26^ Edizione “SICURI IN MONTAGNA D’INVERNO”, Domenica 18 gennaio 2026
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26^ Edizione “SICURI IN MONTAGNA D’INVERNO”, CAI e CNSAS
PREVENIRE SERVE: PIÙ FREQUENTATORI, PIÙ ATTIVITÀ, PIÙ RISCHI:
Domenica 18 gennaio 2026 oltre 30 appuntamenti in tutta Italia
La Montagna vissuta in tutte le stagioni
in Montagna con il Cai: sicurezza, simpatia e amore per la natura
Scuola Intersezionale di Escursionismo “i Camosci d’Abruzzo”: Arsita, Castelli, Isola del Gran Sasso, Teramo
Commissione Regionale Alpinismo Giovanile
Sempre domenica 18 gennaio, si riunisce in Congresso la Commissione Regionale Alpinismo Giovanile, in Abruzzo, a Loreto Aprutino. E siamo consapevoli di quanto i messaggi di educazione, conoscenza e prevenzione siano ancora più importanti se rivolti ai giovani.
Scuola Intersezionale di Escursionismo “i Camosci d’Abruzzo”
La Scuola Intersezionale di Escursionismo “i Camosci d’Abruzzo” pone grande attenzione all’informazione e alla sensibilizzazione ambientale attenta alla sicurezza in montagna, per prevenire possibili incidenti nella varietà di attività praticate d’inverno. Il rischio non potrà mai essere azzerato, ma conoscenza, competenze e precauzione aiutano a ridurlo, inoltre si aggiungono le mutate condizioni ambientali, estremamente variabili.
L’ulteriore, attuale appello, è all’uso oculato di intelligenza artificiale e strumenti digitali che non sostituiscono formazione, consapevolezza e valutazione dei rischi.
Il web, troppo spesso, banalizza e semplifica salite di un certo impegno, anche alpinistico , definendole “gite” per tutti (in montagna la parola “gita” è decisamente fuori contesto).
Informare e comunicare la Montagna iniziando dai giovani, in modo aperto ed educante: cultura, scienza, tecnica ed emozione, adeguatamente trasmessi, trasformano la Montagna in ambiente proattivo e preventivo. L’attenzione alla sicurezza in Montagna è un percorso culturale da avviare subito da giovani, iniziando con il mondo della Scuola. Non ci si può limitare agli intimidatori aspetti normativi ed economici. La frequentazione della Montagna va trasformata in un insieme di valori, atteggiamenti e comportamenti condivisibili, fin da giovane, da ogni persona che sia turista-escursionista-visitatore. Servono azioni e tempi dedicati affinché la sicurezza sia interiorizzata come priorità strategica al piacere di vivere la Montagna, consapevoli delle procedure da adottare e seguire, educati a cogliere i segnali di potenziale rischio
CAISCUOLA
Anche Cai Scuola promuove questo importante appuntamento di conoscenza e prevenzione.
Domenica 18 gennaio 2026
Per tutti gli appassionati e interessati c’è la giornata nazionale dedicata alla prevenzione degli incidenti tipici della stagione invernale in montagna, organizzata dal Club Alpino Italiano e dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. L’iniziativa, che nel 2026 giunge alla ventiseiesima edizione, conferma il nome adottato lo scorso anno, “Sicuri in Montagna d’Inverno”, per rappresentare la crescente varietà di attività praticate nella stagione fredda e l’evoluzione delle criticità legate alle mutate condizioni ambientali. L’appuntamento è fissato per domenica 18 gennaio 2026 e coinvolgerà oltre 30 località alpine e appenniniche in diverse regioni italiane. La giornata sarà dedicata alla prevenzione degli incidenti tipici dell’inverno, con particolare attenzione alla valutazione delle condizioni nivometeorologiche, alla gestione del freddo e dell’ipotermia, alle scivolate su neve e ghiaccio, agli incidenti su cascate di ghiaccio e al rischio valanghe con le tecniche di autosoccorso. Parlare di prevenzione rimane fondamentale anche in località caratterizzate da innevamenti irregolari o inferiori alla media: la scarsità di neve non elimina il rischio, anzi rende più frequenti superfici dure e insidiose, aumentando l’esposizione a incidenti da scivolata.
«Questa stagione invernale oramai avviata ci dimostra, ancora una volta, innevamenti irregolari lontani dalle nostre aspettative, tanto che la neve “la si va a cercare dove c’è”. Questa smania, a volte, è difficile da controllare e rischia di offuscare l’indispensabile valutazione preventiva dei pericoli oggettivi e dei rischi sostenibili per effettuare un’escursione in ragionevole sicurezza. Non dimentichiamo poi che oltre al problema legato alle valanghe c’è molto altro che preoccupa: noi vogliamo tenere alta l’attenzione anche per gli incidenti su cascate di ghiaccio, per i problemi legati all’ipotermia, per le scivolate su terreno ghiacciato perché, in base agli interventi di soccorso, queste casistiche sono paradossalmente più preoccupanti delle valanghe. Un’ultima constatazione riguarda l’informazione che spesso non è qualificata: soprattutto i giovani cercano notizie sui social o interrogano l’intelligenza artificiale. Frugando nel web non è difficile verificare che molte volte le salite di un certo impegno alpinistico vengono declassate a banali “gite” e i consigli che propone l’AI non sempre sono così intelligenti», afferma Elio Guastalli, responsabile del progetto “Sicuri in Montagna”.
(filidido) –Giornalista – Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo –Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette“ –Componente Struttura Operativa “Cai-Scuola” – SOCS del Cai
Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ). Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montano. Ha promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi. Responsabile di Progetti. È giornalista ambientale.
NEVE A RIVISONDOLI? NEGLI ALTOPIANI MAGGIORI D’ABRUZZO. 75^ edizione Presepe Vivente.
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NEVE A RIVISONDOLI? NEGLI ALTOPIANI MAGGIORI D’ABRUZZO.
75^ edizione Presepe Vivente. La montagna è sempre viva: anche senza neve.
La neve è colore, è meraviglia, è la magia con la quale la natura ammanta.
Da questo Natale 2025 sono a Rivisondoli, negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo; un meraviglioso piccolo paese incastonato tra i monti a 1400 metri. Ma la neve non si è fatta vedere.
Ricordo gli inverni nei quali, da bambino, si poteva quasi uscire dalle finestre del primo piano e saltare sui mucchi di neve. Per le strade si camminava in trincee di neve compatta e per noi era un gioco scavare gallerie e cavità, come trune, salvo tornare a casa tutti bagnati, messi nudi davanti al fuoco del grande camino, per poi prenderle di santa ragione.
Altri scenari Adesso tutto è cambiato e anche i colori. La Natura è sempre meravigliosa, ma non sa di bianco. Andare a piedi da Rivisondoli a Pescocostanzo, a Roccaraso è sempre stupore, ma lo puoi fare senza particolari accorgimenti invernali e lo stesso se decidi di salire su Monte Croce: la neve è relegata alle cime sommitali di quota.
