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ESCURSIONE NOTTURNA AL FONDO DELLA SALSA, venerdì 26 dicembre 2025 – Cai Castelli

ESCURSIONE NOTTURNA AL FONDO DELLA SALSA, venerdì 26 dicembre 2025 – Cai Castelli

In Montagna con il Cai…

La Sezione Cai Castelli propone l’escursione nell’anfiteatro montuoso più suggestivo e più raggiungibile d’Appennino.

Il 26 dicembre 2025 si ripete l’appuntamento annuale al Fondo della Salsa, giunto alla 48^ edizione.

Castelli: porta di accesso alla Montagna

Da Castelli si raggiunge la località S.Salvatore dove inizia l’escursione. Si sale insieme fino a ciò che resta del cippo ai caduti ed è un rito di accoglienza della Montagna con la tersa aria riscaldata da un vivido fuoco. La Santa Messa è seguita da attimi di riflessione e silente consapevolezza presi dal coinvolgente luogo e dalla circostanza, tra ricordo e speranza, contenti di condividere un’esperienza che resterà impressa. Scambio di primi auguri attorno alla rosseggiante brace e via per il rientro con fiaccolata notturna.

La Montagna che cambia

Il Fondo della Salsa è esempio tangibile del cambiamento climatico con il segno degli eventi estremi che hanno messo in movimento i grandi massi di fondo e ampliato notevolmente il fronte breccioso, spingendolo fino al Crocefiume. Questo ha portato la Sezione Cai di Castelli a rivedere l’attraversamento del fondo. Inoltre la grande Parete Nord del Monte Camicia muta con rapidità aspetto: vestita a neve a fine novembre, l’abbiamo trovata spoglia, in escursione scolastica del 17 dicembre.

Rifugio Enrico Faiani

Adesso è la volta dell’altrettanto accogliente Rifugio Enrico Faiani che illumina e presidia bosco e pareti del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

In Montagna si legge

Sicurezza e montagna saranno raccontate da Lucio De Sanctis con il libro “Dal diario di un Soccorritore di Montagna”.

E’ tempo di auguri con brindisi e speranza per il futuro.

Un’escursione consigliata, per bellezza, paesaggio e occasione di incontro, dalla Scuola Intersezionale di Escursionismo Cai “i Camosci d’Abruzzo” che raccomanda abbigliamento e attrezzatura adeguati al periodo invernale.

LA MONTAGNA INSEGNA E UNISCE, EDUCA ALLA SOSTENIBILITA’

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BUONA MONTAGNA a tutti!
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2025.12.24  pubblicato 

(filidido)
 Giornalista
– Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo
 Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette
 Componente Struttura Operativa “Cai-Scuola” – SOCS del Cai

Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ).
Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montanoHa promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi.
Responsabile di Progetti.
È giornalista ambientale.

 agenda 2030 cai castelli Cea gli 




Scuola Intersezionale di Escursionismo “i Camosci d’Abruzzo” – SIECA – Sezioni: Cai Arsita, Cai Castelli, Cai Isola del Gran Sasso, Cai Teramo

Scuola Intersezionale di Escursionismo “i Camosci d’Abruzzo” – SIECA – Cai Arsita, Cai Castelli, Cai Isola del Gran Sasso, Cai Teramo

In Montagna con il Cai, sicurezza, simpatia e amore per la natura.

QUALE ESCURSIONISMO? INCONTRIAMO INSIEME LA MONTAGNA!

La Scuola Intersezionale di Escursionismoi Camosci d’Abruzzo” – SIECA – Cai Arsita, Cai Castelli, Cai Isola del Gran Sasso, Cai Teramo, grazie ad una presenza diffusa sul territorio, un’organizzazione consolidata nel tempo e l’esperienza di soci volontari competenti e disponibili, propone attività svolte in tranquillità e sicurezza per avvicinare insieme luoghi e culture, spesso poco conosciuti. Quattro Sezioni insieme compongono una bella realtà territoriale.
Si inizia dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga per continuare a promuovere le “terre alte” d’Abruzzo.

Simboli della Scuola sono il Camoscio d’Abruzzo, acrobata delle rocce, felicemente reintrodotto sui monti del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga con un progetto del Cai, le particolari montagne con la parete Nord del Monte Camicia e la parete Nord-Est del Corno Grande (il Paretone), la storia del Sentiero Italia Cai con i 30 anni dalla prima percorrenza integrale, 1995-2025, i percorsi Terre Alte e i singolari piccoli paesi abbarbicati sulle pendici montane.

Camminare è la pratica più antica del mondo: l’Escursionismo ne è la felice attuale interpretazione.

La Scuola Intersezionale di Escursionismoi Camosci d’Abruzzo” svolge un ruolo importante nella promozione della cultura montana e nella formazione di escursionisti consapevoli, competenti e rispettosi.

Escursionismo è scegliere un percorso e andare per sentieri, con passo lento e misurato, osservando l’ambiente attraversato, persi nelle bellezze del paesaggio, tra fiori, animali, alberi, lungo i torrenti, nelle valli, da paese a paese, su creste e in vetta alle montagne, sempre meravigliati di quanto si può ammirare.

La meta di ogni esplorazione è il sentiero, che si svela come un libro, con pagine sfogliate passo dopo passo. Il risultato è l’incontro, con sé stessi e con l’ambiente naturale ed umano. Con il Cai crescono consapevolezza, conoscenza e tutela delle “terre alte”.

Vieni con noi e porta con te: il piacere di camminare, il desiderio di conoscere, un paio di buoni scarponi, uno zaino leggero da riportare pieno di emozioni, tutte da raccontare.

LE NOSTRE PROPOSTE: MONTAGNA DA CONOSCERE. MONTAGNA DA VIVERE

Camminare per conoscere, conoscere per amare, amare per tutelare

ESCURSIONI SOCIALI e AMBIENTALI: proposte naturalistiche e culturali che avvicinano alla montagna. Insieme per scoprire luoghi di interesse ambientale o storico/culturale (ci troviamo nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, caratterizzato da valli e vette, paesi ed insediamenti sparsi, testimonianze storiche, flora e fauna valore d’Europa). Esperienze condivise, accompagnati da soci competenti e appassionati.

