economiche tra poteri forti che, attraverso le sorti di una nazione cuscinetto, vogliono spartirsi il pianeta, senza poi trascurare gli altri conflitti sparsi ovunque.

Cultura della convivenza

Al lento suicidio di massa dato da crisi climatica, pandemie e guerre la risposta è nella cultura della convivenza. Il bandolo della matassa è nell’equilibrio e nell’incontro tra ciò che è umano e quello che non lo è, nell’uso oculato delle risorse naturali, consapevoli del loro limite. Primo grande esempio di complessità e valore è il ciclo dell’acqua che interessa terra, mare e cielo e noi lo stiamo influenzando. Stiamo intervenendo sul clima, alterando fluidi confini del nostro multiverso, agendo oltre possibili compromessi.

Provare a risalire il piano inclinato non è semplice, ma possibile. Dalla Montagna vengono delle risposte, con ambienti naturali dove le differenze sono valore, dove c’è l’uomo che incontra altri uomini e riconosce qualità e tempi del mondo vegetale e animale. Si recupera il senso dell’identità sentendosi parte di un sistema, di un mondo che è di tutti.

L’auspicio per il 2025 è nell’attenzione a scoprire e rispettare popoli e luoghi, nel segno dell’incontro tra attori diversi: studiosi, pensatori, decisori e difensori del nostro futuro.

BUONA MONTAGNA A TUTTI!

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2024.12.31 pubblicato 

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Parchi e sentieri: l’escursionismo e la tutela ambientale nel futuro del territorio lucano”- 9 novembre 2024, nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri – Lagonegrese

Parchi e sentieri: l’escursionismo e la tutela ambientale nel futuro del territorio lucano”, convegno del Club Alpino Italiano (Cai Basilicata) al Rifugio Fontana della Brecce (Marsico Nuovo -PZ) – 9 novembre 2024, nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri – Lagonegrese

Parchi e Sentieri si presentano come binomio sicuramente vincente. Le Aree Protette sono luoghi vocati alla conservazione e alla tutela, con l’insostituibile impegno di chi vi abita e presidia i territori, mentre i sentieri sono gli alfieri del moderno escursionismo educante e rigenerante che favorisce l’avvicinamento di turisti/escursionisti/visitatori ai territori tutelati e promuove conoscenza e rispetto dei luoghi attraversati e delle genti incontrate.

Parchi e sentieri: l’escursionismo e la tutela ambientale nel futuro del territorio lucano” è il titolo del Convegno in programma sabato 9 novembre 2024, alle ore 9.30 al Rifugio Fontana della Brecce a Marsico Nuovo, nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri – Lagonegrese. L’organizzazione è a cura dal Gruppo Regionale del Club Alpino Italiano (Cai) della Basilicata.

Il Programma, complesso e articolato, prevede tre livelli d’intervento. Dopo i saluti e la presentazione il Cai della Basilicata interverrà con le relazioni dei Presidenti delle quattro Sezioni Cai che illustreranno il quadro d’insieme espresso dalla presenza sul territorio. A seguire il compiuto intervento delle cinque Aree Protette nazionali e regionali, con le vocazioni e le funzioni completeranno la dimensione sociale e ambientale dei luoghi. Su queste relazioni si innesta il terzo livello di intervento con la parte operativa degli Organismi Tecnici del CAI di Basilicata in 5 ambiti d’intervento riconducibili all’Escursionismo, ai suoi tematismi e alle forme d’uso del territorio tra specificità e azioni. A chiudere le considerazioni nazionali del Cai e quelle della Regione Basilicata.