Dopo il sole di Natale ecco la pioggia della Befana. IL CLIMA È PROPRIO CAMBIATO: SIA IN APPENNINO, SIA SULLE ALPI.
Cortina d’Ampezzo Anche a Cortina d’Ampezzo la neve non c’è, con strade e tetti puliti!Siamo prossimi all’inizio delle Olimpiadi invernali (diventate sempre meno sostenibile e sempre più assurdamente dispendiose in una località che proprio non ne aveva bisogno) e sono i cannoni a darsi da fare con le piste bianche in un ambiente con i prati di tutt’altro colore. Sempre più, ovunque, si prepara e si propone un dispendioso e obsoleto ambiente artificiale, con la neve prodotta da acqua immagazzinata in bacini di accumulo, trasformata e sparata da cannoni, per essere successivamente lavorata dai gatti. Ma quanto costa a tutti noi questa produzione artificiale? Quanti sono i costi ambientali e sociali considerando che il 90% degli impianti sopravvive malamente di neve finta?
Ridisegnare è facile C’è da reinventare l’uso delle risorse della montagna che offre tante altre opportunità diverse, uscendo dalla energivora monocoltura dello sci da discesa. Servono finanziamenti mirati a promuovere il valore dei piccoli paesi che svolgono la funzione di accoglienza, nei quali trovare servizi adeguati, informativi ed educativi, diventando le porte di accesso alla montagna, scoperta ed esplorata in più modi.
IL CAMBIAMENTO CLIMATICO È REALTÀ SPIACEVOLE TERRIBILE. Possiamo solo mitigarla adottando scelte più sostenibili. Possiamovivere la montagna sempre nella sua naturalità, godendo di spazi aperti, di buone letture, di salutari escursioni, di rigeneranti incontri, dandoci il giusto tempo per guardarci attorno e rilassare mente e corpo.
ANCI e UNCEM ANCI e UNCEM possono aiutare amministratori lungimiranti e attenti a promuovere soluzioni alternative come quelle che identificano i Villaggi Montani del Cai.
FEDERPARCHI I PARCHI NAZIONALI e tutte le altre aree protette sono in grado di definire azioni di ripristino e valorizzazione ambientale, attenti a natura e cultura. FEDERPARCHI ha l’opportunità di coordinare e promuovere la messa in rete del SISTEMA DELLE AREE PROTETTE aree protette.
Guardo il cielo Guardo il cielo e spero sempre che nevichi, perché la neve è importante in natura e segna il ciclo di stagioni sempre più appiattite, con la montagna che ancora ci regala i segni di questo passaggio oramai perso nelle città. Insieme a questo la neve è magia di fiocchi densi che puoi raccogliere sulla mano e trasformare con fantasia in pupazzi e giochi.
75^ edizione del Presepe Vivente Intanto a Rivisondoli si è svolta la 75^ edizione del Presepe Vivente, a Piè Lucente, ai piedi del suggestivo paese, con le alte abitazioni illuminate a presepe, con la capanna e le scene avvolte da caldi colori, senza neve, ma con tanta intensa emozione e partecipazione. L’applauso finale l’ho sentito come di buon auspicio per superare l’attuale inaccettabile situazione tra guerre, genocidio, aggressioni e rapimenti internazionali, volute dall’uomo e contro le quali quindi possiamo fare più di qualcosa.
Volere è potere e anche in una giornata piovosa è possibile andare in montagna dove, ben equipaggiati e accompagnati da Eugenio Di Donato, apprezzare i diversi volti di una montagna sempre amica.
(filidido) –Giornalista – Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo –Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette“ –Componente Struttura Operativa “Cai-Scuola” – SOCS del Cai
Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ). Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montano. Ha promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi. Responsabile di Progetti. È giornalista ambientale.
ESCURSIONE NOTTURNA AL FONDO DELLA SALSA, venerdì 26 dicembre 2025 – Cai Castelli
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ESCURSIONE NOTTURNA AL FONDO DELLA SALSA, venerdì 26 dicembre 2025 – Cai Castelli
In Montagna con il Cai…
La Sezione Cai Castelli propone l’escursione nell’anfiteatro montuoso più suggestivo e più raggiungibile d’Appennino.
Il 26 dicembre 2025 si ripete l’appuntamento annuale al Fondo della Salsa, giunto alla 48^ edizione.
Castelli: porta di accesso alla Montagna
Da Castelli si raggiunge la località S.Salvatore dove inizia l’escursione. Si sale insieme fino a ciò che resta del cippo ai caduti ed è un rito di accoglienza della Montagna con la tersa aria riscaldata da un vivido fuoco. La Santa Messa è seguita da attimi di riflessione e silente consapevolezza presi dal coinvolgente luogo e dalla circostanza, tra ricordo e speranza, contenti di condividere un’esperienza che resterà impressa. Scambio di primi auguri attorno alla rosseggiante brace e via per il rientro con fiaccolata notturna.
La Montagna che cambia
Il Fondo della Salsa è esempio tangibile del cambiamento climatico con il segno degli eventi estremi che hanno messo in movimento i grandi massi di fondo e ampliato notevolmente il fronte breccioso, spingendolo fino al Crocefiume. Questo ha portato la Sezione Cai di Castelli a rivedere l’attraversamento del fondo. Inoltre la grande Parete Nord del Monte Camicia muta con rapidità aspetto: vestita a neve a fine novembre, l’abbiamo trovata spoglia, in escursione scolastica del 17 dicembre.
Fondo della Salsa del 29 novembre 2025
Rifugio Enrico Faiani
Adesso è la volta dell’altrettanto accogliente Rifugio Enrico Faiani che illumina e presidia bosco e pareti del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Fondo della Salsa del 17 dicembre 2025
In Montagna si legge
Sicurezza e montagna saranno raccontate da Lucio De Sanctis con il libro “Dal diario di un Soccorritore di Montagna”.
E’ tempo di auguri con brindisi e speranza per il futuro.
Un’escursione consigliata, per bellezza, paesaggio e occasione di incontro, dalla Scuola Intersezionale di Escursionismo Cai “i Camosci d’Abruzzo” che raccomanda abbigliamento e attrezzatura adeguati al periodo invernale.
LA MONTAGNA INSEGNA E UNISCE, EDUCA ALLA SOSTENIBILITA’
(filidido) –Giornalista – Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo –Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette“ –Componente Struttura Operativa “Cai-Scuola” – SOCS del Cai
Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ). Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montano. Ha promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi. Responsabile di Progetti. È giornalista ambientale.
in Montagna con la Sezione Cai di Castelli, mercoledì 17 dicembre 2025- Cai Scuola
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in Montagna con la Sezione Cai di Castelli, mercoledì 17 dicembre 2025 – Cai Scuola
Ai piedi della Parete Nord del Monte Camicia.
L’esperienza Cai Scuola della Sezione di Castelli è rivolta alle classi della Scuola secondaria di primo grado del plesso di Castelli dell’Istituto Comprensivo Isola-Castelli e del Liceo Artistico Francesco Antonio Grue.