CORSI DI ESCURSIONISMO: Per “vivere la Montagna” nella sua complessità i corsi prevedono esperienze formative tecniche e culturali. Le esperienze tecniche consentono di apprendere le norme per praticare in sicurezza l’escursionismo in montagna sia estivo e, progressivamente, invernale (abbigliamento e attrezzatura, orientamento e lettura delle carte, preparazione dell’escursione, pronto soccorso). Le esperienze culturali permettono di “vivere la Montagna” nella sua complessità con contenuti informativi e culturali (ambiente, flora e fauna, storia e cultura delle “terre alte”). Il binomio formativo – tecnica e cultura – è indissolubile e raccoglie le indicazioni nazionali del Cai, le attuali e quelle espresse dai fondatori con l’art.1 dello Statuto.

SERATE DI CONFERENZE E PROIEZIONI: raccogliendo le sollecitazioni di soci e appassionati, sono proposti incontri e conferenze con proiezione di filmati, immagini e presentazioni, tenute da esperti nei vari settori che riguardano la montagna e tutto ciò che le ruota attorno. Di riferimento i valori ambientali, sociali ed economici dei territori di interesse delle Sezioni Cai di Arsita, Castelli, Isola del Gran Sasso e Teramo, del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, insieme al variegato Sistema delle Aree Protette d’Abruzzo. Ne emerge un quadro ambientale e sociale ricco di peculiarità e criticità.

TRASVERSALITA’ OPERATIVA: Ci si rivolge a soci di ogni età, con particolare attenzione al coinvolgimento dei giovani 0-25, al mondo della Scuola e dell’Università (studenti e docenti – caiscuola), ai seniores e gruppo cultura, Family Cai, all’escursionismo solidale. Trasversalità e Integrazione delle attività con l’obiettivo della continuità educativa e della partecipazione alla vita associativa del Cai.

MANUTENZIONE DEI SENTIERI: La manutenzione dei sentieri Cai è un’attività fondamentale per la frequentazione sicura della Montagna. Interventi pianificati e realizzati dai volontari delle Sezioni Cai che si occupano della segnaletica (segnavia bandierine bianco/rosso/bianco, frecce direzionali e tabelloni informativi) e della pulizia e messa in sicurezza dei percorsi. Importante il monitoraggio costante dei sentieri. Le azioni necessarie sono argomento di specifici corsi di formazione per “addetti alla segnaletica dei sentieri”.

IN MONTAGNA CON IL CAI!

Per ogni interessato, l’invito è a venire a trovarci:

Cai Arsita –  il….. alle….  Preso la sede Cai in …..  contatti…..

Cai Castelli –

Cai Isola del Gran Sasso –

Cai Teramo –

mail:

siti: http://

ORGANICO DELLA SCUOLA

Filippo Di Donato Teramo ANE/ONTAM Direttore
Christian Menei Isola del Gran Sasso AE-EAI Vicedirettore
Stefano De Flaviis Arsita   Segretario
Giorgio D’Egidio Teramo AE Consigliere
Antonio Simonetti Castelli ASE Consigliere
Giuseppe Di Giuseppe Teramo AE Componente
Gennaro Pirocchi Teramo AE Componente
Daniele Piccioni Teramo AE Componente
Niels van Bemmelen Teramo ASE Componente
Mauro Di Dionisio Teramo ASE Componente
Gino Di Cesare Teramo AE Componente
Raffaele Di Cesare Teramo AE Componente
Antonio Di Donato Teramo AE Componente
Verdiana Laudando Teramo ASE  Componente
Giulia Modesti Isola del Gran Sasso AE Componente
Pasquale Pichinelli Isola del Gran Sasso ASE Componente
Dino Rossi Isola del Gran Sasso ASE Componente
Claudio Di Stefano Isola del Gran Sasso ASE Componente
Antonio Simonetti Castelli ASE Componente
Paolo Cucculelli Arsita AE Componente
Sandro Cardone Arsita ASE Componente
Moreno Agnellini Arsita AC Componente
Manuelo Restaneo Arsita AC Componente
Loris Storto Arsita AC Componente
Maurizio Scardetta Arsita AC Componente

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2025.10.16 pubblicato 

(filidido)
 Giornalista
– Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo
Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette
Componente del Gruppo di Lavoro “Cai-Scuola”

Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ).
Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montanoHa promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi.
Responsabile di Progetti.
È giornalista ambientale.




LA PARETE NORD DEL MONTE CAMICIA: IL RISVEGLIO

LA PARETE NORD DEL MONTE CAMICIA: IL RISVEGLIO

LA MONTAGNA INCANTATA

Nell’arco di qualche mese la Parete Nord del Monte Camicia, tra le più impegnative del Gran Sasso d’Italia, ha visto un rinnovato interesse.

Il 20 settembre 2025 Nicolò Ioannoni Fiore, di Teramo, è diventato il terzo uomo a salirla in solitaria d’estate, aprendo una nuova variante d’uscita. Una forte e segnate esperienza personale vissuta dalla montagna 21 anni dopo la solitaria di Andrea Di Donato del 4 settembre 2004.

L’8 e 9 aprile 2025, l’hanno salita Domenico Totani e Pierluigi Carducci, dell’Aquila, aprendo una variante “patagonica” di 300 metri.

La Sezione Cai di Castelli è nata all’ombra e protetta dalla grande Parete Nord del Monte Camicia.

Riportiamo il racconto diretto ed emozionale della solitaria, dalle parole di Nicolò Ioannoni Fiore

MONTE CAMICIA- PARETE NORD- FREE SOLO- NUOVA VARIANTE D’USCITA.
IL CORAGGIO È UN’ ANTICA DANZA

Lo sento dentro da troppo tempo. L’ orco degli appennini si è insinuato nei miei pensieri. Ha messo radici profonde. Sono giorni che non dormo e mangio a stento. È un pensiero che si è fatto troppo insistente e pesante. Devo togliermelo di dosso una volta per tutte. Basta. Domattina lancio l’assalto alla parete più temuta di tutti gli appennini e lo farò in solitaria.

Non voglio vedere la parete di notte mi farebbe troppa paura. Attaccherò quando il sole è già alto.

Accendo la mia alfa e parto alla volta di Castelli. Sono su di giri. Non voglio pensare. Sparo musica a tutto volume e stiro il collo alla macchina senza pietà. Da Colledoro in su, uso la strada come un circuito di formula 1. Questa guida spregiudicata e folle mi distrae da quello che devo fare. Non mi fa pensare.

Mentre guido non guardo la parete neanche per sbaglio. Arrivato al parcheggio con le gomme fumanti, poco dopo il fontanile al bivio per Farindola, scendo dall’auto come un indiavolato. Metto l’imbraco leggero, sacchetto magnesite, 04 di acqua agganciata, una daisy chain, uno skihook,s carpette appese e 2 piccozze. Metto i leggins. Mi sento leggero e affilato come un cazzo di giaguaro. Parto percorrendo il sentiero di corsa. Tutta questa fretta è perché non riesco più a convivere con questo pensiero dentro. È un fardello troppo pesante. Devo toglierlo il prima possibile o continuerà a dilaniarmi l’anima. Arrivo molto velocemente al fondo della salsa.

