TRA NATURA E QUOTA. Giovanni Storti sopravvive alle Alpi Apuane. Film documentario consigliato a tutti, dove ambiente, montagna, donne e uomini sono protagonisti.
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TRA NATURA E QUOTA. Giovanni Storti sopravvive alle Alpi Apuane.
Film documentario consigliato a tutti, dove ambiente, montagna, donne e uomini sono protagonisti.
A Teramo, Cinema Smeraldo, giovedì 4 dicembre, ore 21:00. Organizzato dalla Sezione Cai di Teramo
Troverete il paesaggio delle Apuane e il valore naturalistico, ambientale, culturale e sociale vissuti con emozione.
Un messaggio rivolto in particolare ai giovani che rappresentano il nostro futuro e al mondo della Scuola, con i docenti che racchiudono l’insieme dei saperi. Aperto a ogni cittadino interessato a sapere di risorse naturali e futuro sostenibile.
La montagna vista con gli occhi di un attore…
Giovanni Storti si avvicina alle Apuane e re scopre le tante bellezze insieme ad esperti del Cai e giovani che vivono e lavorano in montagna da guide, gestori di rifugi, esperti di botanica, difensori dell’ambiente martoriato dalle cave, sempre più interessante al carbonato di calcio, invece del marmo che le ha rese famose.
Un ambiente dove predominano paesaggio, biodiversità e geodiversità, in una successione particolare d’Appennino affacciato sul Tirreno, con cromatici scorci di effetto sul mare e sul vicino Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano.
Giovanni Storti interpreta le Apuane e le restituisce con leggerezza, spontaneità e concretezza
Vive la montagna nella giusta sicurezza, percorrendo sentieri e vie ferrata con indispensabili abbigliamento e attrezzatura.
LA MONTAGNA INSEGNA E UNISCE, EDUCA ALLA SOSTENIBILITÀ!
in tanti a Teramo, Cinema Smeraldo
Alle ore 21:00 del 4 dicembre, verrà proiettato questo ironico e leggero viaggio attraverso le Alpi Apuane nel quale Giovanni Storti, scrittore, regista e attore di cinema e teatro, membro del trio comico più famoso d’Italia, l di questo luogo incantato nelle Terre Alte, senza tralasciare la sicurezza in montagna e la riduzione del rischio in ambiente.
Un territorio in parte Parco Regionale che si auspica diventare Parco Nazionale.
Ad accompagnarlo ci saranno: Alessio Piccioli (già Presidente della S.O.S.E.C. del CAI, Istruttore Nazionale di Scialpinismo e membro della Scuola Centrale di Scialpinismo del CAI), Andrea Ribolini (Dottore Forestale e Guida Ambientale Escursionistica), Elena Alberti (Biologa), Gionata Landi (Guida Alpina e Tecnico dell’Elisoccorso del CNSAS), Alberto Grossi (esperto di Ambiente e profondo conoscitore delle Alpi Apuane) e Veronica Pierotti (Presidente della Sezione CAI di Forte dei Marmi).
Il documentario, scritto e diretto da Giorgia Lorenzato e Manuel Zarpellon nel 2024, prodotto da Cinebled s.r.l. in collaborazione con il Club Alpino Italiano è ambientato tra l’Orto Botanico “Pellegrini – Ansaldi”, il Rifugio Puliti, dal nome dell’Ingegnere che per primo intuì la bellezza e la ricchezza di biodiversità di questi luoghi da amare e preservare, la ferrata Monte Procinto, la più antica d’Italia ed il Monte Nona a 1297 mt s.l.m.
Settanta minuti di bellezza e divertimento, spunto per un interessante dibattito al termine della proiezione, animato tra gli altri da Filippo Di Donato (Giornalista ambientale, già Presidente della Commissione Centrale di Escursionismo e della Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano, già membro del Consiglio Direttivo Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga e di Federparchi, attuale membro del Gruppo di Lavoro CAI Scuola e Direttore della Scuola Intersezionale di Escursionismo “I Camosci d’Abruzzo”) e Davide Di Claudio (International Mountain Leader e Accompagnatore di Media Montagna, Maestro di Escursionismo, Guida Ambientale, Tecnico del Soccorso Alpino – TESA, facente parte della XX Delegazione Abruzzo Sezione di Teramo e Osservatore Nivologico AINEVA – livello 2a).
(filidido) –Giornalista – Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo –Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette“ –Componente Struttura Operativa “Cai-Scuola” – SOCS del Cai
Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ). Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montano. Ha promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi. Responsabile di Progetti. È giornalista ambientale.
LA PARETE NORD DEL MONTE CAMICIA: IL RISVEGLIO
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LA PARETE NORD DEL MONTE CAMICIA: IL RISVEGLIO
LA MONTAGNA INCANTATA
Nell’arco di qualche mese la Parete Nord del Monte Camicia, tra le più impegnative del Gran Sasso d’Italia, ha visto un rinnovato interesse.
Il 20 settembre 2025Nicolò Ioannoni Fiore, di Teramo, è diventato il terzo uomo a salirla in solitaria d’estate, aprendo una nuova variante d’uscita. Una forte e segnate esperienza personale vissuta dalla montagna 21 anni dopo la solitaria di Andrea Di Donato del 4 settembre 2004.
L’8 e 9 aprile 2025, l’hanno salita Domenico Totani e Pierluigi Carducci, dell’Aquila, aprendo una variante “patagonica” di 300 metri.
La Sezione Cai di Castelli è nata all’ombra e protetta dalla grande Parete Nord del Monte Camicia.
Riportiamo il racconto diretto ed emozionale della solitaria, dalle parole di Nicolò Ioannoni Fiore
MONTE CAMICIA- PARETE NORD- FREE SOLO- NUOVA VARIANTE D’USCITA. IL CORAGGIO È UN’ ANTICA DANZA
Lo sento dentro da troppo tempo. L’ orco degli appennini si è insinuato nei miei pensieri. Ha messo radici profonde. Sono giorni che non dormo e mangio a stento. È un pensiero che si è fatto troppo insistente e pesante. Devo togliermelo di dosso una volta per tutte. Basta. Domattina lancio l’assalto alla parete più temuta di tutti gli appennini e lo farò in solitaria.