Fondo della Salsa
Raggiungeremo in escursione il Fondo della Salsa, ai piedi della poderosa Parete Nord del Monte Camicia. L’ambiente spettacolare dell’ampio anfiteatro si scolpirà nella mente dei giovani escursionisti. Bosco, rocce e ripide pareti compongono un paesaggio unico del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Ambiente da sfogliare
L’avvicinamento alla montagna prevede la lettura dell’ambiente attraversato, con diversi punti di osservazione, e attività di orientamento utilizzando carta dei sentieri e bussola. I punti cardinali saranno riferimento per questa giornata, muovendosi in sicurezza, informati su attrezzatura e abbigliamento adeguati.
Le stagioni
Il Cai invita a percorrere la montagna nelle diverse stagioni per apprezzare colori e situazioni ambientali diverse, ogni volta interessanti e particolari. Il cambiamento climatico condiziona fortemente la montagna, sempre più segnata da eventi estremi, che nel Fondo della Salsa risultano evidenti.
Rifugio Enrico Faiani
L’escursione segue quella del 30 settembre con la quale alunne e alunni, partiti dalla sede del Liceo Artistico, lungo il sentiero Italia Cai, hanno raggiuntol’accogliente rifugio Enrico Faiani.
Educazione alimentare
La Sezione Cai Castello nell’ambito dell’educazione alimentare, offrirà una merenda con la degustazione di prodotti alimentari a km 0 con formaggi della ditta Ruffini Franca e dei salumi della ditta Castel Castagna.
Educazione ambientale
Le escursioni in ambiente sono occasioni di incontro e confronto per migliorare la conoscenza e la consapevolezza del valore delle risorse naturali e delle possibili implicazioni socio-economiche offerte dal territorio.
Cai Scuola
Le attività della Sezione Cai Castelli fanno parte del programma nazionale Cai Scuola per la frequentazione responsabile dell’ambiente montano, sui sentieri, iniziando dai paesi per raggiunge rifugi e vette.
Lo svolgimento delle attività è accompagnato dal Centro di Educazione Ambientale “gli Aquilotti” e dalla Scuola Intersezionale di Escursionismo “i Camosci d’Abruzzo”.
(filidido) –Giornalista – Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo –Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette“ –Componente Struttura Operativa “Cai-Scuola” – SOCS del Cai
Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ). Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montano. Ha promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi. Responsabile di Progetti. È giornalista ambientale.
LA GIORNATA MONDIALE DELLA MONTAGNA A TERAMO È STATA UNA PARTICOLARE OCCASIONE DI INCONTRO DEL CAI CON IL MONDO DELLA SCUOLA – giovedì 11 dicembre 2025
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-LA MONTAGNA HA BISOGNO DI NOI! PRENDIAMOCENE CURA.
-LA GIORNATA MONDIALE DELLA MONTAGNA A TERAMO È STATA UNA PARTICOLARE OCCASIONE DI INCONTRO DEL CAI CON IL MONDO DELLA SCUOLA– 11 dicembre 2025
-DIAMO VOCE ALLA MONTAGNA CON UNA IDONEA SEDE DEL CLUB ALPINO ITALIANO A TERAMO
-VIVERE LA MONTAGNA: ESPERIENZE E SOSTENIBILITÀ
Teniamo alta l’attenzione sulla montagna per riuscire a tenere insieme politica e istituzioni. È interesse di tutti, iniziando dai paesi, dalle comunità locali, nell’abbraccio collettivo di territori e risorse che dalla montagna arrivano al mare.
Si è svolto oggi, giovedì 11 dicembre 2025, a Teramo all’IIS Di Poppa, l’incontro “Vivere la Montagna: esperienze e sostenibilità” organizzato in occasione della Giornata Mondiale della Montagna proclamata dalle Nazioni Unite e quest’anno dedicata al ruolo e alla salute dei ghiacciai.
La giornata mondiale della montagna è stata l’occasione culturale e naturalistica per incontrare a Teramo studentesse e studenti di scuole diverse. La giornata ha dato vita a un’attenzione condivisa sulla montagna, uno spazio in cui dati e conoscenza sono stati presentati con chiarezza e immediatezza.
Appuntamento all’istituto Di Poppa nell’ampio e accogliente auditorium e ben cinque maxi schermi per la migliore visione di immagini e filmati.
Particolare e sentita la partecipazione dei quasi 200 giovani naturalisti, assiepati e attenti per circa due ore di incontro nelle quali, con mirato riferimento al tema dei ghiacciai e della loro conservazione, la montagna è stata raccontata come realtà presente e vissuta, con esempi di percorrenza, accoglienza e tutela. Il Club Alpino Italiano con Filippo Di Donato della Struttura Operativa Cai Scuola ha illustrato le finalità educative e di incontro offerte dalla montagna, con lo slogan LA MONTAGNA INSEGNA E UNISCE, EDUCA ALLA SOSTENIBILITÀ. Il filmato su Bidecalogo in 5 minuti e quello della SAT, Freeze the future hanno aiutato a riconoscere valore e benefici dalle montagne e a leggere i cambiamenti in atto. Messaggi recepiti da alunne e alunni del Di Poppa, abituati alle uscite in ambiente proposte dal Cai e, con attenzione, è stato ricostruito quanto svolto in montagna negli ultimi tre anni scolastici. L’accoglienza è stata presentata da Luca Mazzoleni, gestore del rifugio Carlo Franchetti sul Gran Sasso d’Italia che è illustrato la vita da rifugista con la proiezione del filmato “chi apre serra”. La tutela è stata documentata da Tommaso Navarra Presidente del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, scrigno di biodiversità, geodiversità e culture diverse abbracciando, su quasi 180.000 ha 3 regioni, 5 province e 44 comuni.
I ragazzi sono intervenuti e ci siamo interrogati sulla sostenibilità e sulla necessità di recuperare rapporti autentici nell’incontro con la montagna.
Parlare di montagna e presentarla in tutti i suoi aspetti è necessario. Per conservare gli attuali equilibri naturali e una buona qualità della vita, dobbiamo preservare la montagna. L’acqua che beviamo, l’aria pura che respiriamo, gran parte del cibo che mangiamo e delle risorse che utilizziamo, tutto viene dalla montagna.
IL CAI HA BISOGNO DI UNA SEDE A TERAMO CHE DIA VOCE ALLA MONTAGNA.
La Sezione Cai di Teramo ha dovuto lasciare la sede in via Cona, che consentiva il buon svolgimento delle attività di organizzazione e di incontro, anche con delle scolaresche. Si è lasciato spazio alle necessità del Convitto Delfico, ma gli effetti per il Cai e per la voce della montagna sono devastanti e adesso tutto si svolge in pochi metri quadri a Colle Atterrato Basso. UNA FASE DI STALLO DA SUPERARE considerando che la Sezione Cai di Teramo, ospita la Struttura Operativa Cai Scuola, il Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti”, inserito tra i centri di interesse della Regione Abruzzo e la Scuola Intersezionale di Escursionismo “i camosci d’Abruzzo” composta dalla Sezione Cai di Teramo insieme alle Sezioni Cai di Arsita, Castelli e Isola del Gran Sasso.
Non è possibile contrarre questa lodevole attività da volontari.