Sono obbligato ad alzare gli occhi. Eccola in tutta la sua cruda realtà. L’Eiger degli appennini, l’orco, la parete più temuta e rispettata del centro Italia. È enorme. Distolgo lo sguardo. Devo attaccare e basta. Vediamo se è vero ciò che si dice sul suo conto. Non ho paura.

Ore 7:30. Attacco lo zoccolo erboso.
 Apro le 5 dita delle mani come se fossero un rastrello e cerco di acciuffare più erba possibile su cui tirarmi su. Un lavoro improponibile. Tiro fuori allora le piccozze e mi difendo meglio. La parete già tira fuori le sue prime difese. La guazza notturna c’è e fa scivolare le scarpe ad ogni passo. L’ erba è alta fin quasi tutto il polpaccio e neanche vedo i piedi. Mai visto un prato pettinato con una tale pendenza. Mi stanco le braccia a forza di trazionare. Il ritmo baldanzoso che avevo fino a poco fa cala decisamente. Devo dare rispetto e stare all’ occhio. Qui trovo un passetto che non è affatto banale. Riesco a passare e ad arrivare finalmente all’ attacco della roccia. La prima linea della parete è stata sconfitta.

Ora cambio assetto, indosso le scarpette e appendo all’ imbraco le scarpe e le piccozze. Bevo un po’.

Attacco la roccia, o forse lei attacca me. Capisco subito che non ho mai affrontato qualcosa di simile. Questo posto è un agglomerato di sassi incastrati l’uno sull’altro. La malta che li unisce è composta da erba, muschio, terra. Accade spesso, che l’appiglio o l’appoggio ceda sotto il mio peso e si vada a spezzare dentro la roccia o addirittura fuoriesca dalla sede e ruzzoli via. Cerco di abituarmi il prima possibile a questo stile. Sto cominciando ad abbassare la cresta. Anzi l’ho già abbassata. Ogni movimento, ogni minimo spostamento lo ragiono e lo studio prendendomi tutto il tempo necessario. Non è permesso il minimo errore.

Ora mi trovo su un traverso di circa 4-5 metri. Ne avevo sentito parlare, è un passo delicato ed esposto. Lo vinco con moltissima lentezza e controllo del mio peso. Non tiro neanche una presa, anzi, le afferro con estrema leggerezza e cerco di spingerle dentro la parete. Ho cominciato a parlare da solo. Uscito dal traversino esclamo ” porca troia che traverso ragazzi”. Nella mia testa spero di aver vinto uno dei passi più duri e mi auguro che i racconti dei miei predecessori siano esagerati.

Purtroppo mi renderò presto conto che le descrizioni avute erano più che azzeccate.

Continuo a salire ora più direttamente. Arrivo alla prima comba detritica. Mi faccio i complimenti a voce alta. Mi dico” bravo stai andando bene”. Decido di non traversare troppo a destra ma di riprendere la verticalità il prima possibile.

La parete mi oppone un’altra resistenza: una serie di placchette dalla roccia infida. Qui trovo un’altra conformazione da capire molto velocemente. Questa zona è un campo minato. Ho la sensazione che le prese non reggano il mio peso per tot secondi. Allora ogni nuova presa conto a voce alta il conto alla rovescia da 10 a scendere. È un modo stressante di arrampicare ma questo modo di fare mi consente di dare ritmo e di non soffermarmi troppo su questa arrampicata su uova.

Vedo avvicinarsi il traverso erboso.

Ci arrivo molto stressato.

Ho passato centinaia di metri senza la benché minima solidità. La mente comincia a cedere.

Mi dico, dandomi uno schiaffetto in faccia,” combà arpjete, datt na sviat e non ti fermare”.

Comincio il traverso. Sarà lungo circa 100 metri. Lo trovo estenuante. Ho i piedi su zolle di terra. Le mani su roccia inconsistente. In alcuni tratti va anche leggermente in discesa. Sono molto nervoso. L’adrenalina circola nel corpo senza pietà e la bocca è arsa tanto che respiro nervosamente con la bocca.

Ad un certo punto la zolla dove tengo i piedi va giù. Così di colpo. Senza il minimo segno premonitore. Dio vuole che le prese delle mani tengano lo strattone senza sganciarsi. Un brivido gelido mi attanaglia. Sale dai piedi fin sulla punta dei capelli. Mi rimetto subito in posizione su una zolla poco più a sinistra. Ma quanto cazzo è lungo sto traverso?

Vedo il canale che obliqua verso sinistra alla fine del traverso erboso. Lo guardo come fosse un’oasi in mezzo al deserto. Qui in mezzo mi sento in un oceano, mi sento in un oceano soltanto con una zattera di legno.

So che quel canale rappresenta un attimo di pausa. Rappresenta la via di fuga verso sopra. Si avvicina. Mi avvicino. Ci arrivo.

Percorro ora il canale fin sopra il famoso forcellino. Famoso per tristi fatti che non sto qui a raccontare. Chi deve sapere sa.

Qui resto bloccato per circa venti minuti.

Ho più di una relazione ma nessuna combacia. C è chi dice di proseguire dritti in placca. Chi dice di riscendere e traversare ancora più a sinistra. Cerco la linea più debole. La vedo in una fessura erbosa che obliqua leggermente. La lettura è giusta.

 Mi ritrovo sopra i cosiddetti vasconi. Dio mio che bello. La prima parte della parete l’ho passata. La prima parte è quella che viene descritta come la più infida. Mi distendo un attimo. Qui c’è il posto per farlo. L’acqua l’ho già finita. Speravo di trovarla nei vasconi ma sono secchi come il deserto. Pazienza. Sapere di aver vinto le più grandi difficoltà mi rinvigorisce.

La parte alta comincia con un dilemma. Non so quale canale devo seguire sopra di me. Da qui ne partono 3. Ognuno di questi canali vanno a formare i grandi pilastri che si vedono da tutta la provincia di Teramo.

Non sapendo quale devo prendere mi tengo sulla cresta di uno con l’idea di scendere o a destra o sinistra più in alto quando avrò le idee più chiare.

In alto la cresta si fa affilata. Diventa uno spigolo. Decido di traversare verso sinistra. Scelta corretta. In breve mi trovo all’ attacco delle placche sommitali.

