FOTOGRAFIA È BELLEZZA … CON LUOGHI DA CONSERVARE – IL SUOLO E’ PAESAGGIO – Una foto salverà l’ambiente?

FOTOGRAFIA È BELLEZZA … CON LUOGHI DA CONSERVARE – IL SUOLO E’ PAESAGGIO – Una foto salverà l’ambiente?

16 Marzo 2021 Agenda 2030 Cea gli Aquilotti Curiosità Educazione Educazione Ambientale Giovani Patrimonio Ambientale Patrimonio Culturale 0

FOTOGRAFIA È BELLEZZA … CON LUOGHI DA CONSERVARE – IL SUOLO E’ PAESAGGIO

Una foto salverà l’ambiente?
– Calendario fotografico Cai Teramo 2021
– 4° Concorso fotografico nazionale  Cai Sulmona
– Concorso fotografico Ministero Transizione Ecologica – “Uno scatto per la natura”
– LAGALAND EXPERIENCE foto di Alessandro De Ruvo

La fotografia è un mezzo che documenta e racconta la Montagna. Le foto sono un potente strumento di avvicinamento, lettura e comprensione, seppur mediato, di ambiente e paesaggio.
In questo periodo di nuovo confinamento mi soffermo sul valore delle immagini che ci mostrano/ricordano il “fuori” che c’è oltre le mura di casa e più lontano.
Un innesto di vitalità che ci aiuta con colori, suggestioni, profondità.
Ne abbiamo bisogno per superare questo perdurante momento di difficoltà, di lontananza da sguardi e carezze.

La bellezza dinamica
La bellezza non è però statica e le foto, insieme allo splendore documentano anche il degrado, l’impatto che l’uomo progressivamente apporta all’ambiente . Le foto, insieme alla bellezza fissano lo smog che avvolge le città, le acque di torrenti, laghi e mari invase dalla plastica, il cemento che segna il suolo un po’ ovunque. Il degrado c’è con i detrattori ambientali e spesso, nelle foto si tende a escluderli per  racchiudere la parte di paesaggio integro.

Quale immagine del suolo?
Il suolo non è solo immagine, ma è la dimensione fisica ed estetica di tutta la superficie terrestre che sopporta e supporta tutti i viventi. Ecco, osservando le foto con un taglio diverso, non solo estetico, ma etico, possiamo riassegniamo al suolo il riconoscimento culturale che merita. Non si tratta di un fattore che possiamo modellare a piacimento, con una superficie per costruire o deforestare, o anfratti dove riversare ogni genere di sostanza. Non è sistema indifferente a intrusioni e cambiamenti.

Il suolo è paesaggio complesso
Per gente come noi, abituata agli ambienti montani, il paesaggio è percezione di spazi aperti e inedificati. Le foto lo documentano ampiamente, in escursione, con le racchette da neve, con gli sci, dai rifugi aperti sulle valli o dalle vette raggiunte in arrampicata. Il suolo è paesaggio,sia  per chi vive gli spazi aperti dall’alto e sia per chi, dal basso distende lo sguardo. Approfondendo la riflessione (e la visione) il suolo amplia il significato negli aspetti ambientali, ecologici e sociali. Richiamo quindi l’attenzione sul suolo come complesso sistema ecologico decisivo per la vita del pianeta. Oggigiorno anche il suolo è malato e va rigenerato da inquinamento e devastazione così da contribuire a mitigare la crisi climatica e frenare la forbice delle disuguaglianze sociali.

Cosa comunicare?  E la scienza?
Anche attraverso una foto si può comunicare l’incertezza con la necessità che cresca il livello di attenzione. Sono pericolosi i messaggi rassicuranti, come quelli delle pubblicità in ambiente. La realtà è altro!
Alla scienza chiedo di approfondire e far conoscere le relazioni che legano la vita e le attività naturali  in superficie, con ciò che accade negli strati sotterranei non visibili, trasferendo questa attenzione, sopra – sotto, alla realtà dei suoli urbani, che sempre più crescono in estensione e impattano su paesaggio e qualità delle risorse.