Oggi 11 dicembre 2025, abbiamo celebrato la Giornata Mondiale della Montagna, ponendo attenzione al tema dei ghiacciai e alla loro accelerata fusione a causa del riscaldamento globale. La crisi climatica agisce in montagna a velocità doppia con effetti più rapidi e devastanti
Come Cai abbiamo incontrato tanti giovani nelle scuole, mostrando immagini e raccontando storie di montagna. È sicuramente importante la nostra azione di informazione e sensibilizzazione, ma non basta. La montagna va raccontata e vissuta ogni giorno. OSSERVA RIFLETTI AGISCI.
A Teramo abbiamo la fortuna di guardarci attorno e osservare montagne raggiungibili percorrendo pochi chilometri e iniziare così la scoperta escursionistica di paesi, frazioni, verso le zone pedemontane e montane. Possiamo insieme contrastare spopolamento, spaesamento e abbandono. L’impegno del Cai è costante, la presenza continua e la visione lungimirante: egato al territorio con idee e proposte.
DIAMO VOCE ALLE MONTAGNE E AI SUOI ABITANTI CON UNA SEDE CAI A TERAMO IDONEA AD ACCOGLIERE E COMUNICARE BELLEZZA E MERAVIGLIA DELLE “TERRE ALTE”.
(filidido) –Giornalista – Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo –Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette“ –Componente Struttura Operativa “Cai-Scuola” – SOCS del Cai
Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ). Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montano. Ha promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi. Responsabile di Progetti. È giornalista ambientale.
TRA NATURA E QUOTA. Giovanni Storti sopravvive alle Alpi Apuane. Film documentario consigliato a tutti, dove ambiente, montagna, donne e uomini sono protagonisti.
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TRA NATURA E QUOTA. Giovanni Storti sopravvive alle Alpi Apuane.
Film documentario consigliato a tutti, dove ambiente, montagna, donne e uomini sono protagonisti.
A Teramo, Cinema Smeraldo, giovedì 4 dicembre, ore 21:00. Organizzato dalla Sezione Cai di Teramo
Troverete il paesaggio delle Apuane e il valore naturalistico, ambientale, culturale e sociale vissuti con emozione.
Un messaggio rivolto in particolare ai giovani che rappresentano il nostro futuro e al mondo della Scuola, con i docenti che racchiudono l’insieme dei saperi. Aperto a ogni cittadino interessato a sapere di risorse naturali e futuro sostenibile.
La montagna vista con gli occhi di un attore…
Giovanni Storti si avvicina alle Apuane e re scopre le tante bellezze insieme ad esperti del Cai e giovani che vivono e lavorano in montagna da guide, gestori di rifugi, esperti di botanica, difensori dell’ambiente martoriato dalle cave, sempre più interessante al carbonato di calcio, invece del marmo che le ha rese famose.
Un ambiente dove predominano paesaggio, biodiversità e geodiversità, in una successione particolare d’Appennino affacciato sul Tirreno, con cromatici scorci di effetto sul mare e sul vicino Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano.
Giovanni Storti interpreta le Apuane e le restituisce con leggerezza, spontaneità e concretezza
Vive la montagna nella giusta sicurezza, percorrendo sentieri e vie ferrata con indispensabili abbigliamento e attrezzatura.
LA MONTAGNA INSEGNA E UNISCE, EDUCA ALLA SOSTENIBILITÀ!
in tanti a Teramo, Cinema Smeraldo
Alle ore 21:00 del 4 dicembre, verrà proiettato questo ironico e leggero viaggio attraverso le Alpi Apuane nel quale Giovanni Storti, scrittore, regista e attore di cinema e teatro, membro del trio comico più famoso d’Italia, l di questo luogo incantato nelle Terre Alte, senza tralasciare la sicurezza in montagna e la riduzione del rischio in ambiente.
Un territorio in parte Parco Regionale che si auspica diventare Parco Nazionale.
Ad accompagnarlo ci saranno: Alessio Piccioli (già Presidente della S.O.S.E.C. del CAI, Istruttore Nazionale di Scialpinismo e membro della Scuola Centrale di Scialpinismo del CAI), Andrea Ribolini (Dottore Forestale e Guida Ambientale Escursionistica), Elena Alberti (Biologa), Gionata Landi (Guida Alpina e Tecnico dell’Elisoccorso del CNSAS), Alberto Grossi (esperto di Ambiente e profondo conoscitore delle Alpi Apuane) e Veronica Pierotti (Presidente della Sezione CAI di Forte dei Marmi).
Il documentario, scritto e diretto da Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon nel 2024, prodotto da Cinebled s.r.l. in collaborazione con il Club Alpino Italiano è ambientato tra l’Orto Botanico “Pellegrini – Ansaldi”, il Rifugio Puliti, dal nome dell’Ingegnere che per primo intuì la bellezza e la ricchezza di biodiversità di questi luoghi da amare e preservare, la ferrata Monte Procinto, la più antica d’Italia ed il Monte Nona a 1297 mt s.l.m.
Settanta minuti di bellezza e divertimento, spunto per un interessante dibattito al termine della proiezione, animato tra gli altri da Filippo Di Donato (Giornalista ambientale, già Presidente della Commissione Centrale di Escursionismo e della Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano, già membro del Consiglio Direttivo Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga e di Federparchi, attuale membro del Gruppo di Lavoro CAI Scuola e Direttore della Scuola Intersezionale di Escursionismo “I Camosci d’Abruzzo”) e Davide Di Claudio (International Mountain Leader e Accompagnatore di Media Montagna, Maestro di Escursionismo, Guida Ambientale, Tecnico del Soccorso Alpino – TESA, facente parte della XX Delegazione Abruzzo Sezione di Teramo e Osservatore Nivologico AINEVA – livello 2a).
(filidido) –Giornalista – Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo –Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette“ –Componente Struttura Operativa “Cai-Scuola” – SOCS del Cai
Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ). Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montano. Ha promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi. Responsabile di Progetti. È giornalista ambientale.
GIANNI D’ATTILIO: a zio Gianni, amico di vita e compagno di esperienze – 25 ottobre 2025
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GIANNI D’ATTILIO: a zio Gianni, amico di vita e compagno di esperienze, uno di noi –
25 ottobre 2025
Sabato 25 ottobre 2025 ci si ritrova insieme, la vetta del Monte Porrara come simbolo di un percorso dedicato a Zio Gianni, un tratto del Sentiero Italia Cai da Campo di Giove all’inghiottitoio di Quarto di Santa Chiara, zona di elevato pregio ambientale, Riserva Naturale Statale, negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, nel Parco Nazionale della Maiella
Sentiero “zio Gianni”
Purtroppo per altro impegno nazionale del Cai non potrò essere presente dopodomani, sabato 25 ottobre, all’intitolazione di un sentiero che conosco molto bene e che vede nella vetta del Monte Porrara uno straordinario punto di osservazione sui monti d’Abruzzo. Una vetta tante volte raggiunta insieme a zio Gianni, da dove guardare, in silenzio, orizzonti lontani. Sono zone che ho condiviso per tantissimi anni con lui, in lungo e largo, per il comune riferimento al paese di Rivisondoli, per me natio, per lui di adozione, affacciato su quei luoghi, negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo. Nata la Commissione Centrale Escursionismo mentre ne ero Presidente e Direttore del 1° Corso nazionale del 1993, zio Gianni è stato tra i migliori, come felice e tenace interprete del messaggio escursionistico scaturito da quel momento formativo e di avvio. Un crescendo di proposte e attività che hanno permeato l’Abruzzo e non solo, avvalendosi della sua esperienza e della sua attenzione comunicativa in numerose altre circostanze, scandite anche dal Sentiero Italia Cai. Preciso e diretto ha orchestrato magistralmente. Tante e incontenibili, le giornate trascorse insieme, di impegno e di svago, di serietà e di ironia, con il suo delicato sorriso a segnargli il viso.