Qui la roccia è molto buona. Ma sono stanco. Psicologicamente mi sento un po’ spento. Prima di attaccare le placche mi siedo e chiudo un attimo gli occhi. Ho tanta sete. Ho fame di sole. Mi sento nel mondo delle tenebre da troppo tempo. Questa stanchezza psicologica sta per portarmi a commettere il rischio più grande di tutta l’ascensione. Quando si è stanchi non si ragiona bene. Io non sto ragionando bene per niente.

Affronto le placche centralmente. Le salgo forse per 60-70 metri. A questo punto la mente sfarfalla. Mi dico che voglio scappare da queste placche e traversare decisamente a destra. Ancora adesso mi chiedo il perché. La placca è il mio stile preferito. Lo stile dove danzo meglio. Eppure non ne posso più. Cerco una via d’uscita immediata e semplice. Voglio andarmene. Sono angustiato dall’ arrampicata. Non ne posso più.

Traverso decisamente a destra, aggiro lo spigolo.

Comincio quindi a salire un sistema di fessure che mano a mano si fanno più sostenute. Non me ne rendo conto. Non ci faccio caso. Ma perché non mi fermo?

Ad un certo punto mi accorgo di cosa ho fatto. Mi sono tagliato tutti i ponti di ritirata. Sono obbligato a proseguire su questa linea. Ho abbandonato di mia spontanea volontà placche appoggiate e compatte per seguire delle fessure oblique con roccia stratificata di tenuta pessima. Tenuta improponibile. Mancheranno circa 50 metri per scavallare sulle balconate. 50 metri al mondo dei vivi. 50 metri per tornare in vita.

Ora mi trovo in posizione scomoda su una di queste fessure. Vedo una presa rovescia che mi sembra buona. Ci arrivo con un passo un po’ dinamico. Sposto subito i piedi che vanno a trovarsi perfettamente in linea verticale sotto la mano destra. Ora immaginate la posizione. Mano destra rovescia piedi sulla stessa linea verticale della mano, su un reglette obliquo. Il sinistro più basso del destro.

Sono arrivato qui con un movimento dinamico mi è impossibile tornare indietro. Sono bloccato. L’ esposizione dà la nausea. Avrò almeno 100 metri di verticalità sotto di me. Il braccio destro comincia a dare segni di cedimento. Ripeto la roccia è improponibile.

Resto in questa posizione non so per quanto tempo. Mi sembra un’eternità. La mano sinistra continua ad accarezzare alla cieca la parete sovrastante senza trovare nulla. Il braccio destro comincia a tremare. I polpacci cominciano a tremare.

Sto cedendo psicologicamente. Un velo nero discende su di me. Sto per cedere per la paura. Ho così tanta paura che ho voglia di cedere. Voglio che finisca quest’agonia. Penso a tante cose. Mi dico ma tu guarda che roba. Tanta fatica per poi dover finire così. A pochi metri dalla riuscita di una lotta incredibile. Nel mio animo c’è più voglia di mollare che quella di combattere.

Ma ecco che di colpo arriva l’amore a rinsaldare i cuori. Penso a mio padre. Mi dispiacerebbe non rivederlo per un mio atto così egoistico. Mi dispiacerebbe non potergli dire ti voglio bene. Una frase che da troppo tempo è assente nei nostri discorsi.

IN ME TORNA LA FORZA DI BATTERMI. NON MOLLO ADESSO. NON CEDO ALLA PAURA. NON MORIRÒ MOLLANDO UNA PRESA PER SFINIMENTO.

Dico a voce alta “dai combà che qualcosa esce”… Cricco il braccio destro portandomi la rovescia destra fino al bacino. Arrivo in punta con i piedi fino quasi a perderli. Lancio la mano sinistra caricandola alla cieca. Dio mi fa trovare una svasa con tutti sassetti incastonati. Basterebbe che uno di questi si stacchi per fare finire tutto. Ma questo non accade. Perdo i piedi e contemporaneamente rilancio a gran velocità la mano destra che pesca qualcosina. Balzo veloce come un gatto su un terrazzino. Appoggio la fronte alla parete e chiudo gli occhi. Lascio le braccia a riposare lungo i fianchi. Sto su un piede.

Fiatone e battito cardiaco alle stelle. Mancano circa 15 metri di sfasciume e sono fuori. Salgo, salgo, salgo.

Il viso sente un torpore. È il battito del sole. Ho scavallato. Sono sul Camicia. Mi getto a terra e cado in un pianto isterico. È l’accumulo di giorni interi. Notti insonni. Mi rimetto in piedi. Sono risorto dall’ oblio. Strillo forte più che posso. L’orco mi ha fatto passare.

Ad attendermi al parcheggio ci sono papà, Carlo partiti ed altri 2 amici. Al mio arrivo scopriranno che ho fatto la salita in solitaria. Mi stringo forte a papà e gli dico che gli voglio bene. Ho avuto paura di perderlo.

Questa parete è stata vinta in solitaria d’estate solo da tre uomini:
1982 Marco Florio (documentazione non trovata)
4 settembre 2004 Andrea Di Donato (la ripeterà 4 anni dopo in solitaria invernale il 28 gennaio 2008)
20 settembre 2025 Nicolò Ioannoni Fiore (dopo 21 anni dall’ ultima solitaria estiva)

Sconsiglio vivamente di seguire la mia variante d’uscita. Difficile gradare con quella roccia. Credo siamo intorno al VI/VI-…. restate in placca.

Dedico la salita a mio padre.
Ringrazio Dio per essere stato al mio fianco.

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Filippo Di Donato (link Facebook)

2025.09.25 pubblicato 

(filidido)
 Giornalista
– Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo
Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette
Componente del Gruppo di Lavoro “Cai-Scuola”

Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ).
Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montanoHa promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi.
Responsabile di Progetti.
È giornalista ambientale.




EUGENIO DI DONATO IN MONTAGNA: quelle d’Abruzzo

EUGENIO DI DONATO IN MONTAGNA: quelle d’Abruzzo

Quando la Montagna chiama è difficile resistere. In questo periodo è ciò che vedo e leggo in Eugenio. Il piccolo paese di Rivisondoli, arroccato ai piedi del monte Calvario è dove vive e da dove iniziano le sue avventure. Gli Altopiani Maggiori d’Abruzzo sono luogo di ispirazione e di proposta. Tutto l’Abruzzo montano diventa palcoscenico

I suoi racconti sono testimoni di attrazione e desiderio di connettersi con la Natura. Si legge della bellezza e della maestosità delle Montagne straordinariamente addensate in Abruzzo.