PROGRAMMA:

Ore 9.30, Saluti

Massimo Macchia -Sindaco di Marsica Nuovo

Giacomo Benedetti –Vice Presidente Nazionale del CAI

 Ore 9.40, Introduce

Bruno Niola – Presidente Gruppo Regionale

Ore 10.00, Le Sezioni CAI di Basilicata

Franca Di Trana -Presidente Sezione di Potenza

Margherita Serritiello – Presidente Sezione di Matera

Vincenzo Gulfo – Presidente Sezione di Lagonegro

Michele Moscaritolo – Presidente Sezione di Melfi

Ore 11.00, Le Aree Protette

Antonio Tisci – Commissario S. Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri – Lagonegrese

Valentina Viola – Presidente f.f. Parco Nazionale del Pollino

Giovanni Mianulli – Presidente Parco Regionale Murgia Materana

Mario Ungaro – Presidente Parco Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane

Francesca Di Luccio – Presidente Parco Regionale del Vulture

Ore 12.00, Gli Organismi Tecnici del CAI di Basilicata

Aldo Brindisi – per l’O.T.T.O. Interregionale Escursionismo (Organi tecnici Territoriali Operativi)

Pompeo Limongi – per la Commissione S.O.S.E.C. (Struttura Operativa Sentieri e Cartografia)

Vincenzo De Palma – per la Commissione T.A.M. (Tutela Ambiente Montano)

Margherita Serritiello – per la S.O.D.A.S. (Struttura Operativa di Accompagnamento Solidale)

Nicola Carlomagno – per il Comitato Scientifico

Conclusioni

Filippo Di Donato – Coordinatore CAI Aree Protette e componente CAI Scuola

Laura Mongiello -Assessore all’Ambiente Regione Basilicata

L’evento rappresenta quindi un’importante occasione di libero confronto tra CAI, sistema delle Aree Protette e Regione Basilicata. Si ritrovano assieme importanti attori coinvolti nella protezione dell’ambiente montano e nel progresso delle popolazioni locali, con l’obiettivo di discutere le sfide e le opportunità legate all’escursionismo e alla sostenibilità nei territori lucani. Si tratta di lavorare in rete, coordinando attori e progetti.

Il convegno tratterà temi cruciali per il futuro dei parchi e delle aree naturali protette, di chiaro riferimento per i paesi montani, con un focus sull’escursionismo di qualità come strumento di conoscenza, conservazione e promozione del patrimonio ambientale, culturale e paesaggistico della Basilicata. I partecipanti esploreranno l’importanza dei sentieri e della loro gestione, delle risorse naturali e delle politiche ambientali coerenti con il dettame costituzionale dell’art.9: …Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni.

Il Vice Presidente Generale Cai Giacomo Benedetti fa presente: …  il  Cai, insieme al Sistema delle Aree Protette e ai Comuni interessati, grazie all’efficace presenza delle Sezioni, intende attivare un turismo lento e rispettoso dell’ambiente riuscendo a promuovere le “Terre Alte”, che subiscono spopolamento e spaesamento, dove valorizzare la nascita di nuove attività e nuove economie locali. Attraverso azioni mirate rivolte ai giovani, come quelle promosse dal Cai Scuola, per docenti, alunne e alunni che rappresentano il nostro futuro, si vogliono sostenere l’educazione e la cultura dell’ambiente, della biodiversità e del progresso.

Tra gli intenti la possibilità di favorire e realizzare tracciati necessari a collegare parchi, sentieri, paesi e punti accoglienza per promuovere tutela e presidio dei territori e rilanciare le aree protette come luoghi di conservazione e di gestione della natura, che consentono ai residenti la possibilità di realizzare filiere economiche sostenibili.

Non è un caso che il Convegno si svolga nel Rifugio Fontana della Brecce nel Comune Marsico Nuovo, sottolineando il tema dell’accoglienza, del presidio e delle infrastrutture necessarie alla montagna.

I sentieri nelle aree protette, sono importanti e diventano gli strumenti che favoriscono la frequentazione consapevole delle Terre Alte, che non può essere indifferente ai luoghi che attraversa, come testimonia il CAI che da sempre lavora sulla rete escursionistica che si snoda attraverso le nostre montagne, con una pluralità di obiettivi espressi e armonizzati dal Sentiero Italia Cai, che tutto unisce con i suoi 8000 km di bellezza.