Il Cai che non dimentica è importante. Il Cai che riconosce ciò che è stato fatto da un socio è lodevole ed ha un significato profondo. La testimonianza rivolta a zio Gianni, ci racconta del tempo trascorso, dei luoghi e delle persone e introduce prospettive di futuro. L’escursionismo come importante pratica definita dal Cai ha preso grande linfa dall’Appennino, con Teresio Valsesia grande animatore e noi, suoi seguaci. Anni speciali e intensi, in grado di aggregare Sezioni e Soci, di dare lustro a territori, paesi e popolazioni. La prima stesura del Sentiero Italia Cai in Abruzzo e del Cammina Italia, diventava Cammina Abruzzo sono stati un prosperare di incontri ed escursioni, da paese a paese, abbracciando e unendo tutti i rilievi d’Abruzzo.
Con il Cai si può invecchiare, gli anni passano per tutti, ma con il Cai quello che non invecchia mai sono la passione, l’amore per la montagna, il desiderio di conoscere, il prendersi cura delle Terre Alte. Nel cuore e nella mente e per quanto possibile nelle gambe e nelle mani restano sempre le forme della montagna, le emozioni espresse da luoghi e vicende nel tempo e che, magicamente, si rinnovano continuamente. Ogni stagione si svela sempre diversa, sempre arricchita e fortificata dagli incontri con soci e socie, anche nel ricordo.
Purtroppo questo 25 ottobre non potrò esserci. Non sarò lì fisicamente e non potrò intervenire, ma sarò lì ad applaudire con voi e, nel segreto del mio cuore a rivivere e percorrere qualcosa di estremamente particolare e personale, di intangibile e sincero.
La montagna che insegna e unisce.
Un grande abbraccio a tutti, con zio Gianni a noi vicino.
(filidido) –Giornalista – Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo –Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette“ –Componente del Gruppo di Lavoro “Cai-Scuola”
Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ). Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montano. Ha promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi. Responsabile di Progetti. È giornalista ambientale.
Scuola Intersezionale di Escursionismo “i Camosci d’Abruzzo” – SIECA – Sezioni: Cai Arsita, Cai Castelli, Cai Isola del Gran Sasso, Cai Teramo
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Scuola Intersezionale di Escursionismo “i Camosci d’Abruzzo” – SIECA – Cai Arsita, Cai Castelli, Cai Isola del Gran Sasso, Cai Teramo
In Montagna con il Cai, sicurezza, simpatia e amore per la natura.
QUALE ESCURSIONISMO? INCONTRIAMO INSIEME LA MONTAGNA!
La Scuola Intersezionale di Escursionismo “i Camosci d’Abruzzo” – SIECA – Cai Arsita, Cai Castelli, Cai Isola del Gran Sasso, Cai Teramo, grazie ad una presenza diffusa sul territorio, un’organizzazione consolidata nel tempo e l’esperienza di soci volontari competenti e disponibili, propone attività svolte in tranquillità e sicurezza per avvicinare insieme luoghi e culture, spesso poco conosciuti. Quattro Sezioni insieme compongono una bella realtà territoriale. Si inizia dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga per continuare a promuovere le “terre alte” d’Abruzzo.
Simboli della Scuola sono il Camoscio d’Abruzzo, acrobata delle rocce, felicemente reintrodotto sui monti del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga con un progetto del Cai, le particolari montagne con la parete Nord del Monte Camicia e la parete Nord-Est del Corno Grande (il Paretone), la storia del Sentiero Italia Cai con i 30 anni dalla prima percorrenza integrale, 1995-2025, i percorsi Terre Alte e i singolari piccoli paesi abbarbicati sulle pendici montane.
Camminare è la pratica più antica del mondo: l’Escursionismo ne è la felice attuale interpretazione.
La Scuola Intersezionale di Escursionismo “i Camosci d’Abruzzo” svolge un ruolo importante nella promozione della cultura montana e nella formazione di escursionisti consapevoli, competenti e rispettosi.
Escursionismo è scegliere un percorso e andare per sentieri, con passo lento e misurato, osservando l’ambiente attraversato, persi nelle bellezze del paesaggio, tra fiori, animali, alberi, lungo i torrenti, nelle valli, da paese a paese, su creste e in vetta alle montagne, sempre meravigliati di quanto si può ammirare.
La meta di ogni esplorazione è il sentiero, che si svela come un libro, con pagine sfogliate passo dopo passo. Il risultato è l’incontro, con sé stessi e con l’ambiente naturale ed umano. Con il Cai crescono consapevolezza, conoscenza e tutela delle “terre alte”.
Vieni con noi e porta con te: il piacere di camminare, il desiderio di conoscere, un paio di buoni scarponi, uno zaino leggero da riportare pieno di emozioni, tutte da raccontare.
LE NOSTRE PROPOSTE: MONTAGNA DA CONOSCERE. MONTAGNA DA VIVERE
Camminare per conoscere, conoscere per amare, amare per tutelare
ESCURSIONI SOCIALI e AMBIENTALI: proposte naturalistiche e culturali che avvicinano alla montagna. Insieme per scoprire luoghi di interesse ambientale o storico/culturale (ci troviamo nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, caratterizzato da valli e vette, paesi ed insediamenti sparsi, testimonianze storiche, flora e fauna valore d’Europa). Esperienze condivise, accompagnati da soci competenti e appassionati.
CORSI DI ESCURSIONISMO: Per “vivere la Montagna” nella sua complessità i corsi prevedono esperienze formative tecniche e culturali. Le esperienze tecniche consentono di apprendere le norme per praticare in sicurezza l’escursionismo in montagna sia estivo e, progressivamente, invernale (abbigliamento e attrezzatura, orientamento e lettura delle carte, preparazione dell’escursione, pronto soccorso). Le esperienze culturali permettono di “vivere la Montagna” nella sua complessità con contenuti informativi e culturali (ambiente, flora e fauna, storia e cultura delle “terre alte”). Il binomio formativo – tecnica e cultura – è indissolubile e raccoglie le indicazioni nazionali del Cai, le attuali e quelle espresse dai fondatori con l’art.1 dello Statuto.