Le radici montanare, da Castelli (socio della Sezione Cai) a Rivisondoli, hanno attecchito e le giornate in Montagna le nutrono, attraverso esperienze nuove

La vita quotidiana è cambiata e, da AIGAE, c’è il desiderio di condividere emozione e conoscenza accompagnando nella percorrenza dei luoghi, in ogni stagione,  tra meraviglia e stupore

Riporto alcuni link al suo blog con alcune sue escursioni, quasi tutte solitarie (molte altre non sono raccontate e potete dirgli invece di descriverle).

www.eugeniodidonato.it

10 Giugno 2025 – Corno Grande

5 giugno 2025 – Sentiero del Centenario

24 Maggio 2025 – Cafornia e Velino

22 maggio – Sirente

18 maggio Rava del Ferro

10 maggio – Murelle

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2025.06.14 pubblicato 

(filidido)
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Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette
Componente del Gruppo di Lavoro “Cai-Scuola”

Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ).
Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montanoHa promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi.
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GIORNATA FAMILY CAI IN ESCURSIONE E A GUARDARE IL CIELO – Cai Teramo, 6 luglio 2024

GIORNATA FAMILY CAI IN ESCURSIONE E A GUARDARE IL CIELO – Cai Teramo, 6 luglio 2024

Il futuro è racchiuso in piccole dita che appuntano stelle

A me è toccata Cassiopea

archivio Di Donato

Tra le tante costellazioni (ben 88) eccola lì, con i suoi cinque puntini brillanti allungati sull’orizzonte quasi a confondersi con le luci che provengono dal basso. Siamo in montagna a mille metri di quota, ma non basta e l’inquinamento luminoso purtroppo si avverte.

Orientamento e cambiamento

archivio Di Donato
archivio Di Donato

Orientamento e cambiamento sono state le parole guida della giornata organizzata dal Cai insieme a piccoli esploratori e ai loro genitori.

archivio Di Donato

Si è trattato infatti di un appuntamento Family Cai sui Monti della Laga, accolti dal Centro di Educazione Ambientale del WWF a Cortino.

archivio Di Donato

I nomi attorno a noi

I nomi sono importanti da quelli di chi ha organizzato e ci ha accompagnato all’aria aperta: Lara, Mauro e Manuela a quelli di luoghi dove siamo stati Cortino, Casagreca, Valle San Giovanni a quelli degli astrofili, Sira, Anna Maria, Giancarlo e Massimiliano che ci hanno fatto esplorare il cielo e raccogliere anche alcune stelle cadenti. E per concludere a quelli delle tante costellazioni che ci hanno tenuto con la testa all’insù.

Hanno partecipato tutti

archivio Di Donato

A ogni bambina e bambino partecipante è stata affidata una costellazione su cartoncino, con tanto di disegno rappresentativo del soggetto (uomo, donna, animale) e delle stelle che lo compongono (si è trattato di una intrigante ed efficace lezione gioco che ha appassionato tutti e infatti a me è toccata Cassiopea).

Lo Zodiaco nelle mani

la rappresentazione luminosa delle costellazioni – foto Cai Teramo
al buio le costellazioni sul tavolo con stelline e legami fluorescenti – foto Cai Teramo

Piccole mani hanno posto altrettante piccole stelline fosforescenti sulle stelle disegnate e il buio della sera ha illuminato le tante costellazioni sparse sul nostro tavolo di lavoro, anticipando quello che poi avremmo scoperto e ritrovato in alto nel cielo stellato. Abbiamo condiviso la storia di arabi e romani che, curiosi e capaci, hanno dato nomi alle stelle e con fantasia le hanno unite a comporre lo Zodiaco.

UAT – Unione Astrofili Teramo

foto Cai Teramo

Proprio bravi questi dell’UAT – Unione Astrofili Teramo, che ci hanno accompagnato tra costellazioni, galassie, nebulose e con il telescopico abbiamo visto anche una stella doppia…
Nel mio zaino da escursionismo ho riposto, insieme a Cassiopea anche l’Orsa Maggiore e l’Orsa Minore, che ci indica sempre lo straordinario Nord tanto caro ai naviganti e agli erranti.
E poi Arturo, messo lì a guardia delle Orse e, a seguire, lo Scorpione con la sua brillante luce rossastra.

foto Cai Teramo

Orientarsi è un gioco

Casagreca – archivio Di Donato

Dalla bussola e la cartina dei Monti della Laga raccontati di giorno, all’escursione pomeridiana ad anello da Casagreca, seguendo tutti i punti cardinali in saliscendi tra le arenarie e le argille, guadando anche due piccoli e silenti corsi d’acqua, all’accogliente ospitalità del CEA a Cortino, punto informativo del Parco e all’immensità del cielo stellato che può meravigliarci ogni notte.

Adriano Di Michele WWF che ci ha aperto il CEA – archivio Di Donato

Tutto è unito

archivio Di Donato

Ogni cosa aiuta a comprendere che in natura tutto è unito da uno straordinario dinamico insieme di ecosistemi che hanno permesso si evolvesse la nostra vita.

Riusciamo a toccare con mano le meraviglie della natura del Parco attorno a noi (ci troviamo nel Distretto Ambientale Turistico e Culturale CASCATE E BOSCHI),

archivio Di Donato

Prendersi cura dei giovani

Il futuro è nelle giovani generazioni ed è a loro che dobbiamo dedicare il nostro tempo (e il Cai lo fa con Sezioni e appassionati Soci).

Costituzione

L’articolo 9 della Costituzione, con i principi fondamentali, è ben presente a indicarci il sentiero luminoso, direi stellare, che conduce al futuro delle nuove generazioni e alla tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi.

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È una scelta utile iscriversi al Club Alpino Italiano (link) ed è un esercizio di libertà.

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Filippo Di Donato (link Facebook)

2024.07.09 pubblicato 

(filidido)
 Giornalista
– Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo
Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette

Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ).
Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montanoHa promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi.
Responsabile di Progetti.
È giornalista ambientale.




CAI TERAMO – CAI CASTELLI – CAI ARSITA – CAI ISOLA DEL GRAN SASSO: sabato 6 e domenica 7 luglio 2024

CAI TERAMO – CAI CASTELLI – CAI ARSITA – CAI ISOLA DEL GRAN SASSO:

sabato 6 e domenica 7 luglio 2024

IN MONTAGNA CON IL CAI

A spasso sul Gran Sasso d’Italia e sui Monti della Laga

5 APPUNTAMENTI a scelta per una esplorazione completa nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

– NOTTURNA AL TREMOGGIA, CAI Teramo e CAI Arsita, 6/7 luglio

Il cielo stellato affascina e seduce soci e socie della Sezione Cai di Teramo e della Sezione Cai di Arsita.