Non voglio vedere la parete di notte mi farebbe troppa paura. Attaccherò quando il sole è già alto.
Accendo la mia alfa e parto alla volta di Castelli. Sono su di giri. Non voglio pensare. Sparo musica a tutto volume e stiro il collo alla macchina senza pietà. Da Colledoro in su, uso la strada come un circuito di formula 1. Questa guida spregiudicata e folle mi distrae da quello che devo fare. Non mi fa pensare.
Mentre guido non guardo la parete neanche per sbaglio. Arrivato al parcheggio con le gomme fumanti, poco dopo il fontanile al bivio per Farindola, scendo dall’auto come un indiavolato. Metto l’imbraco leggero, sacchetto magnesite, 04 di acqua agganciata, una daisy chain, uno skihook,s carpette appese e 2 piccozze. Metto i leggins. Mi sento leggero e affilato come un cazzo di giaguaro. Parto percorrendo il sentiero di corsa. Tutta questa fretta è perché non riesco più a convivere con questo pensiero dentro. È un fardello troppo pesante. Devo toglierlo il prima possibile o continuerà a dilaniarmi l’anima. Arrivo molto velocemente al fondo della salsa.
Sono obbligato ad alzare gli occhi. Eccola in tutta la sua cruda realtà. L’Eiger degli appennini, l’orco, la parete più temuta e rispettata del centro Italia. È enorme. Distolgo lo sguardo. Devo attaccare e basta. Vediamo se è vero ciò che si dice sul suo conto. Non ho paura.
Ore 7:30. Attacco lo zoccolo erboso. Apro le 5 dita delle mani come se fossero un rastrello e cerco di acciuffare più erba possibile su cui tirarmi su. Un lavoro improponibile. Tiro fuori allora le piccozze e mi difendo meglio. La parete già tira fuori le sue prime difese. La guazza notturna c’è e fa scivolare le scarpe ad ogni passo. L’ erba è alta fin quasi tutto il polpaccio e neanche vedo i piedi. Mai visto un prato pettinato con una tale pendenza. Mi stanco le braccia a forza di trazionare. Il ritmo baldanzoso che avevo fino a poco fa cala decisamente. Devo dare rispetto e stare all’ occhio. Qui trovo un passetto che non è affatto banale. Riesco a passare e ad arrivare finalmente all’ attacco della roccia. La prima linea della parete è stata sconfitta.
Ora cambio assetto, indosso le scarpette e appendo all’ imbraco le scarpe e le piccozze. Bevo un po’.
Attacco la roccia, o forse lei attacca me. Capisco subito che non ho mai affrontato qualcosa di simile. Questo posto è un agglomerato di sassi incastrati l’uno sull’altro. La malta che li unisce è composta da erba, muschio, terra. Accade spesso, che l’appiglio o l’appoggio ceda sotto il mio peso e si vada a spezzare dentro la roccia o addirittura fuoriesca dalla sede e ruzzoli via. Cerco di abituarmi il prima possibile a questo stile. Sto cominciando ad abbassare la cresta. Anzi l’ho già abbassata. Ogni movimento, ogni minimo spostamento lo ragiono e lo studio prendendomi tutto il tempo necessario. Non è permesso il minimo errore.
Ora mi trovo su un traverso di circa 4-5 metri. Ne avevo sentito parlare, è un passo delicato ed esposto. Lo vinco con moltissima lentezza e controllo del mio peso. Non tiro neanche una presa, anzi, le afferro con estrema leggerezza e cerco di spingerle dentro la parete. Ho cominciato a parlare da solo. Uscito dal traversino esclamo ” porca troia che traverso ragazzi”. Nella mia testa spero di aver vinto uno dei passi più duri e mi auguro che i racconti dei miei predecessori siano esagerati.
Purtroppo mi renderò presto conto che le descrizioni avute erano più che azzeccate.
Continuo a salire ora più direttamente. Arrivo alla prima comba detritica. Mi faccio i complimenti a voce alta. Mi dico” bravo stai andando bene”. Decido di non traversare troppo a destra ma di riprendere la verticalità il prima possibile.
La parete mi oppone un’altra resistenza: una serie di placchette dalla roccia infida. Qui trovo un’altra conformazione da capire molto velocemente. Questa zona è un campo minato. Ho la sensazione che le prese non reggano il mio peso per tot secondi. Allora ogni nuova presa conto a voce alta il conto alla rovescia da 10 a scendere. È un modo stressante di arrampicare ma questo modo di fare mi consente di dare ritmo e di non soffermarmi troppo su questa arrampicata su uova.
Vedo avvicinarsi il traverso erboso.
Ci arrivo molto stressato.
Ho passato centinaia di metri senza la benché minima solidità. La mente comincia a cedere.
Mi dico, dandomi uno schiaffetto in faccia,” combà arpjete, datt na sviat e non ti fermare”.
Comincio il traverso. Sarà lungo circa 100 metri. Lo trovo estenuante. Ho i piedi su zolle di terra. Le mani su roccia inconsistente. In alcuni tratti va anche leggermente in discesa. Sono molto nervoso. L’adrenalina circola nel corpo senza pietà e la bocca è arsa tanto che respiro nervosamente con la bocca.
Ad un certo punto la zolla dove tengo i piedi va giù. Così di colpo. Senza il minimo segno premonitore. Dio vuole che le prese delle mani tengano lo strattone senza sganciarsi. Un brivido gelido mi attanaglia. Sale dai piedi fin sulla punta dei capelli. Mi rimetto subito in posizione su una zolla poco più a sinistra. Ma quanto cazzo è lungo sto traverso?
Vedo il canale che obliqua verso sinistra alla fine del traverso erboso. Lo guardo come fosse un’oasi in mezzo al deserto. Qui in mezzo mi sento in un oceano, mi sento in un oceano soltanto con una zattera di legno.
So che quel canale rappresenta un attimo di pausa. Rappresenta la via di fuga verso sopra. Si avvicina. Mi avvicino. Ci arrivo.
Percorro ora il canale fin sopra il famoso forcellino. Famoso per tristi fatti che non sto qui a raccontare. Chi deve sapere sa.
Qui resto bloccato per circa venti minuti.