SERATE DI CONFERENZE E PROIEZIONI: raccogliendo le sollecitazioni di soci e appassionati, sono proposti incontri e conferenze con proiezione di filmati, immagini e presentazioni, tenute da esperti nei vari settori che riguardano la montagna e tutto ciò che le ruota attorno. Di riferimento i valori ambientali, sociali ed economici dei territori di interesse delle Sezioni Cai di Arsita, Castelli, Isola del Gran Sasso e Teramo, del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, insieme al variegato Sistema delle Aree Protette d’Abruzzo. Ne emerge un quadro ambientale e sociale ricco di peculiarità e criticità.
TRASVERSALITA’ OPERATIVA: Ci si rivolge a soci di ogni età, con particolare attenzione al coinvolgimento dei giovani 0-25, al mondo della Scuola e dell’Università (studenti e docenti – caiscuola), ai seniores e gruppo cultura, Family Cai, all’escursionismo solidale. Trasversalità e Integrazione delle attività con l’obiettivo della continuità educativa e della partecipazione alla vita associativa del Cai.
MANUTENZIONE DEI SENTIERI: La manutenzione dei sentieri Cai è un’attività fondamentale per la frequentazione sicura della Montagna. Interventi pianificati e realizzati dai volontari delle Sezioni Cai che si occupano della segnaletica (segnavia bandierine bianco/rosso/bianco, frecce direzionali e tabelloni informativi) e della pulizia e messa in sicurezza dei percorsi. Importante il monitoraggio costante dei sentieri. Le azioni necessarie sono argomento di specifici corsi di formazione per “addetti alla segnaletica dei sentieri”.
IN MONTAGNA CON IL CAI!
Per ogni interessato, l’invito è a venire a trovarci:
Cai Arsita – il….. alle…. Preso la sede Cai in ….. contatti…..
(filidido) –Giornalista – Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo –Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette“ –Componente del Gruppo di Lavoro “Cai-Scuola”
Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ). Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montano. Ha promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi. Responsabile di Progetti. È giornalista ambientale.
LA PARETE NORD DEL MONTE CAMICIA: IL RISVEGLIO
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LA PARETE NORD DEL MONTE CAMICIA: IL RISVEGLIO
LA MONTAGNA INCANTATA
Nell’arco di qualche mese la Parete Nord del Monte Camicia, tra le più impegnative del Gran Sasso d’Italia, ha visto un rinnovato interesse.
Il 20 settembre 2025Nicolò Ioannoni Fiore, di Teramo, è diventato il terzo uomo a salirla in solitaria d’estate, aprendo una nuova variante d’uscita. Una forte e segnate esperienza personale vissuta dalla montagna 21 anni dopo la solitaria di Andrea Di Donato del 4 settembre 2004.
L’8 e 9 aprile 2025, l’hanno salita Domenico Totani e Pierluigi Carducci, dell’Aquila, aprendo una variante “patagonica” di 300 metri.
La Sezione Cai di Castelli è nata all’ombra e protetta dalla grande Parete Nord del Monte Camicia.
Riportiamo il racconto diretto ed emozionale della solitaria, dalle parole di Nicolò Ioannoni Fiore
MONTE CAMICIA- PARETE NORD- FREE SOLO- NUOVA VARIANTE D’USCITA. IL CORAGGIO È UN’ ANTICA DANZA
Lo sento dentro da troppo tempo. L’ orco degli appennini si è insinuato nei miei pensieri. Ha messo radici profonde. Sono giorni che non dormo e mangio a stento. È un pensiero che si è fatto troppo insistente e pesante. Devo togliermelo di dosso una volta per tutte. Basta. Domattina lancio l’assalto alla parete più temuta di tutti gli appennini e lo farò in solitaria.
Non voglio vedere la parete di notte mi farebbe troppa paura. Attaccherò quando il sole è già alto.
Accendo la mia alfa e parto alla volta di Castelli. Sono su di giri. Non voglio pensare. Sparo musica a tutto volume e stiro il collo alla macchina senza pietà. Da Colledoro in su, uso la strada come un circuito di formula 1. Questa guida spregiudicata e folle mi distrae da quello che devo fare. Non mi fa pensare.
Mentre guido non guardo la parete neanche per sbaglio. Arrivato al parcheggio con le gomme fumanti, poco dopo il fontanile al bivio per Farindola, scendo dall’auto come un indiavolato. Metto l’imbraco leggero, sacchetto magnesite, 04 di acqua agganciata, una daisy chain, uno skihook,s carpette appese e 2 piccozze. Metto i leggins. Mi sento leggero e affilato come un cazzo di giaguaro. Parto percorrendo il sentiero di corsa. Tutta questa fretta è perché non riesco più a convivere con questo pensiero dentro. È un fardello troppo pesante. Devo toglierlo il prima possibile o continuerà a dilaniarmi l’anima. Arrivo molto velocemente al fondo della salsa.
Sono obbligato ad alzare gli occhi. Eccola in tutta la sua cruda realtà. L’Eiger degli appennini, l’orco, la parete più temuta e rispettata del centro Italia. È enorme. Distolgo lo sguardo. Devo attaccare e basta. Vediamo se è vero ciò che si dice sul suo conto. Non ho paura.
Ore 7:30. Attacco lo zoccolo erboso. Apro le 5 dita delle mani come se fossero un rastrello e cerco di acciuffare più erba possibile su cui tirarmi su. Un lavoro improponibile. Tiro fuori allora le piccozze e mi difendo meglio. La parete già tira fuori le sue prime difese. La guazza notturna c’è e fa scivolare le scarpe ad ogni passo. L’ erba è alta fin quasi tutto il polpaccio e neanche vedo i piedi. Mai visto un prato pettinato con una tale pendenza. Mi stanco le braccia a forza di trazionare. Il ritmo baldanzoso che avevo fino a poco fa cala decisamente. Devo dare rispetto e stare all’ occhio. Qui trovo un passetto che non è affatto banale. Riesco a passare e ad arrivare finalmente all’ attacco della roccia. La prima linea della parete è stata sconfitta.
Ora cambio assetto, indosso le scarpette e appendo all’ imbraco le scarpe e le piccozze. Bevo un po’.
Attacco la roccia, o forse lei attacca me. Capisco subito che non ho mai affrontato qualcosa di simile. Questo posto è un agglomerato di sassi incastrati l’uno sull’altro. La malta che li unisce è composta da erba, muschio, terra. Accade spesso, che l’appiglio o l’appoggio ceda sotto il mio peso e si vada a spezzare dentro la roccia o addirittura fuoriesca dalla sede e ruzzoli via. Cerco di abituarmi il prima possibile a questo stile. Sto cominciando ad abbassare la cresta. Anzi l’ho già abbassata. Ogni movimento, ogni minimo spostamento lo ragiono e lo studio prendendomi tutto il tempo necessario. Non è permesso il minimo errore.
Ora mi trovo su un traverso di circa 4-5 metri. Ne avevo sentito parlare, è un passo delicato ed esposto. Lo vinco con moltissima lentezza e controllo del mio peso. Non tiro neanche una presa, anzi, le afferro con estrema leggerezza e cerco di spingerle dentro la parete. Ho cominciato a parlare da solo. Uscito dal traversino esclamo ” porca troia che traverso ragazzi”. Nella mia testa spero di aver vinto uno dei passi più duri e mi auguro che i racconti dei miei predecessori siano esagerati.