Montagna e paesi si svelano di notte. Affacciati sul Tremoggia in attesa dell’alba con il paesaggio che lentamente si illumina e scioglie ombre e timori del buio.

Si, si, camminare sotto le stelle, ammirare le costellazioni in tutto il loro splendore, assaporare la sinfonia magica dei suoni della natura di notte, spingere lo sguardo oltre la percezione… immaginare con gli occhi chiusi… si tutto questo è bello.

– FAMILY CAI a CORTINO e CASAGRECA, Cai Teramo, 6 luglio

A Casagrande e Cortino i piccoli esploratori osservano le stelle che indicano la via. Testa all’insù, mano nella mano, piccole e grandi, dopo una piacevole e rinfrancante escursione.
Importante stare insieme ai giovani e raccogliere i loro segnali.
La notte nei Monti della Laga ha il suo fascino, solcata da voli silenti, avvolta da luci soffuse.

– CORNO GRANDE VETTA OCCIDENTALE, CAI Castelli, 7 luglio

Oltre non si può…raggiunta la vetta più alta d’Appennino tutto si apre allo sguardo con le vette consorelle. La successione delle conche carsiche con Campo Imperatore che allarga lo sguardo. In basso si apre il ghiacciaio del Calderone. Adesso ci si può solo fermare, assaporare il momento, raccoglierlo nello zaino e pensare alle suggestioni di Francesco De Marchi, nel lontano 19 agosto 1573, con la prima salita al Gran Sasso.

“quand’io fuoi sopra la sommità, mirand’all’intorno, pareva ch’io fussi in aria,
perché tutti gli altissimi monti che gli sono appresso,
erano molto più bassi di questo”. Francesco De Marchi

– TRAVERSATA VADO DI SOLE MONTE CAMICIA, Cai Isola del Gran Sasso, 7 luglio

Una suggestiva cavalcata sulla lunga e panoramica cresta che da Vado di Sole raggiunge il Monte Camicia.

Da Vado di Sole sono ben 5 i monti che si toccano in successione: Guardiola, San Vito, Siella, Tremoggia e e Camicia. Giunti sul Monte Tremoggia il pensiero andrà agli amici soci di Teramo e Arsita che da questa vetta hanno assistito al tramonto e alle prime luci dell’alba.

La Montagna dai mille colori unisce nei passi, nei pensieri e nelle azioni

– RIFUGIO ENRICO FAIANI, CAI Castelli, 7 luglio, ore 18:00

Non c’è modo migliore per terminare la giornata! Il Rifugio è la casa di ogni montanaro. Il Rifugio Enrico Faiani della Sezione Cai di Castelli è sempre lì, pronto ad accogliere. Un particolare appuntamento per ricordare, attraverso il racconto, la vita di persone a noi care. Un momento di incontro e condivisione ai piedi di una Montagna tanto amata.

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2024.07.06 pubblicato 

(filidido)
 Giornalista
– Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo
Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette

Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ).
Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montanoHa promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi.
Responsabile di Progetti.
È giornalista ambientale.




LA FORMAZIONE NEL CLUB ALPINO ITALIANO

LA FORMAZIONE NEL CLUB ALPINO ITALIANO

4° Corso ASE Abruzzo-Molise

29 soci Cai partecipanti da Abruzzo, Molise Campania e Lazio.

Mettersi a disposizione

La formazione per diventare titolati è un passaggio importante nella vita di ogni socio che voglia dedicarsi in modo continuativo agli altri e all’ambiente nel quale svolgerà la propria attività, qualunque essa sia.

Cittadini del mondo

Partecipare ad un corso Cai è un’esperienza arricchente che allarga gli orizzonti.

In un qualche modo si diventa cittadini del mondo attraverso i diversi argomenti che, tra tecnica, pratica e cultura ci educano alla cittadinanza attiva e globale.

Curiosità e impegno

Ogni socio Cai corsista racchiude curiosità e impegno. La curiosità avvicina all’ambiente e ci invita a guardare attorno. L’impegno, espressione concreta del fare, è nel dna di ogni socio Cai.

All’aria aperta

Il terreno di confronto per ogni attività del Cai e all’aria aperta, comunque in ambienti naturali, anche nel caso degli speleologi che, calandosi in stretti cunicoli, ci avvicinano alla scoperta del segreto mondo ipogeo. Dalla manutenzione di un sentiero, alla raggiungimento di una vetta l’emozione condivisa è la stessa. Nei Parchi e nelle altre Aree Protette (come in questi giorni nel PNALM) tutto è più immediato.

Territori e genti

Per noi sono importanti i territori e le genti che vi abitano. Ne derivano l’attenzione alla tutela e alla qualità della vita con modelli pratici ed efficaci che, dalle zone montane possono essere esportati a quelle collinari e soprattutto alle inquinate città. Biodiversità, benefici ecosistemici indotti e polisemi culturali sono alfieri del messaggio ambientale e sociale del Cai.

Camminare in montagna apre il cuore e la mente.

Il libro della Montagna

Avvicinare bene il Cai, equivale a sfogliare il libro della Montagna, tra conoscenza, pratica e futuro, iniziando dall’articolo 1 dello Statuto.

Dai soci fondatori leggiamo che il Cai … ha per iscopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale.

La Montagna vulnerabile

La storia della tutela nel Cai ha quindi radici lontane, irrobustite dalla conoscenza dei luoghi e dalla consapevolezza di quanto sia vulnerabile l’ambiente montano; dato confermato dall’attuale crisi climatica che si ripercuote in alta quota, nei perniciosi effetti indotti, con impatti immediatamente misurabili, al doppio della velocità di altre zone.

Bidecalogo Cai

Il Bidecalogo del 1981 resta un pilastro ineguagliabile per anno, posizionamento e impegno.

Le risposte attuali del Cai, per il futuro della Montagna, sono riconducibili a concretezza, capacità di astrazione e creatività, dovute a conoscenza, necessità e immaginazione.

Sale di Montagna

I corsisti e volontari del Cai sono sale di montagna.

Guardo con ottimismo a questi nuovi trenta soci Cai di ben quattro Regioni: Abruzzo, Molise, Campania e Lazio, che si avventurano con passione sul sentiero dell’accompagnamento e della cura dei sentieri, che prese avvio nel Cai nel lontano 1993, con il 1° Corso nazionale per Accompagnatori di Escursionismo.