Filippo Di Donato

GdL: Cai Parchi e Aree Protette – Cai Scuola

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2024.11.09 pubblicato 

(filidido)
 Giornalista
– Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo
Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette

Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ).
Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montanoHa promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi.
Responsabile di Progetti.
È giornalista ambientale.




Cai Castelli in Umbria e nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini – domenica 30 giugno 2024

Cai Castelli in Umbria e nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini – domenica 30 giugno 2024

Umbria da scoprire – domenica 30 giugno 2024

Alla scoperta delle meraviglie d’Umbria, di una consorella Regione d’Appennino.

Il Cai Castelli invita a partecipare all’uscita sociale, didattica ed esplorativa di domenica 30 giugno.

Varcati i confini regionali faremo insieme la scoperta di acque ruscellanti, piccoli paesi e i cromatismi floreali di montagna nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

L’acqua e Rasiglia

Il primo incontro con l’acqua delle CASCATE DEL MENOTRE che disegnano il territorio con la loro azione erosiva. Subito dopo il vicino abitato di Rasiglia, il paese dei ruscelli, è pronto ad accogliere la festosa comitiva attenta a osservare e scoprire.

Colfiorito

Viene poi Castelluccio con il paese, il Pian Grande e il Pian Perduto che mutano la veste ogni giorno e ogni giorno sanno stupirci. I soci Cai ne saranno affascinati perchè è in atto una splendida fioritura con successioni cromatiche diverse.

Le famose lenticchie di Castelluccio si mescolano a innumerevoli altri fiori e così nasce la magia del manto.

Tutto questo esalterà i soci Cai di Castelli, paese famoso che vanta una secolare affinità con i colori che, tratti dall’ambiente, compongono l’apprezzata tavolozza artistica dei ceramisti.

Da bravi “castellani” apprezzeremo quanto siano bravi Uomo e Natura a distribuirli sul terreno come abili pittori.

Insieme

Sarà una giornata per stare insieme, attenti alle caratteristiche e i tempi di ciascun partecipante, per camminare in natura e nei paesi. L’abbigliamento consigliato è quello che si utilizza per fare una comoda escursione con scarpe da escursionismo, se si possiedono bastoncini è meglio portarli e poi scarpe leggere per il dopo. Acqua e protezioni per il sole.

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2024.06.29 pubblicato 

(filidido)
 Giornalista
– Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo
Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette

Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ).
Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montanoHa promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi.
Responsabile di Progetti.
È giornalista ambientale.




Giornata mondiale della Biodiversità – 22 maggio 2024

Giornata mondiale della Biodiversità 22 maggio 2024

ESSERE PARTE DEL PIANO

Quest’anno, il tema della Giornata Mondiale della Biodiversità Be part of the Plan – “Essere parte del Piano” – sottolinea l’importanza dell’impegno collettivo nel sostenere il Quadro globale sulla biodiversità di Kunming-Montreal. Dall’accordo all’azione: ricostruire la biodiversità.

COP 15

Il PIANO di cui si dice è stato adottato durante la 15^ riunione della Conferenza delle Parti (COP 15) e prevede un percorso “ambizioso” per raggiungere la visione globale di un mondo in armonia con la natura entro il 2050, con l’obiettivo di arrestare e invertire la perdita di biodiversità.

DAL 2010 AL 2050 – l’asticella sempre più in alto (passando per il 2030)

Da “meno giovane”, attento al tempo vedo rincorrersi date e “impegni” e questo mi preoccupa non poco. Ricordo la campagna informativa Countdown 2010 sul contenimento della perdita di biodiversità. Impegno nato nel 2002 (Anno Internazionale della Montagna) come progetto lanciato dall’Unione internazionale per la conservazione della natura IUCN sull’azione confermata dai Capi di Stato del mondo al Summit mondiale sullo Sviluppo Sostenibile tenutosi a Johannesburg in Sudafrica. Adesso Agenda e Strategia Biodiversità 2030. E poi…2050…


L’asticella degli anni sempre più in alto, dal Countdown 2010 alla Strategia Biodiversità 2030 fino a quello che sarà nel 2050 (e così la avanziamo ogni volta di 20 anni)

foto archivio Di Donato

COS’È LA BIODIVERSITÀ

La biodiversità riunisce la varietà delle forme di vita esistenti sulla nostra Terra.