Ho più di una relazione ma nessuna combacia. C è chi dice di proseguire dritti in placca. Chi dice di riscendere e traversare ancora più a sinistra. Cerco la linea più debole. La vedo in una fessura erbosa che obliqua leggermente. La lettura è giusta.
Mi ritrovo sopra i cosiddetti vasconi. Dio mio che bello. La prima parte della parete l’ho passata. La prima parte è quella che viene descritta come la più infida. Mi distendo un attimo. Qui c’è il posto per farlo. L’acqua l’ho già finita. Speravo di trovarla nei vasconi ma sono secchi come il deserto. Pazienza. Sapere di aver vinto le più grandi difficoltà mi rinvigorisce.
La parte alta comincia con un dilemma. Non so quale canale devo seguire sopra di me. Da qui ne partono 3. Ognuno di questi canali vanno a formare i grandi pilastri che si vedono da tutta la provincia di Teramo.
Non sapendo quale devo prendere mi tengo sulla cresta di uno con l’idea di scendere o a destra o sinistra più in alto quando avrò le idee più chiare.
In alto la cresta si fa affilata. Diventa uno spigolo. Decido di traversare verso sinistra. Scelta corretta. In breve mi trovo all’ attacco delle placche sommitali.
Qui la roccia è molto buona. Ma sono stanco. Psicologicamente mi sento un po’ spento. Prima di attaccare le placche mi siedo e chiudo un attimo gli occhi. Ho tanta sete. Ho fame di sole. Mi sento nel mondo delle tenebre da troppo tempo. Questa stanchezza psicologica sta per portarmi a commettere il rischio più grande di tutta l’ascensione. Quando si è stanchi non si ragiona bene. Io non sto ragionando bene per niente.
Affronto le placche centralmente. Le salgo forse per 60-70 metri. A questo punto la mente sfarfalla. Mi dico che voglio scappare da queste placche e traversare decisamente a destra. Ancora adesso mi chiedo il perché. La placca è il mio stile preferito. Lo stile dove danzo meglio. Eppure non ne posso più. Cerco una via d’uscita immediata e semplice. Voglio andarmene. Sono angustiato dall’ arrampicata. Non ne posso più.
Traverso decisamente a destra, aggiro lo spigolo.
Comincio quindi a salire un sistema di fessure che mano a mano si fanno più sostenute. Non me ne rendo conto. Non ci faccio caso. Ma perché non mi fermo?
Ad un certo punto mi accorgo di cosa ho fatto. Mi sono tagliato tutti i ponti di ritirata. Sono obbligato a proseguire su questa linea. Ho abbandonato di mia spontanea volontà placche appoggiate e compatte per seguire delle fessure oblique con roccia stratificata di tenuta pessima. Tenuta improponibile. Mancheranno circa 50 metri per scavallare sulle balconate. 50 metri al mondo dei vivi. 50 metri per tornare in vita.
Ora mi trovo in posizione scomoda su una di queste fessure. Vedo una presa rovescia che mi sembra buona. Ci arrivo con un passo un po’ dinamico. Sposto subito i piedi che vanno a trovarsi perfettamente in linea verticale sotto la mano destra. Ora immaginate la posizione. Mano destra rovescia piedi sulla stessa linea verticale della mano, su un reglette obliquo. Il sinistro più basso del destro.
Sono arrivato qui con un movimento dinamico mi è impossibile tornare indietro. Sono bloccato. L’ esposizione dà la nausea. Avrò almeno 100 metri di verticalità sotto di me. Il braccio destro comincia a dare segni di cedimento. Ripeto la roccia è improponibile.
Resto in questa posizione non so per quanto tempo. Mi sembra un’eternità. La mano sinistra continua ad accarezzare alla cieca la parete sovrastante senza trovare nulla. Il braccio destro comincia a tremare. I polpacci cominciano a tremare.
Sto cedendo psicologicamente. Un velo nero discende su di me. Sto per cedere per la paura. Ho così tanta paura che ho voglia di cedere. Voglio che finisca quest’agonia. Penso a tante cose. Mi dico ma tu guarda che roba. Tanta fatica per poi dover finire così. A pochi metri dalla riuscita di una lotta incredibile. Nel mio animo c’è più voglia di mollare che quella di combattere.
Ma ecco che di colpo arriva l’amore a rinsaldare i cuori. Penso a mio padre. Mi dispiacerebbe non rivederlo per un mio atto così egoistico. Mi dispiacerebbe non potergli dire ti voglio bene. Una frase che da troppo tempo è assente nei nostri discorsi.
IN ME TORNA LA FORZA DI BATTERMI. NON MOLLO ADESSO. NON CEDO ALLA PAURA. NON MORIRÒ MOLLANDO UNA PRESA PER SFINIMENTO.
Dico a voce alta “dai combà che qualcosa esce”… Cricco il braccio destro portandomi la rovescia destra fino al bacino. Arrivo in punta con i piedi fino quasi a perderli. Lancio la mano sinistra caricandola alla cieca. Dio mi fa trovare una svasa con tutti sassetti incastonati. Basterebbe che uno di questi si stacchi per fare finire tutto. Ma questo non accade. Perdo i piedi e contemporaneamente rilancio a gran velocità la mano destra che pesca qualcosina. Balzo veloce come un gatto su un terrazzino. Appoggio la fronte alla parete e chiudo gli occhi. Lascio le braccia a riposare lungo i fianchi. Sto su un piede.
Fiatone e battito cardiaco alle stelle. Mancano circa 15 metri di sfasciume e sono fuori. Salgo, salgo, salgo.
Il viso sente un torpore. È il battito del sole. Ho scavallato. Sono sul Camicia. Mi getto a terra e cado in un pianto isterico. È l’accumulo di giorni interi. Notti insonni. Mi rimetto in piedi. Sono risorto dall’ oblio. Strillo forte più che posso. L’orco mi ha fatto passare.
Ad attendermi al parcheggio ci sono papà, Carlo partiti ed altri 2 amici. Al mio arrivo scopriranno che ho fatto la salita in solitaria. Mi stringo forte a papà e gli dico che gli voglio bene. Ho avuto paura di perderlo.