Comunicare l’Ambiente

Non è semplice comunicare l’ambiente e riuscire a favorire una partecipazione attiva di tutela. Ho provato con una relazione affidata al racconto su Parchi, Bidecalogo e 101° Congresso Cai.

Sembra sia piaciuta e mi hanno applaudito e ringraziato. Quanto efficace lo verificheremo con la partecipazione ai prossimi appuntamenti nazionali e sezionali.

Ci attendono

-la Giornata Mondiale dell’Ambiente del 5 giugno,

-la Giornata Nazionale in Cammino nei Parchi, del 9 giugno, giunta alla 12^ edizione voluta da CAI e Federparchi,

-la Giornata Nazionale Sentiero Italia Cai, del 23 giugno, giunta alla 3^ edizione

e a livello locale,

-la Montagna si tinge di rosa, del 16 giugno giunta alla 6^ edizione, al Rifugio Vincenzo Sebastiani, nel Parco Regionale Sirente Velino.

Link alla presentazione di Filippo Di Donato: Conoscenza e tutela dell’ambiente montano: Parchi, Bidecalogo e 101°Congresso Cai,  Villetta Barrea nel PNALM – sabato 1 giugno 2024

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2024.06.03 pubblicato 

(filidido)
 Giornalista
– Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo
Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette

Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ).
Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montanoHa promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi.
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È giornalista ambientale.




Giornata mondiale della Biodiversità – 22 maggio 2024

Giornata mondiale della Biodiversità 22 maggio 2024

ESSERE PARTE DEL PIANO

Quest’anno, il tema della Giornata Mondiale della Biodiversità Be part of the Plan – “Essere parte del Piano” – sottolinea l’importanza dell’impegno collettivo nel sostenere il Quadro globale sulla biodiversità di Kunming-Montreal. Dall’accordo all’azione: ricostruire la biodiversità.

COP 15

Il PIANO di cui si dice è stato adottato durante la 15^ riunione della Conferenza delle Parti (COP 15) e prevede un percorso “ambizioso” per raggiungere la visione globale di un mondo in armonia con la natura entro il 2050, con l’obiettivo di arrestare e invertire la perdita di biodiversità.

DAL 2010 AL 2050 – l’asticella sempre più in alto (passando per il 2030)

Da “meno giovane”, attento al tempo vedo rincorrersi date e “impegni” e questo mi preoccupa non poco. Ricordo la campagna informativa Countdown 2010 sul contenimento della perdita di biodiversità. Impegno nato nel 2002 (Anno Internazionale della Montagna) come progetto lanciato dall’Unione internazionale per la conservazione della natura IUCN sull’azione confermata dai Capi di Stato del mondo al Summit mondiale sullo Sviluppo Sostenibile tenutosi a Johannesburg in Sudafrica. Adesso Agenda e Strategia Biodiversità 2030. E poi…2050…


L’asticella degli anni sempre più in alto, dal Countdown 2010 alla Strategia Biodiversità 2030 fino a quello che sarà nel 2050 (e così la avanziamo ogni volta di 20 anni)

foto archivio Di Donato

COS’È LA BIODIVERSITÀ

La biodiversità riunisce la varietà delle forme di vita esistenti sulla nostra Terra.

Mette insieme le specie animali, le piante, i funghi e i microrganismi che popolano un luogo con il patrimonio genetico tra specie selvatiche e domestiche e ne studia le complesse relazioni che ogni specie instaura con le altre e con i fattori ambientali circostanti.
A tutto questo aggiungiamo anche l’uomo sempre più riconosciuto come elemento della biodiversità.

foto archivio Di Donato

ECOSISTEMA

Per meglio comprendere la biodiversità è importante agire a livello di ecosistema.

L’ecosistema è l’insieme dei fattori biotici, ovvero gli organismi viventi e dei fattori abiotici, quindi la materia non vivente, che interagiscono in un determinato ambiente e compongono un sistema autosufficiente e in costante equilibrio.

STUDIARE L’ECOSISTEMA

foto archivio Di Donato

Capiamo che un ecosistema è realtà complessa in continua trasformazione dove i fattori ambientali come umidità, temperatura, pressione, sostanze naturali a disposizione condizionano le specie presenti. Realtà dinamica nella quale sono gli esseri viventi a conservare vitale l’ambiente rinnovando le risorse con i cicli biodinamici: rendendo fertile il suolo, consentendo l’insediamento di nuove specie, producendo periodicamente nuove risorse e benefici, anche per l’uomo. Troviamo quindi ambienti naturali tra i quali quelli montani, fluviali, marini, boschivi …

GLI HABITAT

foto archivio Di Donato

Sono questi gli Habitat naturali che è necessario tutelare in quanto aree nelle quali le specie, trovando condizioni adatte alla vita, contribuiscono al mantenimento dell’intero ecosistema.

È IMPORTANTE TUTELARE GLI HABITAT NATURALI

Il perché è semplice.
Acqua pulita, cibo che mangiamo, aria che respiriamo, riciclo degli elementi e ogni genere di materiale utilizzato ci viene dalla natura.
La vita dell’uomo sulla terra è garantita dalla funzionalità degli ecosistemi che danno forma ai luoghi che ci rendono la vita possibile, ci fanno star bene, stimolano fantasia, creatività, spiritualità e tranquillità.
In buona sostanza i benefici ecosistemici consentono a tutti noi qualità della vita e benessere.

foto archivio Di Donato

BENEFICI OFFERTI GRATUITAMENTE

La tutela degli habitat significa quindi poter attingere a questi benefici che sono i pilastri a sostegno di qualunque forma di vita.

Interrompere questa continuità equivale a segare l’albero che ci sostiene.

ALCUNE FUNZIONI FONDAMENTALI

Acqua pulita, fotosintesi, produzione di cibo, aria pulita e respirabile, materie prime, suoli produttivi e coltivabili, equilibrio psicofisico, meditazione e spiritualità.

RETE NATURA 2000

Questa sigla ci riporta indietro agli anni di grande crescente sensibilità per la difesa dell’ambiente. A questo proposito ricordo la Legge Quadro sulle Aree Protette, n.394 del 1991. Un anno dopo nel 1992 c’è stata la costituzione di una rete ecologica Europea chiamata Rete Natura 2000.
Grazie a questo indirizzo, sono stati individuati luoghi degni di tutela su tutto il territorio comunitario.