Purtroppo mi renderò presto conto che le descrizioni avute erano più che azzeccate.
Continuo a salire ora più direttamente. Arrivo alla prima comba detritica. Mi faccio i complimenti a voce alta. Mi dico” bravo stai andando bene”. Decido di non traversare troppo a destra ma di riprendere la verticalità il prima possibile.
La parete mi oppone un’altra resistenza: una serie di placchette dalla roccia infida. Qui trovo un’altra conformazione da capire molto velocemente. Questa zona è un campo minato. Ho la sensazione che le prese non reggano il mio peso per tot secondi. Allora ogni nuova presa conto a voce alta il conto alla rovescia da 10 a scendere. È un modo stressante di arrampicare ma questo modo di fare mi consente di dare ritmo e di non soffermarmi troppo su questa arrampicata su uova.
Vedo avvicinarsi il traverso erboso.
Ci arrivo molto stressato.
Ho passato centinaia di metri senza la benché minima solidità. La mente comincia a cedere.
Mi dico, dandomi uno schiaffetto in faccia,” combà arpjete, datt na sviat e non ti fermare”.
Comincio il traverso. Sarà lungo circa 100 metri. Lo trovo estenuante. Ho i piedi su zolle di terra. Le mani su roccia inconsistente. In alcuni tratti va anche leggermente in discesa. Sono molto nervoso. L’adrenalina circola nel corpo senza pietà e la bocca è arsa tanto che respiro nervosamente con la bocca.
Ad un certo punto la zolla dove tengo i piedi va giù. Così di colpo. Senza il minimo segno premonitore. Dio vuole che le prese delle mani tengano lo strattone senza sganciarsi. Un brivido gelido mi attanaglia. Sale dai piedi fin sulla punta dei capelli. Mi rimetto subito in posizione su una zolla poco più a sinistra. Ma quanto cazzo è lungo sto traverso?
Vedo il canale che obliqua verso sinistra alla fine del traverso erboso. Lo guardo come fosse un’oasi in mezzo al deserto. Qui in mezzo mi sento in un oceano, mi sento in un oceano soltanto con una zattera di legno.
So che quel canale rappresenta un attimo di pausa. Rappresenta la via di fuga verso sopra. Si avvicina. Mi avvicino. Ci arrivo.
Percorro ora il canale fin sopra il famoso forcellino. Famoso per tristi fatti che non sto qui a raccontare. Chi deve sapere sa.
Qui resto bloccato per circa venti minuti.
Ho più di una relazione ma nessuna combacia. C è chi dice di proseguire dritti in placca. Chi dice di riscendere e traversare ancora più a sinistra. Cerco la linea più debole. La vedo in una fessura erbosa che obliqua leggermente. La lettura è giusta.
Mi ritrovo sopra i cosiddetti vasconi. Dio mio che bello. La prima parte della parete l’ho passata. La prima parte è quella che viene descritta come la più infida. Mi distendo un attimo. Qui c’è il posto per farlo. L’acqua l’ho già finita. Speravo di trovarla nei vasconi ma sono secchi come il deserto. Pazienza. Sapere di aver vinto le più grandi difficoltà mi rinvigorisce.
La parte alta comincia con un dilemma. Non so quale canale devo seguire sopra di me. Da qui ne partono 3. Ognuno di questi canali vanno a formare i grandi pilastri che si vedono da tutta la provincia di Teramo.
Non sapendo quale devo prendere mi tengo sulla cresta di uno con l’idea di scendere o a destra o sinistra più in alto quando avrò le idee più chiare.
In alto la cresta si fa affilata. Diventa uno spigolo. Decido di traversare verso sinistra. Scelta corretta. In breve mi trovo all’ attacco delle placche sommitali.
Qui la roccia è molto buona. Ma sono stanco. Psicologicamente mi sento un po’ spento. Prima di attaccare le placche mi siedo e chiudo un attimo gli occhi. Ho tanta sete. Ho fame di sole. Mi sento nel mondo delle tenebre da troppo tempo. Questa stanchezza psicologica sta per portarmi a commettere il rischio più grande di tutta l’ascensione. Quando si è stanchi non si ragiona bene. Io non sto ragionando bene per niente.
Affronto le placche centralmente. Le salgo forse per 60-70 metri. A questo punto la mente sfarfalla. Mi dico che voglio scappare da queste placche e traversare decisamente a destra. Ancora adesso mi chiedo il perché. La placca è il mio stile preferito. Lo stile dove danzo meglio. Eppure non ne posso più. Cerco una via d’uscita immediata e semplice. Voglio andarmene. Sono angustiato dall’ arrampicata. Non ne posso più.
Traverso decisamente a destra, aggiro lo spigolo.
Comincio quindi a salire un sistema di fessure che mano a mano si fanno più sostenute. Non me ne rendo conto. Non ci faccio caso. Ma perché non mi fermo?
Ad un certo punto mi accorgo di cosa ho fatto. Mi sono tagliato tutti i ponti di ritirata. Sono obbligato a proseguire su questa linea. Ho abbandonato di mia spontanea volontà placche appoggiate e compatte per seguire delle fessure oblique con roccia stratificata di tenuta pessima. Tenuta improponibile. Mancheranno circa 50 metri per scavallare sulle balconate. 50 metri al mondo dei vivi. 50 metri per tornare in vita.
Ora mi trovo in posizione scomoda su una di queste fessure. Vedo una presa rovescia che mi sembra buona. Ci arrivo con un passo un po’ dinamico. Sposto subito i piedi che vanno a trovarsi perfettamente in linea verticale sotto la mano destra. Ora immaginate la posizione. Mano destra rovescia piedi sulla stessa linea verticale della mano, su un reglette obliquo. Il sinistro più basso del destro.
Sono arrivato qui con un movimento dinamico mi è impossibile tornare indietro. Sono bloccato. L’ esposizione dà la nausea. Avrò almeno 100 metri di verticalità sotto di me. Il braccio destro comincia a dare segni di cedimento. Ripeto la roccia è improponibile.
Resto in questa posizione non so per quanto tempo. Mi sembra un’eternità. La mano sinistra continua ad accarezzare alla cieca la parete sovrastante senza trovare nulla. Il braccio destro comincia a tremare. I polpacci cominciano a tremare.
Sto cedendo psicologicamente. Un velo nero discende su di me. Sto per cedere per la paura. Ho così tanta paura che ho voglia di cedere. Voglio che finisca quest’agonia. Penso a tante cose. Mi dico ma tu guarda che roba. Tanta fatica per poi dover finire così. A pochi metri dalla riuscita di una lotta incredibile. Nel mio animo c’è più voglia di mollare che quella di combattere.
Ma ecco che di colpo arriva l’amore a rinsaldare i cuori. Penso a mio padre. Mi dispiacerebbe non rivederlo per un mio atto così egoistico. Mi dispiacerebbe non potergli dire ti voglio bene. Una frase che da troppo tempo è assente nei nostri discorsi.