Questa parete è stata vinta in solitaria d’estate solo da tre uomini: 1982 Marco Florio (documentazione non trovata) 4 settembre 2004 Andrea Di Donato (la ripeterà 4 anni dopo in solitaria invernale il 28 gennaio 2008) 20 settembre 2025 Nicolò Ioannoni Fiore (dopo 21 anni dall’ ultima solitaria estiva)
Sconsiglio vivamente di seguire la mia variante d’uscita. Difficile gradare con quella roccia. Credo siamo intorno al VI/VI-…. restate in placca.
Dedico la salita a mio padre. Ringrazio Dio per essere stato al mio fianco.
(filidido) –Giornalista – Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo –Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette“ –Componente del Gruppo di Lavoro “Cai-Scuola”
Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ). Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montano. Ha promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi. Responsabile di Progetti. È giornalista ambientale.
CAI TERAMO – CAI CASTELLI – CAI ARSITA – CAI ISOLA DEL GRAN SASSO: sabato 6 e domenica 7 luglio 2024
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CAI TERAMO – CAI CASTELLI – CAI ARSITA – CAI ISOLA DEL GRAN SASSO:
sabato 6 e domenica 7 luglio 2024
IN MONTAGNA CON IL CAI
A spasso sul Gran Sasso d’Italia e sui Monti della Laga
5 APPUNTAMENTI a scelta per una esplorazione completa nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
– NOTTURNA AL TREMOGGIA, CAI Teramo e CAI Arsita, 6/7 luglio
Il cielo stellato affascina e seduce soci e socie della Sezione Cai di Teramo e della Sezione Cai di Arsita.
Montagna e paesi si svelano di notte. Affacciati sul Tremoggia in attesa dell’alba con il paesaggio che lentamente si illumina e scioglie ombre e timori del buio.
Si, si, camminare sotto le stelle, ammirare le costellazioni in tutto il loro splendore, assaporare la sinfonia magica dei suoni della natura di notte, spingere lo sguardo oltre la percezione… immaginare con gli occhi chiusi… si tutto questo è bello.
– FAMILY CAI a CORTINO e CASAGRECA, Cai Teramo, 6 luglio
A Casagrande e Cortino i piccoli esploratori osservano le stelle che indicano la via. Testa all’insù, mano nella mano, piccole e grandi, dopo una piacevole e rinfrancante escursione. Importante stare insieme ai giovani e raccogliere i loro segnali. La notte nei Monti della Laga ha il suo fascino, solcata da voli silenti, avvolta da luci soffuse.
– CORNO GRANDE VETTA OCCIDENTALE, CAI Castelli, 7 luglio
Oltre non si può…raggiunta la vetta più alta d’Appennino tutto si apre allo sguardo con le vette consorelle. La successione delle conche carsiche con Campo Imperatore che allarga lo sguardo. In basso si apre il ghiacciaio del Calderone. Adesso ci si può solo fermare, assaporare il momento, raccoglierlo nello zaino e pensare alle suggestioni di Francesco De Marchi, nel lontano 19 agosto 1573, con la prima salita al Gran Sasso.
“quand’io fuoi sopra la sommità, mirand’all’intorno, pareva ch’io fussi in aria, perché tutti gli altissimi monti che gli sono appresso, erano molto più bassi di questo”. Francesco De Marchi
– TRAVERSATA VADO DI SOLE MONTE CAMICIA, Cai Isola del Gran Sasso, 7 luglio
Una suggestiva cavalcata sulla lunga e panoramica cresta che da Vado di Sole raggiunge il Monte Camicia.
Da Vado di Sole sono ben 5 i monti che si toccano in successione: Guardiola, San Vito, Siella, Tremoggia e e Camicia. Giunti sul Monte Tremoggia il pensiero andrà agli amici soci di Teramo e Arsita che da questa vetta hanno assistito al tramonto e alle prime luci dell’alba.
La Montagna dai mille colori unisce nei passi, nei pensieri e nelle azioni
– RIFUGIO ENRICO FAIANI, CAI Castelli, 7 luglio, ore 18:00
Non c’è modo migliore per terminare la giornata! Il Rifugio è la casa di ogni montanaro. Il Rifugio Enrico Faiani della Sezione Cai di Castelli è sempre lì, pronto ad accogliere. Un particolare appuntamento per ricordare, attraverso il racconto, la vita di persone a noi care. Un momento di incontro e condivisione ai piedi di una Montagna tanto amata.
(filidido) –Giornalista – Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo –Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette“
Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ). Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montano. Ha promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi. Responsabile di Progetti. È giornalista ambientale.
Cai Castelli in Umbria e nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini – domenica 30 giugno 2024
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Cai Castelli in Umbria e nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini – domenica 30 giugno 2024
Umbria da scoprire – domenica 30 giugno 2024
Alla scoperta delle meraviglie d’Umbria, di una consorella Regione d’Appennino.
Il Cai Castelli invita a partecipare all’uscita sociale, didattica ed esplorativa di domenica 30 giugno.
Varcati i confini regionali faremo insieme la scoperta di acque ruscellanti, piccoli paesi e i cromatismi floreali di montagna nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
L’acqua e Rasiglia
Il primo incontro con l’acqua delle CASCATE DEL MENOTRE che disegnano il territorio con la loro azione erosiva. Subito dopo il vicino abitato di Rasiglia, il paese dei ruscelli, è pronto ad accogliere la festosa comitiva attenta a osservare e scoprire.
Colfiorito
Viene poi Castelluccio con il paese, il Pian Grande e il Pian Perduto che mutano la veste ogni giorno e ogni giorno sanno stupirci. I soci Cai ne saranno affascinati perchè è in atto una splendida fioritura con successioni cromatiche diverse.
Le famose lenticchie di Castelluccio si mescolano a innumerevoli altri fiori e così nasce la magia del manto.
Tutto questo esalterà i soci Cai di Castelli, paese famoso che vanta una secolare affinità con i colori che, tratti dall’ambiente, compongono l’apprezzata tavolozza artistica dei ceramisti.
Da bravi “castellani” apprezzeremo quanto siano bravi Uomo e Natura a distribuirli sul terreno come abili pittori.
Insieme
Sarà una giornata per stare insieme, attenti alle caratteristiche e i tempi di ciascun partecipante, per camminare in natura e nei paesi. L’abbigliamento consigliato è quello che si utilizza per fare una comoda escursione con scarpe da escursionismo, se si possiedono bastoncini è meglio portarli e poi scarpe leggere per il dopo. Acqua e protezioni per il sole.