Mette insieme le specie animali, le piante, i funghi e i microrganismi che popolano un luogo con il patrimonio genetico tra specie selvatiche e domestiche e ne studia le complesse relazioni che ogni specie instaura con le altre e con i fattori ambientali circostanti.
A tutto questo aggiungiamo anche l’uomo sempre più riconosciuto come elemento della biodiversità.

foto archivio Di Donato

ECOSISTEMA

Per meglio comprendere la biodiversità è importante agire a livello di ecosistema.

L’ecosistema è l’insieme dei fattori biotici, ovvero gli organismi viventi e dei fattori abiotici, quindi la materia non vivente, che interagiscono in un determinato ambiente e compongono un sistema autosufficiente e in costante equilibrio.

STUDIARE L’ECOSISTEMA

foto archivio Di Donato

Capiamo che un ecosistema è realtà complessa in continua trasformazione dove i fattori ambientali come umidità, temperatura, pressione, sostanze naturali a disposizione condizionano le specie presenti. Realtà dinamica nella quale sono gli esseri viventi a conservare vitale l’ambiente rinnovando le risorse con i cicli biodinamici: rendendo fertile il suolo, consentendo l’insediamento di nuove specie, producendo periodicamente nuove risorse e benefici, anche per l’uomo. Troviamo quindi ambienti naturali tra i quali quelli montani, fluviali, marini, boschivi …

GLI HABITAT

foto archivio Di Donato

Sono questi gli Habitat naturali che è necessario tutelare in quanto aree nelle quali le specie, trovando condizioni adatte alla vita, contribuiscono al mantenimento dell’intero ecosistema.

È IMPORTANTE TUTELARE GLI HABITAT NATURALI

Il perché è semplice.
Acqua pulita, cibo che mangiamo, aria che respiriamo, riciclo degli elementi e ogni genere di materiale utilizzato ci viene dalla natura.
La vita dell’uomo sulla terra è garantita dalla funzionalità degli ecosistemi che danno forma ai luoghi che ci rendono la vita possibile, ci fanno star bene, stimolano fantasia, creatività, spiritualità e tranquillità.
In buona sostanza i benefici ecosistemici consentono a tutti noi qualità della vita e benessere.

foto archivio Di Donato

BENEFICI OFFERTI GRATUITAMENTE

La tutela degli habitat significa quindi poter attingere a questi benefici che sono i pilastri a sostegno di qualunque forma di vita.

Interrompere questa continuità equivale a segare l’albero che ci sostiene.

ALCUNE FUNZIONI FONDAMENTALI

Acqua pulita, fotosintesi, produzione di cibo, aria pulita e respirabile, materie prime, suoli produttivi e coltivabili, equilibrio psicofisico, meditazione e spiritualità.

RETE NATURA 2000

Questa sigla ci riporta indietro agli anni di grande crescente sensibilità per la difesa dell’ambiente. A questo proposito ricordo la Legge Quadro sulle Aree Protette, n.394 del 1991. Un anno dopo nel 1992 c’è stata la costituzione di una rete ecologica Europea chiamata Rete Natura 2000.
Grazie a questo indirizzo, sono stati individuati luoghi degni di tutela su tutto il territorio comunitario.

DIRETTIVA HABITAT

foto archivio Di Donato

Con la Direttiva Habitat siamo intervenuti per tutelare gli ambienti naturali più singolari e minacciati dalle attività dell’uomo e le specie viventi prioritarie che corrono il rischio di scomparire. Nascono i SIC – siti di interesse comunitario e le ZSC – zone di speciale conservazione.
A seguire anche la Direttiva Uccelli, istituisce le ZPS – zone di protezione speciale

CARTA PER L’EDUCAZIONE ALLA BIODIVERSITÀ

Il 19 maggio 2022 è stato siglato il Protocollo tra il Ministero dell’Istruzione e l’Arma dei Carabinieri per l’educazione ambientale e per la promozione delle attività di tutela e cura del territorio. Il Protocollo impegna le parti alla diffusione dell’educazione ambientale nelle scuole.