DIRETTIVA HABITAT

foto archivio Di Donato

Con la Direttiva Habitat siamo intervenuti per tutelare gli ambienti naturali più singolari e minacciati dalle attività dell’uomo e le specie viventi prioritarie che corrono il rischio di scomparire. Nascono i SIC – siti di interesse comunitario e le ZSC – zone di speciale conservazione.
A seguire anche la Direttiva Uccelli, istituisce le ZPS – zone di protezione speciale

CARTA PER L’EDUCAZIONE ALLA BIODIVERSITÀ

Il 19 maggio 2022 è stato siglato il Protocollo tra il Ministero dell’Istruzione e l’Arma dei Carabinieri per l’educazione ambientale e per la promozione delle attività di tutela e cura del territorio. Il Protocollo impegna le parti alla diffusione dell’educazione ambientale nelle scuole.

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2024.05.22 pubblicato 

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In Montagna con il Cai – 5 maggio 2024 – Cai Teramo, Cai Castelli, Cai Arsita

Domenica 5 maggio 2024

In Montagna con il Cai – 5 maggio 2024 – Cai Teramo, Cai Castelli, Cai Arsita

I Soci delle Sezioni Cai sono sempre attivi. Impegnati nelle diverse iniziative: dall’accompagnamento, alla manutenzione dei sentieri, alla scoperta sensoriale dei linguaggi della natura. C’è sempre attenzione alla Montagna, nel rispetto dell’ambiente.
Ogni azione del Cai è educativa.

CAI CASTELLI

Cai Castelli:
MANUTENZIONE DEL SENTIERO PER IL FONDO DELLA SALSA Contatti: Antonio Simonetti 3923589962,
Vittorino Di Luca 3336550099, Giancarlo Di Pietro 3391419402

Un intervento di manutenzione necessario a causa degli effetti di eventi estremi che hanno interessato il bacino del Fondo della Salsa. Dopo i lavori ci ritrova al Rifugio Enrico Faiani, presidio della Montagna che il 30 aprile ha accolto i ragazzi della Scuola Media di Castelli.

domenica 5 maggio 2024

CAI TERAMO e CAI ARSITA

Cai Teramo e Cai Arsita:
ESCURSIONE ANELLO DELLE CASCATE DI PADULA

Un’escursione tra le più interessanti dei Monti della Laga, dove le cascate raccontano storie d’acqua. Un’esperienza intersezionale condivisa dai soci Cai di Teramo e di Arsita, con il paese di Padula pronto ad accogliere tutti al B&B Pappapero.

domenica 5 maggio 2024

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2024.05.03 pubblicato 

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IL CAI AGGREGA – Rifugio Enrico Faiani, 6 aprile 2024

IL CAI AGGREGA – Rifugio Enrico Faiani, 6 aprile 2024

foto Archivio Di Donato
foto Archivio Di Donato

Un incontro ricco di emozioni nel quale il Rifugio Enrico Faiani, pieno come un uovo, ha dato vita ad una particolare serata culturale.

6 aprile 2009 – 6 aprile 2024

6 aprile 2009 – 6 aprile 2024. Con un minuto di raccoglimento è stato ricordato il tragico evento del terremoto che ha segnato tragicamente la città dell’Aquila e tanti paesi montani. Sono trascorsi quindici anni ma tutto resta vivido. La lacerante esperienza non è colmabile con la sola ricostruzione (lenta e in ritardo). Ben più difficile è ricomporre il sistema di relazioni (riconnessione sociale) e ridare vita e anima ai paesi.

Montagna al centro, mentre il Rifugio si racconta

foto Archivio Cai Castelli

L’evento nel Rifugio Cai Enrico Faiani, organizzato dalle Sezioni Cai di Castelli e di Isola del Gran Sasso, ha trattato la centralità della montagna raccogliendo l’esperienza di Luca Mazzoleni nella sua vita da rifugista.

Il filmato “chi apre serra“, fulcro il Rifugio Carlo Franchetti, è uno spaccato di accoglienza, frequentazione ed educazione esposti efficacemente dal gestore Luca Mazzoleni, animatore della serata. I fotogrammi scorrono come caleidoscopio di straordinarie immagini estive e invernali del nucleo centrale Corno Grande, Corno Piccolo e Valle delle Cornacchie. Monti che incorniciano il piccolo paese di Pietracamela, “nido d’aquile” ripreso nelle sue strette vie e case costruite con le stesse rocce della montagna.

L’incontro e lo scambio

Complessivamente nel Rifugio Cai Enrico Faiani sono transitate circa 80 persone (con molti giovani) che si sono incontrate, chiacchierato, sorriso, scambiate opinioni e apprezzato insieme lo splendido paesaggio montano del Gran Sasso d’Italia dal Corno Grande con la sua grande Parete Nord Est, passando per il Monte Prena, la spettacolare Parete Nord del Monte Camicia dall’ampio anfiteatro che la disegna, per terminare sulla Cresta Nord Est, l’inconfondibile svettante Dente del lupo e il Monte Coppe. Una Montagna presente e forte. Dormire in Rifugio è un’emozione che tutti meritano di provare.

Il Cai intersezionale

foto Archivio Cai Castelli, Marino Di Claudio – incontro tra Presidenti Sezioni Cai: Castelli, Teramo e Isola del Gran Sasso d’Italia

Dalla conta dei presenti risulta una riuscita esperienza intersezionale con i soci Cai di Castelli, Isola del Gran Sasso d’Italia, Teramo, Arsita, Loreto Aprutino, Pietracamela e diversi non soci. Vista la presenza di Presidenti e Consiglieri di più Sezioni sono state concordate successive comuni iniziative per un Cai unito nel contrastare spopolamento e spaesamento.

foto Archivio Di Donato

Il Rifugio Enrico Faiani

Il Rifugio Enrico Faiani è nella terra di mezzo, tra monti rocciosi, boschi estesi e colline argillose. Accogliente e privilegiato per l’osservazione naturalistica e una completa esperienza sensoriale di abbraccio con l’ambiente montano, favorito per iniziative di educazione ambientale rivolte ai giovani e al mondo della Scuola. Porta di accesso alla Montagna e al Parco, in linea con le finalità del progetto regionale “per monti con il Cai…” che ha dato il via alla nascita del Rifugio.

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

foto Archivio Di Donato

Un bel momento trascorso insieme, in un ambiente naturale non a caso riconosciuto come Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Un incontro arricchente (per alcuni è stata la prima volta in Rifugio) concluso con un gustoso conviviale, preparato da abili mani, consumato in armonia e giocosa serenità.

Appena fuori il cielo stellato,
il fruscio lieve degli alberi che accarezzano il rifugio,
sagome lucide dei monti e tenui luci dal basso.

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Cai Isola del Gran Sasso (link sito)

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2024.04.07 pubblicato 

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Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ).
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