(filidido) –Giornalista – Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo –Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette“
Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ). Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montano. Ha promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi. Responsabile di Progetti. È giornalista ambientale.
“IN CAMMINO NEI PARCHI”: 7,8 e 9 giugno 2024
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“IN CAMMINO NEI PARCHI”: 7,8 e 9 giugno 2024
AREE PROTETTE DALLA MONTAGNA AL MARE
Cai Teramo, Cai Castelli, Cai Isola del Gran Sasso d’Italia
Con il Cai di Teramo 7,8 e 9 giugno 2024
Cai Castelli e Cai Teramo insieme 7 giugno con Parco in Aula
Cai Castelli 9 giugno
Cai Isola del Gran Sasso d’Italia 9 giugno
6 importanti occasioni di incontro Cai e Aree Protette
In Cammino nei Parchi è un’esperienza sui sentieri locale e nazionale.
Scorrendo il calendario nazionale degli appuntamenti in programma si svela un caleidoscopio di occasioni naturalistiche e culturali che fanno dell’Italia lo straordinario “bel paese” universalmente riconosciuto.
Luoghi che sottolineano valore e ruolo delle “terre alte”
tutt’attaccato
Parlando di Parchi e Aree Protette l’attenzione spazia dalla montagna alla costa per i cicli biodinamici presenti, la continuità di ecosistemi e le diversità culturali.
In Cammino nei Parchi: 7, 8 e 9 giugno 2024
Interpretando questa visione d’insieme (il mondo è tutt’attaccato) la Sezione Cai di Teramo ha dato corpo a concatenati appuntamenti.
Venerdì 7giugno 2024
alle ore 20:30 nella sede Sezione Cai Teramo un incontro di riflessione sul ruolo e funzioni del Sistema delle Aree Protette della Provincia di Teramo. Particolare riferimento alla Riserva Regionale del Borsacchio e alle “strane” vicende decisionali della Regione Abruzzo che una notte senza luna, al riparo delle tenebre, ha deciso di cancellare gli originari 1100 ha di riserva riducendoli a 25 ha.
Sta a noi contrastare consumo di suolo e perdita di biodiversità. Della Riserva conosceremo gli aspetti floro-faunistici e l’attuale situazione istituzionale. Interverrano Marco Borgatti e le Guide della Riserva del Borsacchio.
In escursione nella Riserva Regionale del Borsacchio per verificare quanto affermato la sera e apprezzare la qualità naturalistica e paesaggistica della fascia costiera gelosamente da custodire. Accompagnati dalle Guide del Borsacchio cammineremo nel cuore della Riserva osservando insieme gli habitat, le dune , le rare specie animali e vegetali, iniziando dal tratto marino e salendo sulle colline per poi tornare verso il mare godendo del paesaggio, del profumo, dell’ aria e dei colori della biodiversità. La camminata terminerà con un picnic e la degustazione dei vini nella bellissima Cantina storica Mazzarosa Devincenzi .
Domenica 9giugno 2024
Ci si sposta nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, apprezzando la vicina continuità ambientale dalla costa alla montagna. Una peculiarità offerta dai territori della Provincia di Teramo. Faremo conoscenza dei sentieri che vanno da Pietracamela al Montagnone, Colle Pelato e Colle dei Prati Migliari, tra splendide fioriture, alberi in piena vitalità, prati dagli intensi colori e indescrivibili panorami …solo da osservare nella loro continua narrazione.
MA NON E’ TUTTO: CAI SCUOLA
Venerdì 7 giugno 2024 con il Cai Castelli
Venerdi 7 mattina in escursione con la Sezione Cai di Castelli e il completamento del Progetto Parco in aula con le classi del Liceo Artistico F.A. Grue di Castelli, Progetto “Sapori e Saperi della Montagna” nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. L’escursione inizia dalla Scuola su un tratto del Sentiero Italia Cai e poi nella zona pedemontana su carrareccia che consente l’avvicinamento paesaggistico, culturale e naturalistico dell’area, attraverso zone coltivate e ambienti semi-naturali. Si prosegue sul percorso dei mulini particolari in quanto, nel passato, legati alla tradizionale lavorazione della ceramica
Domenica 9giugno 2024 – Family Cai
Con la Sezione Cai Castelli sempre nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, un’appuntamento per le famiglie con i loro piccoli esploratori. Nella spettacolare Gola della Valianara, Altopiano di Campo Imperatore, suggestivo luogo che ha saputo ispirare registi e attori, con spettacolari paesaggi.
E CHE DIRE DEL CAI Isola del Gran Sasso d’Italia
Club Alpino Italiano e Federparchi
Club Alpino Italiano e Federparchi organizzano escursioni sui sentieri delle Aree protette di tutta Italia per promuovere la conoscenza del territorio montano, il rispetto per la natura e l’attenzione alle tradizioni locali.
(filidido) –Giornalista – Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo –Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette“
Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ). Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montano. Ha promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi. Responsabile di Progetti. È giornalista ambientale.
NO A MEZZI MOTORIZZATI SUI SENTIERI!
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NO A MEZZI MOTORIZZATI SUI SENTIERI!
Il “sentiero” non è una strada
il “sentiero” è un tracciato in ambiente. La sua naturale origine è dovuta al calpestio continuo e prolungato dell’uomo e di animali che lo percorrono per motivi diversi. Dalla presenza del sentiero nasce l’Escursionismo, con lo zaino in spalla.
Un messaggio chiaro e una richiesta di buon senso, comprensibile a tutti soprattutto in quanto i sentieri, le mulattiere e i percorsi parafuoco non sono strade
Chiara e forte l’azione di cittadine e cittadini dell’Umbria sensibili e consapevoli. Hanno manifestato per evitare che i mezzi a motore possano “scorazzare” liberamente sui sentieri.
Cai nazionale e Cai regionale
Bene ha fatto il Cai nazionale a sostenere la manifestazione a Perugia (la frequentazione rispettosa e sostenibile dei sentieri è tema centrale nazionale e l’emendamento dell’Umbria è un pericoloso esempio di deriva).