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2024.05.22 pubblicato 

(filidido)
 Giornalista
– Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo
Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette

Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ).
Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montanoHa promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi.
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È giornalista ambientale.




Biodiversità, Parchi e Ambiente: 22 e 24 maggio, 5 giugno 2024

Biodiversità, Parchi e Ambiente: 22 e 24 maggio, 5 giugno 2024. L’esempio del Cai nel Parco del Conero.

Hanno ancora senso gli appelli planetari?

SI! E ci attendono TRE prossimi planetari APPUNTAMENTI 2024 in materia di ambiente e progresso

Biodiversità, Parchi e Ambiente: 22 e 24 maggio, 5 giugno 2024 aiutano a trovare un pensiero di lungo periodo, in grado di individuare risposte alle crisi e prevenirle prima che avvengano. La lunga lista di tragedie che ha afflitto l’Italia a partire dalle alluvioni in Emilia-Romagna, fino alle recentissime piogge in Lombardia e Veneto, confermano la nostra convinzione in tal senso.
Agenda 2030 è un grande impegno planetario che considerare necessarie le azioni di tutti: dei Governi del settore privato, della società civile e degli individui, oltre a quelle. Ho sempre come riferimento Papa Francesco con Laudato si', l’Enciclica sulla cura della casa comune e la recente Laudate Deum, in cui ha a rimarcato l’importanza di contrastare la disinformazione e il negazionismo sul cambiamento climatico.

22 maggio Giornata Mondiale della Biodiversità – “Be part of the plan
Dall’accordo all’azione: ricostruire la biodiversità

24 maggio Giornata Europea dei Parchi – “Insieme per la natura la natura è importante per tutti noi”

5 giugno Giornata Mondiale dell’Ambiente – “Desertificazione, siccità e ripristino del suoloconsapevolezza e azione

Festival dello Sviluppo Sostenibile: dal 7 al 23 maggio

A questi appuntamenti si aggiunge la straordinaria vetrina di proposte, progetti e realizzazioni documentate da ASviS attraverso il Festival dello Sviluppo Sostenibile in programma dal 7 al 23 maggio con appuntamenti in più località dal Nord al Sud d’Italia.

tutt’attaccato

Il mondo è tutt’attaccato e ne siamo sempre più consapevoli. La mia formazione scientifica e umanistica mi consente un approccio d’insieme ai problemi attuali. La comunità scientifica è presente e ci avvisa puntualmente degli effetti della crisi climatica (di particolare incidenza sulla settoriale e satura industria montana dello sci e sul limite delle risorse naturali), lettura e interpretazione di emergenze ed eventi estremi sono palesi. La politica nazionale e quella locale (quest’ultima per fortuna non sempre) sembrano però ignorare gli avvertimenti.

Vedo un contorto e rimbalzante conflitto tra scienza, principio di precauzione, politica e territori.

Comunicazione ambientale e climatica

Difficile farsi ascoltare. Gli interessi economici settoriali e fossilizzati sono forti. L’evidenza viene nascosta e trasformata. Sono molti i bravi illusionisti e moltissimi quelli che ci credono. Si insite nel dire che non c’è un collegamento tra evento estremo e la crisi climatica e che quest’ultima non deriva dai comportamenti umani.

Temi delle giornate planetarie con l’esperienza Cai-Scuola nel Parco del Conero

Biodiversità, Parchi e Ambiente: provo a gettare un ponte tra idea e realtà

Le giornate Cai-Scuola di aggiornamento e studio per docenti, nel Parco Naturale del Conero (dal 24 al 28 aprile 2024 con Cai Marche e Sezioni di Ancona e Camerano) hanno visto uniti i tre temi che saranno protagonisti di prossimi appuntamenti planetari. Insieme concorrono a evidenziare l’impatto che la mancanza di tutela della natura, bene collettivo, può avere sulla qualità della vita e, in quanto responsabilità di tutti, ci indicano le azioni che possiamo e dobbiamo fare, ogni giorno dell’anno, per conservare, ripristinare e condividere equamente la natura e i molteplici benefici che fornisce.