IN ME TORNA LA FORZA DI BATTERMI. NON MOLLO ADESSO. NON CEDO ALLA PAURA. NON MORIRÒ MOLLANDO UNA PRESA PER SFINIMENTO.
Dico a voce alta “dai combà che qualcosa esce”… Cricco il braccio destro portandomi la rovescia destra fino al bacino. Arrivo in punta con i piedi fino quasi a perderli. Lancio la mano sinistra caricandola alla cieca. Dio mi fa trovare una svasa con tutti sassetti incastonati. Basterebbe che uno di questi si stacchi per fare finire tutto. Ma questo non accade. Perdo i piedi e contemporaneamente rilancio a gran velocità la mano destra che pesca qualcosina. Balzo veloce come un gatto su un terrazzino. Appoggio la fronte alla parete e chiudo gli occhi. Lascio le braccia a riposare lungo i fianchi. Sto su un piede.
Fiatone e battito cardiaco alle stelle. Mancano circa 15 metri di sfasciume e sono fuori. Salgo, salgo, salgo.
Il viso sente un torpore. È il battito del sole. Ho scavallato. Sono sul Camicia. Mi getto a terra e cado in un pianto isterico. È l’accumulo di giorni interi. Notti insonni. Mi rimetto in piedi. Sono risorto dall’ oblio. Strillo forte più che posso. L’orco mi ha fatto passare.
Ad attendermi al parcheggio ci sono papà, Carlo partiti ed altri 2 amici. Al mio arrivo scopriranno che ho fatto la salita in solitaria. Mi stringo forte a papà e gli dico che gli voglio bene. Ho avuto paura di perderlo.
Questa parete è stata vinta in solitaria d’estate solo da tre uomini: 1982 Marco Florio (documentazione non trovata) 4 settembre 2004 Andrea Di Donato (la ripeterà 4 anni dopo in solitaria invernale il 28 gennaio 2008) 20 settembre 2025 Nicolò Ioannoni Fiore (dopo 21 anni dall’ ultima solitaria estiva)
Sconsiglio vivamente di seguire la mia variante d’uscita. Difficile gradare con quella roccia. Credo siamo intorno al VI/VI-…. restate in placca.
Dedico la salita a mio padre. Ringrazio Dio per essere stato al mio fianco.
(filidido) –Giornalista – Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo –Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette“ –Componente del Gruppo di Lavoro “Cai-Scuola”
Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ). Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montano. Ha promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi. Responsabile di Progetti. È giornalista ambientale.
TROVIAMO UNA SEDE AL CAI TERAMO NEL DISTRETTO STRADA MAESTRA del PNGSL
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TROVIAMO UNA SEDE AL CAI TERAMO NEL DISTRETTO STRADA MAESTRAdel PNGSL
Ma quanto è importante che la più antica associazione di Teramo abbia una propria sede sociale? Tutti oramai siete a conoscenza che la sede di via Cona, nell’area dell’ex Istituto Tecnico per Geometri il Cai l’ha dovuta restituire alla Provincia di Teramo.
Ebbene le giornate di sabato 28 e domenica 29 giugno 2025 lo dimostrano pienamente.
La Sezione Cai di Teramo celebra i 30 anni di storia del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga (1995-2025) con appuntamenti negli 11 Distretti ambientali turistico culturali . Questa volta nel Distretto Strada Maestra con due giornate di escursioni in montagna.
Normale direte voi! Il Cai è associazione che va sempre in montagna!
Le giornate diventano particolarmente importanti quando invece si coinvolgono i territori, interessando sabato il paese di Fano Adriano e domenica il paese di Cerqueto.
L’esperienza è caratterizzata dall’incontro con le persone del luogo condividendone peculiarità e difficoltà. Insieme alle Istituzioni, alle Comunità e alle Associazioni locali le giornate si colorano di storia, tradizioni, geologia e panorami con valli e grandi pareti che regalano costanti visioni paesaggistiche uniche e incomparabili.
Sabato 28 Giugno dalla piazza di Fano Adriano, una piacevole passeggiata ci ha condotti all’Eremo dell’Annunziata, visitato e situato in posizione suggestiva e panoramica sull’ampio pianoro del colle di San Marcello.
E ieri, domenica 29, a Cerqueto, con l’incredibile calura che avvolgeva tutta l’Italia si è respirato un’aria diversa. L’incontro con la Pro Loco è stato avvolgente e coinvolgente. Ci siamo spostati dalla zona del presepe vivente ai freschi e ampi locali della sede dove c’è stato lo scambio dei saluti. Non mi stancherò mai di ripetere quanto possa essere bella la nostra Montagna con Corno Grande e Corno Piccolo a riempire il nostro orizzonte e la Valle delle Cornacchie striata ancora da lingue di neve dove, punteggiante, si intravedeva il Rifugio Franchetti.
L’escursione ad anello verso il Colle Varo è stata appagante, accompagnati sempre da una lieve brezza e, dopo la salita, l’incanto della visione della catena del Gran Sasso d’Italia con Pietracamela proiettata verso le grandi pareti dei due Corni, e l’occhio estasiato a inseguire la catena montuosa allungata verso Pizzo di Intermesoli e Monte Corvo. Tornati a Cerqueto dopo il secondo tempo dell’ospitalità della Pro Loco la visita al Museo Etnografico Culturale con la sua ricca collezione di reperti e racconti che utilizzeremo prossimamente come Cai Scuola, accompagnando le scolaresche in visite di istruzione.
VEDERE PER CREDERE … e tutto questo è possibile partecipando alle escursioni del Club Alpino italiano con il Parco nazionale che vorremmo sempre più a presidio di territori e abitanti.
Tutto questo va raccontato e condiviso grazie a una sede sociale che raccolga le diverse strutture operative del Cai a disposizione di tutti soci e non soci:
-Commissione cultura e il dinamico Gruppo Seniores – Gruppo Grotte che festeggia i suoi 50 anni di attività -Scuola Escursionismo Intersezionale – SEI “i camosci d’Abruzzo” con le Sezioni Cai di Arsita, Castelli, Isola del Gran Sasso, e Teramo capofila – SOSEC, struttura operativa sentieri cartografia – Gruppo CAI Scuola – Commissione Tutela Ambiente Montano – Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti”, inserito tra quelli di interesse della Regione Abruzzo – Gruppo CAI Giovani,
Queste strutture del Cai lavorano in sinergia, si prendono cura delle “Terre Alte”, dalla centralità della montagna pongono attenzione ai territori fino al mare, confidano nel ruolo di indirizzo del parco nazionale e delle altre aree protette provinciali, guardano al futuro delle nuove generazioni e chiedono un impegno chiaro e di visione ai tanti decisori politici e amministratori.
TROVIAMO INSIEME UNA SEDE ADEGUATA ALLA SEZIONE CAI DI TERAMO!!!
(filidido) –Giornalista – Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo –Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette“ –Componente del Gruppo di Lavoro “Cai-Scuola”
Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ). Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montano. Ha promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi. Responsabile di Progetti. È giornalista ambientale.