Bene ha fatto il Cai Umbria ad animare l’importante giornata del 3 febbraio a Perugia davanti alla sede del Consiglio Regionale (si tratta di una chiara azione d’Appennino, attenta a presente e futuro della Montagna).
Il ruolo dei Presidenti Cai
Il Presidente Generale Cai Antonio Montani sottolinea l’assurdità e l’anacronismo dell’emendamento alla legge regionale approvato lo scorso 20 dicembre dalla Regione Umbria.
Il Presidente Regionale CAI Umbria Gian Luca Angeli si pone a difesa dell’ambiente, delle montagne e delle persone che vi abitano, promuovendo un coordinato e aperto dialogo trasversale tra Istituzioni, Enti e Associazioni.
Il fatto è che dal 1 gennaio 2024 nella Regione Umbria, realtà d’Appennino, Cuore Verde d’Italia, i sentieri, la cui vocazione è escursionistica e di avvicinamento tranquillo all’ambiente, sono aperti a rombanti mezzi a motore.
Perché???
A me sembra una scelta decisamente illogica, ma se qualcuno non solo l’ha pensata, ma addirittura l’ha decisa con legge regionale, allora diventa decisamente importante poterne parlare.
Non si tratta di una competizione tra escursionisti, cacciatori, endoristi, bensì del riconosciuto valore dei sentieri, di attenzione all’ambiente naturale montano e ai suoi abitanti, di attenzione, da cittadini consapevoli, ad aspetti che hanno implicazioni dirette ed indirette su salute, qualità della vita, giovani, economia e società.
Responsabilità
Nel momento in cui una persona, uomo o donna, viene eletto a ricoprire l’incarico di amministrare beni della collettività, si assume la grande responsabilità della migliore gestione dei beni affidati e del loro valore.
Costituzione e dialogo (prima di decidere)
Alla luce dei recenti indirizzi costituzionali che con l’art.9 hanno ampliato la sfera di attenzione e indirizzo in materia di ambiente, ci si aspetta dall’amministratore (pro tempore) la fase di approfondimento, partecipazione e condivisione, prima delle decisioni.
La volontà espressa da cittadine e cittadini
Nel momento in cui si arriva a manifestare è evidente che qualcosa a monte è mancato da parte di chi amministra, nella visione e nell’incontro.
A manifestare non c’è infatti solo il Club Alpino italiano (indiscussa voce di Montagna), ma un corteo di altre Associazioni e professionisti, a garanzia delle loro affermazioni per le palesi contraddizioni, ambientali e socioeconomiche, poste dall’emendamento.
La voce dei Comuni
Inoltre sarà molto importante ascoltare anche la voce dei Comuni, considerando che, a mio avviso, non essendo il sentiero una strada, eventuali cartelli di accesso andrebbero posti, dopo attenta valutazione, solo sui tracciati ritenuti anche diversamente percorribili.
Hanno aderito
Oltre al Cai alla manifestazione hanno aderito: Agesci, Aigae, All Mountain Foligno, Collegio Regionale Guide Cicloescursionismo, Csen, Epic, Fai, Fiab Perugia, Fie, Fugs (Speleologia), Gusta Trevi, Italia Nostra, La Rampicorno, Lagap, Legambiente, Natura Avventura, Natural Slow Life, Orme-Camminare Liberi, Pale Guerro Hero, Pedale Spellano, Sentieri Partigiani Terni, Subasio, Umbria Green Holidays, Wwf.
foto Archivio Di Donato
La via dell’acqua
L’altro ieri, il giorno dopo la manifestazione a Perugia, ero in montagna percorrendo un sentiero tematico “la via dell’Acqua” e mentre camminavo accompagnato dal brioso ruscellare del torrente, dal tranquillo e sorridente incontro con tanti camminatori di ogni età (molti i giovani), pensavo ai tanti impatti che un mezzo a motore avrebbe causato. Sui sentieri non possono convivere mezzi a motore e persone in cammino.
La Montagna è per tutti
Inoltre, guardavo e pensavo alla Montagna: grande e accogliente, per tutti. Si deve solo desiderare percorrerla e per questo ci sono i sentieri, con la relativa segnaletica escursionistica dal segnavia rosso/bianco/rosso, della quale il Cai cura la manutenzione, attraverso un riconosciuto abaco nazionale. I sentieri non sono ambiente per mezzi a motore, per la velocità e il rombo. Per questo vi sono altri luoghi, dedicati. La Montagna, per le diverse implicazioni socio-ambientali che comporta, va preservata dall’impatto di ogni genere di mezzo a motore: quad, fuoristrada e moto, dalle motoslitte all’eliturismo.
Comunicare diversamente
Il dialogo è fondamentale e lo scontro sempre negativo. E’ opportuno comunicare diversamente, anche dal basso, con un’azione culturale che porti al confronto e alla discussione. Più empatia per riflettere insieme attraverso l’educazione, la bellezza, l’arte e la musica.
La Natura è grande Artista con linguaggi e voci dell’ambiente che diventano toni e timbri che giungono al cuore.
foto Archivio Di Donato
In Abruzzo
C’è necessità di dialogo e incontro tra Regioni, Comuni, Aree Protette, Rete Natura 2000, per un riconosciuto valore d’Appennino, con la generosità dei benefici ecosistemici e le potenzialità d’insieme della Montagna.
Segnalo la presa di posizione del GR Cai Abruzzo e del GR Cai Marche, su impegno delle Sezioni Cai di Teramo e di Ascoli Piceno, che considerano negativamente il transito di motoslitte nei mesi invernali in località Lago dell’Orso – Comune di Rocca Santa Maria e si mettono a disposizione per soluzioni alternative. Ci troviamo nei territori del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
(filidido) –Giornalista – Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo –Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette“
Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ). Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montano. Ha promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi.Responsabile di Progetti. È giornalista ambientale.
CLUB ALPINO ITALIANO- ESCURSIONE INVERNALE NOTTURNA AL FONDO DELLA SALSA, martedì 26 dicembre 2023
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CLUB ALPINO ITALIANO- ESCURSIONE INVERNALE NOTTURNA AL FONDO DELLA SALSA
martedì 26 dicembre 2023.