Dal 24 al 28 aprile si è svolto il 65 Corso Cai-Scuola

Le diverse attività in ambiente e nel Centro di Educazione Ambientale del Parco hanno svelato meraviglie e misteri del Conero, tra Natura, Cultura e Paesaggi.

Biodiversità da conoscere e tutelare

L’escursione ha permesso di conoscere i diversi ambienti che caratterizzano il Monte Conero. Proteso com’è sull’Adriatico presenta situazioni climatiche diverse nei versanti sud e nord con evidenti riflessi sulle situazioni vegetazionali. Aspetto che influenza anche l’ambiente marino con la particolare storia naturalistica del Trave, propaggine geologica nel mare, pericolo per i naviganti sottocosta, ma costante scoperta per gli studiosi.

Ambiente umano e sociale

I piccoli paesi di Sirolo e Numana sono vicini, incastonati e accoglienti, guardiani del Monte, affacciati sulle onde. La storia segna questi luoghi da prima dei Romani fino a Napoleone. La più antica è raccontata nel Museo Archeologico di Numana dove scopriamo il profondo legame con la Sicilia. La più recente è a Portonovo originato da una delle tante frane di questo tormentato monte. Qui troviamo i resti del fortino napoleonico e la chiesetta monastica di Santa Maria, proprio sul mare, pronta a prendere la luce del mattino. In alto, immersa nella vegetazione c’è l’Abbadia di San Pietro. Si tratta di luoghi di pace e serenità, dell’anno mille, in pietra bianca del Conero. La visita notturna di Ancona, conduce, in salita, alla Cattedrale di San Ciriaco.

Il Parco del Conero

Con attenzione si prende cura del singolare “scoglio montano” a picco sul mare, attorniato da campagne generose e spiagge intrise dei colori del mare. La città di Ancona lo accarezza e sorridono i piccoli centri turistici si Sirolo e Numana, affacciati sulle onde e uniti da un dolce pendio. Non è semplice la vita del Parco, con la concentrata presenza turistica estiva e la crescente richiesta di pratiche sportive non in linea con le finalità dei luoghi. Ne sono un esempio i due piccoli laghi di Portonovo il Lago Profondo ed il Lago del Calcagno accerchiati e quasi resi invisibili da una eccessiva presenza antropica. Sono due piccoli bacini naturali d’acqua salmastra situati a pochi passi dal mare, unici per la loro biodiversità.

La speranza nella cultura e nell’educazione

Unire attraverso l’educazione. Ho colto negli insegnanti interessamento, curiosità e passione. Occhi aperti pronti a guardarsi attorno e a memorizzare. Continuità nell’aggiornamento e nelle riflessioni. Attenzione a una formazione continua e condivisa. Docenti pronti a esprimersi con competenza e chiarezza. Da loro una grande visione d’insieme delle necessità e delle soluzioni.

L’Umanità

L’Umanità vuole pace. La sua storia ha origine e diviene nella Natura. Ne deriva il costante tentativo di esserne parte. Sforzo che in questo periodo è condizionato da guerre, crisi climatica, inquinamento e consumo di suolo e risorse.

Il Mistero

Più mi avvicino alla Natura, tanto più ne avverto il mistero e, mentre mi perdo stupito, mi ritrovo nei tanti linguaggi. Dalla forma e dal colore di un fiore, di uno stelo d’erba, alle grandi pareti verticali. Ogni cosa osservata è in dinamico equilibrio, tra flora, fauna, geologia, paesaggi e noi che ne siamo parte.

Non luoghi, metropoli, consumismo ci allontanano dalle origini e ne paghiamo pesantemente lo scotto. Noi e soprattutto le future generazioni.

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2024.05.17 pubblicato 

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