Temo
Temo la disinformazione e i diversi interessi economici e politici in atto, mascherati nei messaggi verdi di sostenibilità e ripresa, ma portatori di cemento e perdita di biodiversità, bellezza e paesaggio. Temo la contaminazione di aria, acqua e suolo, con sostanze e materiali dannosi per l’ambiente e per la salute di tutti noi, ora e per i giovani che verranno.
L’impegno è quello di esserci e presidiare.

La Costituzione  – Articolo 9
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

IN MONTAGNA È BELLO

Calendario Cai Teramo 2021-
l’immagine di marzo – Gran Sasso d’Italia, vista del Brecciarone – foto Alessandro De Ruvo
L’annuale appuntamento fotografico della Sezione Cai di Teramo nel 2021 è particolare in quanto  … le immagini che proponiamo per il calendario di quest’anno sono permeate da atmosfere nebulose introspettive quasi ad adeguarsi al periodo attuale, e in effetti è vero, abbiamo inteso riflettere lo spirito di questo tempo che rimarrà nella storia a segnare le nostre esistenze…

4° Concorso fotografico nazionale  Cai Sulmona
“LA MONTAGNA” PAESAGGIO NATURA E CULTURA NEL TERRITORIO MONTANO ITALIANO
Premio per foto a colori e b/n. Inoltre Premio Natura e Premio CAI Sulmona.
Adesioni entro il 26 settembre 2021

Concorso fotografico Ministero Transizione Ecologica – “Uno scatto per la natura”
Il Ministero della Transizione Ecologica è in cerca di giovani fotografi per raccontare l’ambiente.
Il concorso rientra nelle attività di divulgazione e sensibilizzazione dei temi e delle iniziative della Pre Cop26 e della Youth for Climate.
Per sensibilizzare sui temi della Natura nelle 7 categorie indicate. Si rivolge ai giovani su due fasce di età, da 12 a 17 e da 18 a 30 anni.
Adesioni entro il 30 aprile 2021

LAGALAND EXPERIENCE di Alessandro De Ruvo
Esiste in Appennino la singolarità naturalistica dei Monti della Laga. Arenarie, marne e argille distese su una lunga catena montuosa inserita tra il calcare del Gran Sasso d’Italia e quello dei Monti Sibillini .
Le foto di Alessandro De Ruvo ne mostrano la bellezza nascosta, cercata e raccolta in oltre 10 anni di esplorazione e appostamenti. Ci troviamo nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
A voi il piacere di scoprirne pieghe, fossi, creste e vette, con il giusto tempo.

PER SAPERNE DI PIU’ SUL CONSUMO DI SUOLO
 – Avvenire – 16 marzo – Tutelate la vita e la salute a partire dal suolo – Un terreno malato rende più poveri.
Articolo odierno di Francesco Gesualdi

– “100 parole per salvare il suolo”:  di Paolo Pileri
È tempo di smettere di far finta di niente e di pensare il suolo come una merce, inseguendo egoismi amministrativi ammantati di parole enigmatiche e doppie.
Ci sono parole che, sotto una mano di verde, hanno il cuore di cemento. Così una mattina scopriamo che davanti a casa nostra è sorto un nuovo cantiere e le betoniere stanno asfaltando l’ultimo prato libero, anche se la legge e il piano urbanistico sembravano chiari al riguardo. Che cosa ci è sfuggito? L’urbanistica è ormai una lingua straniera, un gergo governato da pochi, pieno di parole dal significato incomprensibile e scivoloso, con una grammatica ambigua che quasi sempre fa scempio del suolo (dicendo che lo sta salvando).

– Agenda 2030 – L’Italia e il Goal 15: serve un Piano nazionale di ripristino dei sistemi naturali
Il Rapporto ASviS raccomanda che almeno il 30% degli ecosistemi degradati sia recuperato entro il 2030.
La situazione peggiora e si attende ancora una legge sul consumo di suolo, da troppo tempo ferma in Parlamento.
Di riferimento la Pubblicazione ASviS : “Il piano nazionale ripresa e resilienza, la legge di bilancio 2021 e lo sviluppo sostenibile” ( Goal 15: pag 152 e seguenti).

2021.03.16 (filidido) (filidido) Giornalista
– Centro di Educazione Ambientale “gli aquilotti” del Cai – CD Federparchi

 

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