26 dicembre 2023
La Sezione Cai Castelli rinnova l’annuale appuntamento dal piccolo e suggestivo paese, fatto di case abbarbicate su corsi d’acqua, allo spettacolare ambiente montano del Fondo della Salsa.
“Il Fondo della Salsa, piede della Parete Nord del Monte Camicia, è conca di strapiombi, dirupi, rocce, ghiaccio e neve.
Riuniti e attoniti accogliamo il boato invernale che morde il silenzio.
Nel riverbero bianco del fuoco il tempo misura la vita che scorre.”
(filidido)
Nel ricordo di…
Ci si ritrova a Castelli, alle ore 13:30. L’escursione per ricordare gli alpinisti Piergiorgio De Paulis, Enrico Faiani, Francesco Carta e i tanti che la Montagna ha chiamato. Con il percorso nel bosco si scopre la suggestione dello splendido, ampio e innevato anfiteatro naturale sormontato dalla precipite parete.
Nel segno della PACE
Nell’augurare BUON NATALE e FELICE ANNO NUOVO, nel celebrare la Santa Messa, si irradia un pensiero di PACE che riesca a porre fine alle terribili e guerre in atto, con l’assurda uccisione di bambine, bambini e donne. Continua la strage di civili: morti e distruzioni inaccettabili. Nei programmi delle Sezione Cai Castelli la realizzazione del “Sentiero della Pace”.
foto Marino Di Claudio
Rifugio Cai ENRICO FAIANI
Al termine dell’escursione la sosta al Rifugio Cai ENRICO FAIANI, CASA DELLA MONTAGNA e SEDE SEZIONALE Cai Castelli.
Il Rifugio, che ospita il Cea “gli aquilotti, presidia la Montagna: luogo privilegiato per accoglienza, informazione ed educazione ambientale. Ci troviamo nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
foto Antonio Simonetti
In Montagna con il Cai
Sicurezza, simpatia e amore per una Montagna che sia viva per natura e cultura. Scoprire l’importanza dei piccoli paesi montani, la qualità dei benefici ecosistemici e le regole per frequentare in sicurezza la montagna d’inverno.
(filidido) –Giornalista – Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo –Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette“
Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ). Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montano. Ha promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio direttivo Federparchi.Responsabile di Progetti. È giornalista ambientale.
Castelli e Padula. Giornate nei paesi e in Montagna del Cai Castelli: fine settimana del 27 e 28 maggio – 3 e 4 giugno 2023
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Giornate nei paesi e in Montagna del Cai Castelli
– Castelli e Padula, 27 e 28 maggio 2023 – Transumanza, 3 e 4 giugno 2023
Castelli e Padula, paesi di Montagna
Due paesi d’Appennino si incontrano. Ambedue nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Castelli sul Gran Sasso d’Italia e Padula sui Monti della Laga
27 e 28 maggio 2023
La Sezione Cai di Castelli propone un’esperienza di immersione naturalistica nel profondo dei Monti della Laga. Dal biancheggiante calcare del Gran Sasso d’Italia e della Parete Nord del Monte Camicia che domina l’abitato di Castelli, ci si sposta tra le più scure arenarie e marne della Laga fino a Padula, avvolto dai colori del bosco, praticamente attaccato a Macchiatornella, altro pugno di case in questa splendida vallata.
B&B Pappapero
L’ospitalità è garantita dall’accogliente “B&B Pappapero” gestito dall’ardimentosa Paola Casati, che della sua passione per la montagna ha fatto scelta di vita.
Padula e i monti
Giungere a Padula è un viaggio nel paesaggio. Consente infatti di attraversare paesi e frazioni dove è sempre piacevole fermarsi (anche per un caffè con dolci locali) e di osservare la realtà montuosa della Laga e la vicina meraviglia del Gran Sasso d’Italia (consiglio ogni tanto di fermarsi e restare stupiti in silenzio). Sono due catene montuose che comunicano valore e bellezza delle “terre alte”. Una realtà da apprezzare e tutelare.
Padula e l’acqua
Padula ci accoglie con i suoi 938 m. I luoghi attorno trasudano acqua ruscellante e cascate spettacolari. Le rocce impermeabili originano vibranti torrenti che rimbalzano sulle rocce e terminano con salti dai fantasiosi nomi. Acqua generosa che animava i tanti mulini dell’Alto Tordino (ben 18 a testimoniare la tanta vita nelle “terre alte”) ed è possibile osservarne i resti di quello di Padula
Cascata Cantagalli e Cascata della Cavata
Non so quale delle due sceglierei, ma in questo caso c’è la possibilità di raggiungerle tutte e due. La Cascata Cantagalli, dopo un piacevole percorso nel bosco ci stupisce e seduce con i suoi tre balzi che si rincorrono. La Cascata della Cavata e preludio di altri giochi d’acqua e risuonanti armonie. Tutte ci avvicinano al suggestivo distretto ambientale, turistico culturale: CASCATE E BOSCHI.
…e per continuare…
Transumanza – 3 e 4 giugno 2023, 3^ edizione
Pecore, tratturo, gregge, lana, formaggio e altri prodotti. Tante iniziative come da locandina. Ci muoveremo sul sentiero guidati dal gregge e saremo accolti dal Rifugio Enrico Faiani Il Cai di Castelli svolgerà la 3^ edizione della rievocazione della transumanza in collaborazione con l’azienda Agricola Di Claudio&Leonetti, la Proloco di Castelli, con il Patrocinio del Comune di Castelli. Insieme per avvicinare i giovani e rivivere le pratiche della nostra educativa cultura popolare.
(filidido) –Giornalista – Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo –Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette“
Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ). Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montano. Ha promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio Direttivo Federparchi. È giornalista ambientale.
Programma 2023 – Sezione Cai Castelli “Piergiorgio De Paulis”
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Programma 2023 – Sezione Cai Castelli “Piergiorgio De Paulis“
Il Presidente Cai Antonio Simonetti presenta il Programma 2023 che è frutto della collaborazione di molti soci.
Da parte di tutti passione e sensibilità per questo paese abbarbicato alla Montagna.
Castelli è un paese dominato dalla Parete Nord del Monte Camicia. Trovi una realtà sociale che affonda le proprie radici nel secolare rapporto con la montagna e le sue risorse: acqua, argilla, legna.
Ambienti montani sempre percorsi, a piedi o con i muli, da ceramisti, boscaioli, commercianti, con gli scambi verso paesi del teramano e dell’aquilano attraverso i vadi che consentivano il superamento delle grandi montagne.
Tutti abituali e antichi sentieri che la Sezione Cai ha recuperato e reso percorribili, così da poter apprezzare e scoprire le meraviglie della Montagna.
Il Programma 2023 è vario, con iniziative e attività diverse in grado di intercettare ogni possibile esigenza. Di riferimento Il Rifugio Enrico Faiani, luogo di incontro, di accoglienza e di avvio di ogni evento. Ce n’è per ogni gusto ed età.
Vieni in Montagna con noi.
… Una grande attenzione è rivolta ai più piccoli e all’educazione ambientale, con visite ad oasi naturalistiche ed altre uscite che favoriscano un approccio ai sentieri di montagna. Con il Centro di Educazione Ambientale gli Aquilotti sarà avviato una vera e propria formazione sul territorio e l’ambiente. La formazione riguarderà anche gli adulti, con incontri dedicati all’acquisizione di tecniche di orientamento, di progressione, di meteorologia e di comportamento adeguato in ambienti di montagna, che si svolgeranno in collaborazione con la TAM, la Scuola Gran Sasso ed il Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo. Continuerà la nostra attività di collaborazione con gli enti e le associazioni locali e nel mesedi agosto sarà riproposta una settimana di divertimento con palestra di arrampicata, messaa disposizione dal CAI Abruzzo. Le nostre uscite non saranno prettamente concentrate sull’escursionismo e sulle attività dimontagna, ma sarà un nostro grande piacere ospitare la presentazione di libri di autori locali:“Cettina e le altre” di Carlini Fabio, “Resto qui” di Cornacchia Domenico e “Li Castille” di RosaSergio. La trama di queste opere è fortemente legata al nostro territorio e alla cultura contadina, la stessa cultura di una civiltà agropastorale che ha trovato nutrimento e fondamento nella natura incontaminata e nella montagna, rendendola fulcro di un mondo di tradizioni e folklore.
Fondo della Salsa – ai piedi della Parete Nord del Monte Camicia Dicembre 2023: come di consueto, l’anno si chiuderà il 26 dicembre con la Commemorazione dei caduti della montagna, per ricordare le persone che ci hanno lasciato nell’ambiente che rappresentava per loro una vera passione, la Montagna.
(filidido) –Giornalista – Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo –Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Cai-Parchi e Aree Protette“
Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ). Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montano. Ha promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio Direttivo Federparchi. È giornalista ambientale.
Giornata mondiale delle zone umide, 2 febbraio 2023
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Giornata mondiale delle zone umide, 2 febbraio 2023
Come ogni anno, il 2 febbraio si celebra la Giornata mondiale delle zone umide.
E’ il momento di agire per il benessere delle zone umideit’s time for Wetlands Restauration.
E’ chiaro il senso dell’appello scelto per la Giornata mondiale delle zone umide 2023
Importanti ma poco conosciute
Le zone umide sono un patrimonio vulnerabile a rischio, da tutelare con urgenza ed efficacia.
Seppur occupino una superficie limitata del Pianeta, si tratta di ecosistemi fondamentali per molte specie animali e vegetali. Sia in quanto habitat specifici, sia come luoghi di riproduzioni.
Resilienza e mitigazione climatica
A presidio dei territori le zone umide agiscono da “filtri naturali” in grado di depurare l’acqua, ne regolano i flussi e svolgono un ruolo importante nel neutralizzare anidride carbonica (CO2) generata dalle attività umane. Sono uno scrigno di biodiversità ed ecosistema decisivo in questa fase di resilienza climatica.
Lago di Barrea
In questi 100 anni del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (1923-2023), il lago di Barrea si pone a simbolo di questo patrimonio naturale, di questi ecosistemi “umidi” composti da paludi, acquitrini, torbiere e bacini naturali e artificiali che sono vanto d’Abruzzo. Unica “zona umida” ufficialmente riconosciuta in Abruzzo.
Mi piace anche fare riferimento al lago di Campotosto che è il più grande lago artificiale d’Abruzzo ed è il secondo invaso più grande d’Europa. Le sue acque sono parte degli impianti idroelettrici del Vomano con in evidenza anche il Lago di Provvidenza.
Le zone umide d’importanza internazionale riconosciute ed inserite nell’elenco della Convenzione di Ramsar per l’Italia sono ad oggi 57, distribuite in 15 Regioni, per un totale di 73.982 ettari.
Tra i benefici per tutti dalla tutela e salvaguardia delle zone umide:
40% della biodiversità al mondo vive nelle zone umide che contribuiscono alla tutela delle specie;
Le zone umide filtrano naturalmente l’acqua contribuendo alla buona qualità delle falde;
Le zone umide sono adatte alla pesca e all’acquacoltura, particolarmente utile per le popolazioni locali;
Quando ben curate esse diventano una importante attrattiva turistica con ricadute positive per le comunità locali;
Le zone umide sono luoghi di contatto con la natura, ideali per attività in ambiente ed esperienze di benessere;
Delle zone umide assorbono anidride carbonica, importante azione di mitigazione.
Invitiamo tutti a vivere un’esperienza in Montagna senza lasciare traccia del proprio passaggio. È sempre più importante produrre meno rifiuti possibile e in ogni caso riportarli sempre a valle e differenziarli. Facciamo nostro il Progetto Cai: Evviva la borraccia-liberi dalla plastica.
(filidido) –Giornalista – Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” Cai Castelli e Cai Teramo
Filippo Di Donato nasce negli Altopiani Maggiori d’Abruzzo, a Rivisondoli (AQ). Si laurea in Fisica. In parallelo alla docenza si occupa di ambiente, montagna e aree protette. Riveste diversi ruoli nel CAI: socio fondatore della Sezione di Castelli (TE), presidente delegazione Abruzzo, consigliere centrale, presidente nazionale Escursionismo e TAM. Accompagnatore nazionale escursionismo. Operatore nazionale tutela ambiente montano. Ha promosso la costituzione di 3 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Abruzzo. Già nel Consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e nel Consiglio Direttivo Federparchi. È giornalista ambientale.